Salvatore, vita nuova per un ex mafioso

Salvatore, vita nuova per un ex mafioso

I morti per mafia da tempo non si contano più. Molti sperano che lo Stato la sconfigga. Purtroppo la situazione non migliora, anzi quel po’ di morale mafiosa esistente, che considerava i riti religiosi e la famiglia cose sacre, è scomparsa del tutto. Ne è prova l’uccisione di familiari di mafiosi.

Ne sanno qualcosa le strade che portano al capoluogo siciliano, strade che sono costate molte vite umane, e non parlo di incidenti stradali. Hanno trovato i morti crivellati di lupara, gli occhi sbarrati al sole, un sasso in bocca.

Un sicario della mafia valuta poche migliaia di euro la vita di un uomo. Da questo campo così rude può uscirne fuori una bella storia, quella di Salvatore, che con l’aiuto di Gesù, è riuscito completamente a sganciarsi dagli spietati tentacoli della piovra.

Così egli stesso racconta: «Per ordine della mafia all’alba dovevo uccidere un uomo che non avevo mai visto. I primi barlumi del giorno per lui sarebbero stati gli ultimi, e a sole alto lo avrebbero trovato intriso di sangue, avvolto da uno sciame di mosche. Quella sera mi sentivo stanco, oppresso, legato da quella vita senza sbocco. Camminando trovai per terra un volantino spiegazzato e imbrattato di fango.

Alla luce di un lampione lessi: “Ci deve pur essere una soluzione, la violenza e il crimine regnano nelle nostre città. Sì, c’è una risposta: Gesù, il Salvatore del mondo. Egli dice: «Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo. Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre; poiché il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero»” (Matteo 11:28/30).

Leggevo e mi tremavano le mani. Quell’offerta di vita nuova sembrava rivolta proprio a me. Pioveva, sotto quel lampione sono caduto in ginocchio, chiedendo perdono a Dio.

Lì vicino c’era una cabina telefonica da dove chiamai i carabinieri: «Mi chiamo Salvatore, vi aspetto!» Da lungo tempo mi cercavano, fui processato e condannato.

Ho pregato e continuo a pregare per i miei compagni di disgrazia, che trovino la vera vita in Gesù come me. Avrebbero potuto uccidermi ma non l’hanno fatto. Sono vivo come quell’altro, l’uomo che avrei dovuto incontrare all’alba. Cosa ti è successo? Mi domandarono in molti. «Sono nato di nuovo in Gesù» rispondevo, «sotto la pioggia, al chiarore di un lampione».

A milioni son già venuti a Gesù e hanno trovato riposo, pace e salvezza eterna. Al Calvario c’è speranza anche per te. Poiché sta scritto: “Non sapete che gl’ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non v’illudete; né fornicatori, né idolatri, né adulteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriachi, né oltraggiatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio. E tali eravate alcuni
di voi; ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e mediante lo Spirito del nostro Dio”
(1Corinzi 6:9/11).

Chiedendo perdono a Gesù per essere salvato dall’inferno, auguriamo anche a te di far parte della schiera di coloro che erediteranno il regno di Dio.

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