Fanny: Sicura in man di Cristo

Fanny: Sicura in man di Cristo

a cura di Nicola Andrea Scorsone


Fanny, per un errore di un dottore, che perdonò, divenne cieca; inoltre perse l’unica bambina che ebbe, che la portò a scrivere il bell’inno dal titolo:


Sicura in man di Cristo”,


che ha portato e porta tanto incoraggiamento alle tante madri che hanno perso i loro figli, e non solo.


Infatti a proposito di questo inno, vi raccontiamo una bella storia: “Era l’inverno di guerra del 1939-40. Ecco che cosa poté fare la grazia di Dio, fra le più crudeli scene dell’odio umano. Sette prigionieri russi, nelle file finlandesi, dovevano esser fucilati la mattina seguente. Questi bestemmiavano e colpivano i muri coi pugni insanguinati; altri gemevano, pensando alle mogli ed ai figlioli nella Russia lontana… Ad un tratto, uno dei condannati, Koskino, si mise a cantare. Tutti i prigionieri pensarono che fosse impazzito e si volsero verso di lui per ascoltare il suo canto:


Sicura in man di Cristo

Sicura nel Suo cuor

L’anima mi riposa – All’ombra dell’Amor.

S’ode una voce d’angeli

Qual inno di vittoria

E parla della gloria

Che un giorno sua sarà!


Koskino guardò i compagni con occhi pieni di lacrime e disse: «Compagni, ascoltatemi un momento. Mia madre cantava degl’inni di Gesù, mia madre pregava Gesù. È da vile nascondere ciò che si crede. L’Iddio di mia madre è ora il mio Dio. Ieri sera ero sveglio e all’improvviso vidi la faccia di mia madre davanti a me. Sentii che dovevo trovare il suo Salvatore, rifugiarmi in Lui e farLo mio Salvatore. Allora pregai come il brigante in croce: supplicai Cristo di perdonarmi, di purificare l’anima mia peccatrice, di prepararmi per presentarmi a Lui, poiché Lo dovevo incontrare così presto! Lo accettai, resi grazie e da allora questa strofa risuona senza tregua in me. È la risposta di Dio alla mia preghiera.» Il viso di Koskino era raggiante. Anche i soldati finlandesi ascoltavano, mentre tutto il loro odio si scioglieva alla luce celeste. Alle quattro del mattino, tutti i compagni di Koskino avevano seguito il suo esempio e pregavano. Uno di loro disse: «Koskino, cantaci ancora l’inno!». Questa volta cantarono tutti insieme, anche i soldati finlandesi unirono le loro voci, e quella prigione risuonò inni, celebranti il Sangue dell’Agnello. All’alba, tra due file di soldati finlandesi, uscirono per l’esecuzione. Uno dei prigionieri domandò il permesso di cantare ancora una volta l’inno di Koskino, il che fu loro concesso. Domandarono anche la grazia di morire col viso scoperto e la mano alzata verso il cielo. Cantarono con una potenza straordinaria: Sicura in man di Cristo… Quand’ebbero finita l’ultima strofa, il tenente che in seguito si convertì, avrebbe voluto graziarli, ma per dovere comandò di sparare. Erano tutti inginocchiati in preghiera.


Tornando a Fanny, molti suoi inni ebbero uno scopo evangelistico. Anche oggi, molti di questi inni continuano a condurre anime a Cristo, dando loro salvezza e conforto. Sulla sua cecità, Fanny disse: “Sembra che la benedetta provviden­za di Dio abbia voluto che io fossi cieca per tutta la vita, e ringrazio Dio per ciò. Se domani mi venisse offerta una vista umana, la rifiuterei. Non sarei mai ri­uscita a scrivere inni alla gloria di Dio. se fossi stata distratta dalle cose belle ed interessanti intorno a me. Se potessi sce­gliere, sceglierei comunque di rimanere così come stò, perché, quando morirò, il primo volto che avrò mai visto sarà il volto del mio benedetto Salvatore.


Anche tu puoi essere sicuro in man di Cristo, credi e vivrai.


nikscorsone.maranath@libero.it



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