Dalla tradizione alla verità: storia di un ex prete

Sono nato a Dublino in Irlanda, e come ogni ragazzo che ha studiato con i Gesuiti, prima dell’età di dieci anni, ero in grado di recitare a memoria le cinque ragioni dell’esistenza di Dio e spiegare perché il papa è il capo della chiesa. Credevo fermamente in tre cose:

•    che il Papa fosse l’uomo più importante della terra
•    che le sue parole fossero legge
•    che i Gesuiti fossero il suo esercito
Diventare prete
Dopo aver lasciato il collegio, decisi di diventare prete; per sette anni studiai filosofia e teologia. L’autorità dottrinale delle Chiesa Cattolica, detta “Magisterum” o Magistero ecclesiastico, era sempre l’elemento centrale, così che perfino quando si studiava la Bibbia, bisognava seguire l’interpretazione della chiesa “la sola ed unica autorità su tutte le questioni di fede e di morale”.
Fui consacrato prete domenicano nel 1963; poi dedicai un altro anno allo studio della teologia presso l’Università Gregoriana di Roma. L’anno dopo fui inviato come missionario a Trinidad. I miei primi sette anni in quel luogo furono molto simili a quelli di un qualunque altro prete cattolico: preparavo le messe, distribuivo la comunione e confessavo i fedeli, ma nel 1972 capitò qualcosa che stravolse completamente la mia vita.
Aprire gli occhi
Arrivarono a Trinidad un gruppo di canadesi appartenenti al movimento carismatico cattolico per impartirci degli insegnamenti biblici. Ascoltando le loro lezioni cominciai a provare un profondo amore per la Bibbia. Per stimolarci a pregare per la guarigione, presentarono il passo biblico di Isaia 53:5 «…e per le sue lividure noi abbiamo avuto guarigione». Ricordo che questo passo mi colpì così profondamente che decisi di esaminare l’intero brano in un modo più approfondito; fu a quel punto che mi accorsi che più che parlare di guarigione, il brano si soffermava sul peccato: «Noi tutti eravamo erranti come pecore, ognuno di noi seguiva la sua propria via; e l’Eterno ha fatto cadere su di lui i peccati di noi tutti» (v.6). Per la prima volta nella mia vita iniziai a riconoscere l’autorità della Bibbia.

Spesso avevo chiesto a Dio il perdono dei miei peccati, ma non mi ero ancora reso conto di essere un peccatore per natura. Per troppo tempo e troppe lezioni avevo sentito ripetere che la corruzione dell’uomo, chiamata “peccato originale”, veniva spazzata via mediante il battesimo impartito ai bambini poco dopo la nascita, tanto che alla fine ne ero quasi convinto. In fondo al mio cuore però sapevo di avere ancora una natura corrotta. Le parole di Filippesi 3:10 divennero il grido del mio cuore: «Il mio desiderio principale è quello di conoscere Cristo e la potenza della sua resurrezione». Sapevo bene dentro di me che solo per mezzo di questa potenza avrei potuto vivere una vera vita cristiana; conoscere Cristo divenne lo scopo principale della mia vita e il Signore cominciò a rispondere a questa mia preghiera.

Bibbia e fede
Cominciai a rendermi conto che la Parola di Dio così come è scritta nella Bibbia è l’autorità suprema e non contiene errori, mentre prima avevo imparato che la Parola di Dio è soggetta al magistero della chiesa e in alcuni punti la sua veridicità doveva essere messa in discussione. Iniziai a studiare la Bibbia e ad esaminarne obiettivamente il contenuto; pian piano capii che potevo fidarmi di ciò che è scritto in essa. Alla fine giunsi alla conclusione che è la Parola di Dio, ispirata da Lui: «Tutto ciò che è scritto nella Bibbia è stato ispirato da Dio e serve ad insegnarci e a farci capire che cosa c’ è di sbagliato nella nostra vita, a correggerci e a guidarci a fare ciò che è giusto. In questo modo l’ uomo di Dio viene perfezionato e preparato per compiere ogni opera buona» (2 Timòteo 3:16-17). Mi resi conto che la Bibbia dice la verità nelle sue profezie, nei comandamenti che impartisce, nelle promesse fatte da Dio e nel modo in cui insegna al credente come vivere una vita cristiana.

