Augusto e Carmela: la salvezza sta solo in Gesù.

Augusto e Carmela: la salvezza sta solo in Gesù.

Mi chiamo Carmela (per i familiari Meli), sono nata a Palermo  55 anni fa e sono vedova di Augusto da circa 2 anni. Ho 2 figli Enrico e Floriana ,sposati entrambi ,e 2 nipotini.

Ho faticato molto prima di arrivare qui e sinceramente non pensavo fosse così difficile. Purtroppo ho vissuto un periodo non breve di completa apatia verso il Signore e la fede: tutto dovuto a dette prove difficili da attraversare..

Si, il Signore mi ha provato molto. Comunque sono qui per portare la mia testimonianza, ma insieme alla mia se mi permettete, vorrei portare anche quella di mio marito. Avrebbe voluto testimoniare lui la sua conversione, ma non ce l’ha fatta, perchè il Signore ha pensato bene di farlo abitare con sé.

Augusto era una persona meravigliosa, amava Dio e amava il prossimo al punto che a volte annullava se stesso per gli altri.. Ma era anche una persona molto testarda, cocciuta e puntigliosa. I nostri familiari ci ha guidati nella fede o per meglio dire nella religone (come a loro volta è stato insegnato loro), e purtroppo quando si nasce e si cresce con degli insegnamenti radicati, ad una certa età è difficile convertire il proprio modo di credere. Siamo stati una coppia molto affiatata, frequentavamo spesso la chiesa cattolica, le riunioni, gli incontri con i fedeli, i ritiri spirituali: tutto era chiaro, normale ,logico per noi, non ci siamo mai chiesti niente in base alla religone fino a quando Sara ed Elio (mia sorella e suo marito) non si sono convertiti. E qui cominciò la lunga serie degli interrogativi….

Ogni volta che ci ritrovavamo passavamo ore ed ore a parlare e a scontrarci su molte cose che riguardava la fede, la religione, l’Amore di Dio e la vita eterna (questo grande enigma). Così Augusto cominciò a leggere la Bibbia, forse più per controbattere i nostri interlocutori che per sé stesso, perchè ripeto noi ci sentivamo a posto.

Sono passati anni in questo modo, fino a quando Augusto si ammalò. All’inizio  affrontò la sua malattia con leggerezza ma subito capimmo che era una cosa molto seria.
Augusto  subì 3 interventi, tutti molto complessi e in brevissimo tempo, dopo il 3° il medico che lo seguiva non ci diede più speranze: per lui non sarebbe uscito vivo dall’ospedale.

Ma Augusto lottò con tutte le sue forze e posso garantirvi che affrontò questa malattia in modo esemplare con dignità e coraggio, mostrando una forza interiore che sicuramente non veniva da lui. Una cosa è certa: il Signore stava operando con energia in mio marito.

In quel periodo vista la gravità della cosa ci vennero a trovare Elio e Sara ed Augusto ne fu felice. Quando  li vide volle pregare subito con loro; sembrava assetato della paola di Dio e dopo lunghe letture confidò loro che avrebbe voluto battezzarsi.

Io conoscendolo non credetti allee mie orecchie (subito pensato che fosse l’effetto della morfina). Comunque lasciai il discorso in sospeso, per riprenderlo in seguito se ne avessi avuto l’occasione.

Così Augusto uscì dall’ospedale dopo più di un mese, con zero speranze da parte dei medici. Il Signore invece gli donò ancora un anno in questa vita terrena, cosa che lasciò parecchio sbalorditi i medici perché in quelle condizioni era impossibile vivere.

In quel periodo Augusto leggeva la Bibbia quasi tutte le sere con Elio per telefono e non faceva altro che ringraziare Dio che per mezzo della sua malattia ha fatto chiarezza nel suo cuore e gli ha rivelato parole di salvezza (che io ho poi fatto incidere nella sua tomba come testimonianza: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; e chiunque vive e crede in me, non morirà mai» Giovanni 11:25-26).

Lui continuava a pregare per tutte le persone a lui care, affinchè il Signore rivelasse loro ciò che a lui è stato rivelato. Pregava per la mamma,per le sorelle, per il fratello, per Enrico e per Floriana (i nostri figli) con  le loro ripsettive famiglie e per me.

Erano già passati sei mesi e un giorno gli chiesi: “Sai, ho sentito che hai chiesto ad Elio che vorresti battezarti, ma sei sicuro detta tua decisione?”. E lui mi rispose: “E sì, ma come si può fare per portare avanti questo discorso?”. Così lì ebbi la conferma che era certo detta sua decisione.

Io in quel periodo ero molto arrabiata, con il mondo, con il Signore, con me stessa perché non accettavo tutto quello che stava succedendo. Augusto rimase in vita ancora per altri sei mesi e nei momenti più atroci della sua sofferenza non faceva altro che invocare l’aiuto del Signore, senza perdere mai la fiducia in Lui: ACCETTO’ con coraggio il volere del Signore.

Un giorno informandosi con la nostra dottoressa sul suo stato di salute le chiese: “ma lei cosa pensa, riuscirò a guarire?”. E lei gli rispose: “Sa Augusto io non mi sento di illuderla. La sua condizione  è molto grave”. E lui con rassegnazione e serenità le rispose: “Ma!? Sarà quel che Dio vorrà!”, la dottoressa sbalordita aggiunse: “Lei non sa come mi fa felice vederla accettare così, con serenità, la sua condizione”.

Quando lui se ne andò, a me rimase questa profonda solitudine che mi rendeva la vita così insignificante: non avevo più interesse in nulla, la dottoressa cercò di aiutarmi con degli anti depressivi  di cui  oggi posso  dire che non servivano a molto.

Ho lottato per cercare di uscire da questo stato di depressione, cercavo di occupare la mente in tanti modi (mi sono iscritta a suola per prendere la licenza media, che servisse a che cosa non lo sò!). Ho poi deciso di  trasferirmi in Sardegna dai miei due figli per riunire tutta la famiglia.

Si, ero contenta ma nello stesso tempo ero anche triste. E’ stato un periodo di travaglio, di paure ,di incertezze; uno stravolgimento totale di vita sia per me che per mio figlio e la sua famiglia. Sono successe un susseguirsi di cose a cui non riuscivo a dare una spiegazione; però, ho anche lasciato che tutto facesse il suo corso senza opporre resistenza.

I credenti per consolarmi mi dicevano: “non sei contenta? Adesso hai tutti i tuoi vicino, e poi quello che più conta è che Augusto è con il Signore”. Io sinceramente non riuscivo a vederlo né con il Signore né in nessun’altro posto, per me non c’era più e basta e questo vi confesso che fa molto male.

Da poco tempo in qua sto rimettendo insieme il mio passato. Sto riflettendo, sto meditando; è vero, per ogni cosa ci vuole il suo tempo ci vuole tempo per rifettere e per capire. Io ho capito che se il Signore non avesse permesso tutto ciò, io oggi non sarei qui, e non avrei portato avanti il discorso che diceva Augusto.

Il Signore per mezzo della sua malattia ci ha confermato che la salvezza sta solo in Gesù.  Che Lui ha dato la sua vita per salvare la nostra, e sono certa che solo nella sofferenza si riesce a vedere nel profondo.

Così per me oggi inizia un nuovo cammino: vivere nella certezza che per grazia, anche se morirò vivrò, perché Dio mi ama, e ama tutte le sue creature e non vuole che nessuna vada perduta.

“Dio … vuole che tutti gli uomini siano salvati
e vengano alla conoscenza della verità”.

1 Timoteo 2:4

Carmela



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