Daniela, malattia: “per me un dono”.

Da qualche anno le notti non sono più molto tranquille, mi sveglio la notte con dei dolori molto forti; all’inizio non diedi molto importanza alla cosa, mi chiesi: chi non ha mal di schiena al giorno d’oggi? Finchè una notte non riuscendo più neanche a respirare dal dolore, cercai di alzarmi dal letto, ma prima che riuscissi a farlo passò più di mezz’ora; mio marito si svegliò e cercò di aiutarmi ma una volta in piedi la schiena mi cedette e rischiai di cadere, presi un antidolorifico e mi misi seduta in poltrona perché non riuscivo più a sdraiarmi. Aspettai il mattino per andare dal medico, e così cominciò la parodia di esami e visite.
Il primo neurochirurgo mi disse che sospettava una necrosi (la morte di un organo) oppure un osteoma (tumore all’osso). Dopo la T.A.C. e Scintigrafia arrivò il referto: Spondilite anchilosante (malattia infiammatoria che colpisce il sistema muscoscheletrico). La Spondilite A. colpisce inizialmente la colonna vertebrale, ed è comune il coinvolgimento di spalle, anche, ginocchia e piedi. Poiché la Spondilite A. è una malattia sistemica, può colpire altri organi come occhi e più raramente polmoni e cuore; è una malattia che varia molto da soggetto a soggetto e può indurre disabilità secondo la sua progressione.

La mia vita da quel giorno cambiò molto, e non riuscii più a stare in piedi a lungo. Per più di un anno la febbre vacillò dai 37° ai 37,7° con una insopportabile stanchezza e dolori. Iniziai delle terapie con antinfiammatori, antidolorifici, cortisonici e chemioterapici a basse dosi (io che non avevo mai preso una pastiglia). Appena avuta la diagnosi mi spaventò il pensiero: A che cosa sarei andata incontro…? Mi sedetti in veranda, era buio e ammiravo il cielo stellato, ma non riuscivo a pregare, a fare domande al Signore; guardavo solo quel manto di stelle stando a lungo in silenzio. Immersa in quel cielo buio, pensai che nella mia vita tutto ad un tratto fosse scesa la notte;qualche lacrima bagnò il mio viso e cominciai a parlare col mio Signore Gesù. Dubbi, paure, scoraggiamento volevano prendere il sopravvento; chiusi gli occhi e dissi: “Signore, dove io non posso, Tu puoi; non so perché e non ti chiedo perché proprio a me, ma Signore, che ogni cosa sia per la tua Gloria e mia formazione. Che io possa essere come una di quelle stelle, che proprio quando tutto intorno è buio, la sua luce brilla più intensamente. Aiutami a glorificare il tuo Nome in ogni tempo”!

Nel corso di quest’anno posso dirvi che il Signore mi ha insegnato e formato più che in ventitrè anni di conversione. Alcuni versi della Parola letti e riletti per anni, hanno ora acquistato un significato particolare perché vissuti per esperienza. Nella mia vita cristiana, quando passavo per periodi tempestosi, vivevo nella promessa che il Signore “muta la tempesta in quiete” (salmo 107:29); a volte però, scontenta che questa quiete non arrivava mai, avevo sempre da lamentarmi. Egli dice: “I miei pensieri non sono i vostri pensieri, né le vostre vie sono le mie vie; come i cieli sono alti al di sopra della terra, così sono le mie vie più alte delle vostre vie e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri” (Isaia 55:8,9).

Ora è diverso, perché il Signore mi stà insegnando a VIVERE NELLA tempesta CON LUI! – “Tu non sai quello che Io faccio, ma lo capirai dopo“(Giov.13:7). Così, malgrado le circostanze avverse, Egli è la mia quiete, colui che mi dà serenità e rifugio nella tempesta. Dio non ci protegge dalla sofferenza; Egli ci protegge NELLA sofferenza!

Il pensiero che “Dio è fedele e non permetterà che siate tentati al di sopra delle vostre forze” (1 Cor. 1:13), mi faceva cullare nel credere che il Signore non mi avrebbe mai dato prove difficili, sapendo che non sarei mai stata in grado di affrontarle, (quanta poca spiritualità); Egli invece ci mette davanti quella prova solo quando saprà che la possiamo superare, affrontare e vincerla con LUI, affinché Egli sia glorificato e noi formati come un bellissimo vaso nelle mani del nostro vasaio.
Nella mia debolezza umana ma con la forza del Signore, posso dire: “Ma quanto a me, il mio bene è stare unita a Dio; io ho fatto del mio Signore, di Dio, il mio rifugio, per raccontare o Dio, tutte le tue opere” (Salmo 73:28).
Dio vuole che i suoi figli, che Egli ha riscattati, credano alle sue promesse.

Daniela C.



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