Scegliere la riconoscenza

Scegliere la riconoscenza

“Dio di ogni consolazione, il quale ci consola in ogni nostra afflizione affinché, mediante la consolazione con la quale siamo noi stessi da Dio consolati, possiamo consolare quelli che si trovano in qualunque afflizione”.
2 Corinzi 1:3-4



«Sono tetraplegica dall’età di diciotto anni, e mi trovo su una sedia a rotelle. Per ogni gesto della mia vita quotidiana, sono attorniata da persone che mi aiutano e mi assistono… È con un cuore riconoscente che voglio ringraziarle.

Se avessimo noi tutti lo stesso sentimento verso il Signore per esprimergli la nostra riconoscenza facendo salire a Lui, durante la giornata, le nostre preghiere di ringraziamento!

Da quando sono paralizzata, ringrazio Dio, per la maggior parte del tempo, non soltanto “in ogni cosa” (1 Tessalonicesi 5:18) ma “per ogni cosa… nel Nome del Signore nostro Gesù Cristo” (Efesini 5:20).

Generalmente ringraziamo Dio per la Sua grazia, il Suo conforto, il sostegno nella prova; ma non lo ringraziamo per la prova.

Eppure è proprio la prova che ci avvicina a Lui.

Nel corso dei decenni trascorsi sulla sedia a rotelle, ho imparato a non separare il mio Salvatore dalle sofferenze che Egli permette. Ho imparato a non considerare una “vita spezzata” (o forse, nel vostro caso, un cuore afflitto o una famiglia sfasciata) come “una cosa che capita” e basta, un male dal quale il Signore, non si sa come, farà forse uscire qualcosa di buono… No, il Dio della Bibbia è ben più grande di questo!

È questa “dolorosa benedizione”, “questo regalo avvolto di nero”, che mi attira e mi spinge nella braccia del Salvatore. E là trovo la gioia!»

Jony Eareckson Tada

tratto da “il buon seme”



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