Un mediatore soltanto
Trovai che certe dottrine che avevo imparato, quali la mediazione svolta dai santi e dai preti, erano in netto contrasto con la Parola di Dio. Come dovevo giudicare il ruolo di mediatore, che stavo esercitando in qualità di prete? La Bibbia afferma: «Come c’è un solo Dio, così esiste un solo mediatore fra Dio e gli uomini: Gesù Cristo» (1 Timoteo 2:5).
Tuttavia pur essendo pronto a rinunciare a qualche dottrina, non ero disposto ad abbandonare il sacerdozio, anche perché in esso avevo investito tutta la mia vita, i desideri, i sogni, e le mie speranze per il futuro.

Ravvedimento
Cominciai a riflettere sulla salvezza della mia anima. Avevo fatto affidamento sulla messa e sugli altri sacramenti come strumenti di mediazione per la salvezza. Mi era piaciuto essere ammirato dalla gente, in quanto mediatore tra loro e Dio; come potevo lasciare questo sistema per affidarmi semplicemente a Cristo, come insegna la Parola di Dio? Per sei lunghi anni ho vissuto cercando di servire sia la Bibbia che la Chiesa Cattolica; ero incerto quale delle due fosse la vera autorità, tuttavia la Bibbia dice che non si possono servire due padroni e quella consapevolezza creava in me una tensione tale che a volte mi faceva stare fisicamente male. Volevo credere che l’autorità assoluta della Bibbia fosse sottoposta all’autorità assoluta della Chiesa Romana, un’assurdità! Non potevo far finta che nulla fosse successo, dovevo scegliere a chi servire.

Conoscere Dio
Sul finire del 1985 la grazia di Dio ebbe la meglio e tutti i miei dubbi si dissolsero. Decisi di lasciare la sicurezza della Chiesa Cattolica e di affidarmi completamente al Signore e all’autorità della Sua Parola, la Bibbia. È inutile negare che quella scelta fu dolorosissima, ma è anche vero che il Signore non mi ha mai abbandonato. Mi pentii dei miei peccati, specialmente quello di essermi posto come un mediatore fra Dio e gli uomini. Accettai pienamente e senza condizioni Gesù Cristo, il quale ha pagato sulla croce per i miei peccati: «Ma egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità; il castigo per cui abbiamo pace, è stato su lui, e per le sue lividure noi abbiamo avuto guarigione» (Isaia 53:5).

Da quando ho lasciato la Chiesa Cattolica Romana, il Signore mi ha sostenuto in diversi e meravigliosi modi, sia come missionario in Asia che attualmente come evangelista a tempo pieno.

Passo di fede
Caro amico che stai leggendo questa testimonianza se stai ancora confidando nelle tue pratiche religiose piuttosto che nell’opera compiuta da Cristo sulla croce, ti chiedo di sottometterti all’autorità suprema, la Parola di Dio. «Siete stati riscattati da quell’inutile modo di vivere che avevate imparato dai vostri padri, e non con oro e argento, cose che svaniscono, ma con il prezioso sangue di Cristo, l’agnello senza difetto e senza macchia» (1 Pietro 1:18-19). È il sangue di Cristo che ha lavato i tuoi peccati e ciò non dipende da quello che tu fai ma da quello che Cristo ha già fatto per te. Chiedi a Dio di darti la grazia di accettare Gesù come tuo personale salvatore: «Egli stesso portò il peso dei nostri peccati sul suo corpo, quando morì sul legno…» (1 Pietro 2:24).

Se vuoi accettare il sacrificio di Gesù nel tuo cuore fa’ una preghiera simile a questa: «Signore ho capito che tutti i miei sforzi umani per ottenere la salvezza sono inutili perché essa dipende solo dal sacrificio che Tu hai compiuto. Io Ti accetto nel mio cuore, Ti riconosco come mio Salvatore. Vieni, entra in me e salvami». Egli ti darà la forza di affidarti a Lui, se chiedi a Dio con tutto il cuore di perdonarti i tuoi peccati: «Ciò che nasce dalla natura umana è umano, ma ciò che nasce dallo Spirito è spirito» (Giovanni 3:6).


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