Cesare Malan: la salvezza eterna legata alla fede e non alle opere

Cesare Malan: la salvezza eterna legata alla fede e non alle opere
Indipendentemente dalla legge, è
stata manifestata la giustizia di
D’o.., mediante la fede In Gesù Cri-
sto, per tutti coloro che credono.
Romani 3:21-22
Cesare Malan. L’avventura della fede di un
giovane predicatore (1)
«Quando fui consacrato predicatore nella
Chiesa di Ginevra, ero nella più completa igno-
ranza della verità dell’Evangelo. Mi ricordo, ad
esempio, di aver terminato così una delle mie
predicazioni: ‘Considerare le virtù che avrete
acqinsito vi aprirà senza difficoltà la strada per
acquisirne delle nuove; la sensazione dei vostri
progressi riempirà il vostro cuore di una dolce

“Indipendentemente dalla legge, è stata manifestata la giustizia di Dio.., mediante la fede in Gesù Cristo, per tutti coloro che credono”.

Romani 3:21-22

“Se infatti, mentre eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio mediante la morte del Figlio suo, tanto più ora, che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita”.

Romani 5:10

L’avventura della fede di un giovane predicatore.

«Quando fui consacrato predicatore nella Chiesa di Ginevra, ero nella più completa ignoranza della verità dell’Evangelo. Mi ricordo, ad esempio, di aver terminato così una delle mie predicazioni: ‘Considerare le virtù che avrete acquisito vi aprirà senza difficoltà la strada per acquisirne delle nuove; la sensazione dei vostri progressi riempirà il vostro cuore di una dolce speranza. Sarà così che, accrescendo ogni giorno il vostro prezioso tesoro, con il quale si acquista l’immortalità, vedrete giungere, pieni di ineffabile emozione, l’ora felice in cui rimetterete nelle mani del Creatore la vostra anima tornata di virtù’.

Un giorno andai a predicare in Svizzera nella chiesa di un villaggio del cantone di Vaud. All’uscita, il pastore mi si avvicinò con un aspetto triste e serio, e mi disse: ‘Il suo messaggio non è cristiano, e spero che i suoi ascoltatori non lo abbiano capito!’

Queste severe parole mi fecero riflettere su ciò che significa essere un vero cristiano. Ma solo due o tre anni più tardi cominciai a capire la giustificazione per fede, senza le opere.

Fino ad allora non avevo neppure idea di questa giustizia di Dio della quale possono beneficiare solamente quelli che credono in Gesù. Io ero allora nell’ignoranza più totale, eppure predicavo e non provavo il minimo disagio.

Dicevo quello che sentivo con tutto l’impeto e l’esuberanza della giovinezza, ma parlavo di un Dio e di un Salvatore che ancora non conoscevo! Non predicavo altro che la morale della ragione.»

«Una sera, leggevo con un amico il capitolo 5 della Lettera di Paolo ai Romani. Questa lettura produsse in me una viva impressione, particolarmente il versetto 10 (citato all’inizio dell’articolo). In un’altra occasione, in classe, mentre gli alunni svolgevano un compito, lessi il capitolo 2 della lettera agli Efesini, e giunsi a questo versetto: “È per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio”.

Queste parole mi sembrarono chiare, inconfutabili e ne restai così colpito che dovetti uscire nel cortile della scuola, esclamando con gioia: “Sono salvato! Sono salvato!”

Paragonerei volentieri la mia conversione all’immagine di un bambino risvegliato dal bacio di sua madre. Non posso ripensare a quel periodo senza esaltare la tenera compassione del Signore che mi ha risparmiato i timori, i turbamenti e i penosi dubbi che tanti cristiani attraversano prima di giungere alla pace che dona la vera fede.»

Cesare Malan (1787-1864)

Quella di Cesare Malan fu, a quanto pare, una conversione pacata, tuttavia essa segnò il radicale inizio di una nuova vita. Prima della sua conversione, Malan era certamente un giovane religioso, di una sana moralità, dal comportamento leale e volto al bene. Ma egli cercava di stabilire la propria giustizia sulle sue buone opere senza capire che è Dio che rende giusto chiunque crede nel Signore Gesù.

Allora, egli ha potuto servire Dio predicando il vero Vangelo; e si è comportato sempre con rettitudine, non per diventare giusto, ma per riconoscenza verso di Lui che lo aveva reso giusto!



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