La certezza della salvezza

La certezza della salvezza

Dove ci sono il dubbio e l’incertezza non ci possono essere neanche riposo, gioia, pace, libertà e forza.

Completamente dedito all’opera malefica d’insinuare il dubbio nei figli di Dio, Satana lavora nella nostra mente e fa di tutto per allontanarci dal Signore e toglierci la gioia della salvezza.
Se, suo malgrado, siamo la testimonianza dell’opera rigeneratrice di Cristo, farà di tutto per indurci a peccare e quindi a dubitare…

Alcuni affermano che “chi non dubita è presuntuoso!”. Invece io penso che chi dubita offendeDio, perché non crede nelle promesse della sua Parola “che hanno il loro «sì» in lui” (2 Cor. 1:20).

Pensiamo a Paolo, agli altri apostoli e ai primi martiri cristiani. Come avrebbero potuto affrontare tutte le sofferenze e alla fine il martirio, se non fossero stati certi della loro salvezza eterna, della mèta finale, delle glorie del cielo?
Avevano una ferma e incrollabile certezza; la loro salvezza era sicuramente ancorata in Dio.

Quasi in ogni capitolo del Vangelo di Giovanni, mentre si snoda il racconto dei grandi “segni” e dei mirabili discorsi di Gesù su tanti argomenti di importanza fondamentale per la salvezza, è scritta la parola “credere” in varie forme verbali e alla fine:


“Queste cose sono scritte affinché crediate
che Cristo è il figlio di Dio e affinché credendo
abbiate vita nel suo nome”
Giovanni 20:31

Via via che si conoscono le immutabili promesse di Dio sulla salvezza, si acquistano sempre più certezze; la conoscenza dà sicurezza.
Nella sua prima epistola, Giovanni mette l’accento sul fatto che dobbiamo sapere perché abbiamo la vita eterna e, nel terzo capitolo, fornisce cinque elementi di prova, cioè cinque importanti verità che dobbiamo conoscere ed esperimentare nella nostra vita per avere la certezza della salvezza:

1. Gesù è morto per noi (v. 5)
“Voi sapete che egli è stato manifestato per togliere i peccati; e in lui non c ‘è peccato”.
Quando credo che con il suo sacrificio Cristo ha tolto i miei peccati, ho la sicurezza del suo perdono.

2.    Siamo nella verità (v. 19)
“Da questo conosceremo che siamo nella verità e renderemo sicuri i nostri cuori”.
Se ho la certezza di essere nella verità, in base alla testimonianza della Parola e dello Spirito Santo che è in me, ho “il cuore sicuro”.

3. Amiamo i fratelli (v. 14)
“Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita, perché amiamo i fratelli.”
“Chi non ama suo fratello è nella morte” (14b).
Se c’è nel mio cuore c’è il riscontro del mio amore per i fratelli, posso avere la certezza della mia salvezza.


4.    Osserviamo i suoi comandamenti
(v. 24)
“Chi osserva i suoi comandamenti rimane in Dio e Dio in lui. Da questo conosciamo che egli rimane in noi, dallo Spirito che ci ha dato.”
Se desidero fare piacere al Signore e ubbidisco alla sua Parola, è un segno sicuro della mia appartenenza a Lui.


5.    Aspettiamo il suo ritorno (v.2)

“Carissimi, ora siamo figli di Dio, ma non è ancora stato manifestato ciò che saremo. Sappiamo che quando egli sarà manifestato saremo simili a lui, perché lo vedremo come egli è. Chi ha questa speranza in lui, si purifica come egli è puro”.
Un altro segno inequivocabile e sicuro dell’appartenenza a Cristo, è la viva attesa del suo ritorno. La “beata speranza” mi spronerà a vivere santamente.

“… SE QUALCUNO DI VOI HA PECCATO”

A questo punto qualcuno dirà: “Io credo in tutto questo, tuttavia da quando mi sono convertito sono caduto nel peccato”.
A queste persone desidero fare questa domanda: “Chi mai, dopo la sua conversione, non ha peccato?” “La risposta è una sola: «Nessuno! »”.

Ma, anche se su tutta la faccia della terra non c’è nessun credente che abbia già raggiunto la perfezione, è bello sapere che Dio ha provveduto alla nostra imperfezione. È sempre in 1 Giovanni che troviamo una bella promessa:
“Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchi ate, e se qualcuno ha peccato, abbiamo un avvocato presso il Padre, Gesù Cristo il giusto” (2:1).

L’apostolo scriveva a dei “giustificati”, ma ammetteva che potevano peccare, anche se chiarisce subito “vi scrivo queste cose perché non pecchiate”.
In un altro passo esclama: “Rimarremo forse nel peccato perché la grazia abbondi?” (Rom. 5:12).
Ciò che Dio ha provveduto per il credente che cade nel peccato, non deve assolutamente essere un lasciapassare per continuare a peccare. Anzi!

Ma, quando cadiamo nel peccato, c’è il santo rimedio: com’è bello sapere che abbiamo, davanti al Padre, un Avvocato che ha un’immensità continua di cause difficili da perorare, ma non ne ha mai persa una!
Egli si occupa dei nostri interessi presso il trono di Dio.

Metti nelle sue mani i tuoi interessi spirituali e immortali. Alla fine ti “… farà comparire irreprensibile e con gioia davanti alla sua presenza” (Giuda 24).

UN PERDONO ILLIMITATO

Una volta perdonati, i nostri peccati vengono completamente cancellati.
Ammettiamo che avessi un figlio piccolo che, approfittando della mia assenza da casa, commettesse qualche mancanza e che al mio ritorno mi gettasse le braccia al collo dicendo: “Ho fatto quello che mi avevi proibito di fare. Mi dispiace! Perdonami!”.
Quale sarebbe la mia reazione?
Lo perdonerei completamente con un abbraccio.

Supponiamo che il giorno dopo il bambino tornasse da me per dirmi di nuovo: “Papà, vorrei che mi perdonassi per quello che ho fatto l’altro giorno”.
Certamente replicherei più o meno con queste parole: “Come, figlio mio, non ti ho forse già perdonato completamente? Quindi non parliamone più”. Se il bambino dubitasse ancora del mio perdono, ne sarei certamente addolorato.

Caro lettore, così è del nostro Dio. Se ci ha perdonati, non abbiamo bisogno di ritornarci su. Dimentichiamo il passato confidando in questa sicura promessa:

“Se confessiamo i nostri peccati
Egli è fedele e giusto da perdonarci
i peccati e purifìcarci da ogni iniquità”

(1 Giov. 1:9).

Per tutti i nati di nuovo ci vuole molto tempo, in pratica tutta la vita, per arrivare allo “stato diuomini fatti, all ‘altezza della statura perfetta in Cristo” (Ef. 4:13). È necessario seguire ogni giorno l’esortazione di Pietro: “Crescete nella grazia e nella conoscenza del Salvator nostro Gesù Cristo” (2 Piet. 3:18).

Desideri crescere nella fede?
Fare piacere al Signore in ogni cosa? Diventare sempre di più simile a Cristo?

Per farlo devi sempre e solo guardare davanti a te (non intorno, dentro o in basso), ma in Alto, verso l’Autore e Compitore della tua fede; “Colui che l’ha creata e la rende perfetta” (Ebr. 12:2).

LIBERTÀ AGLI SCHIAVI

Come tutti sappiamo, il 10 gennaio 1863 Abramo Lincoln proclamò l’emancipazione di tre milioni di schiavi. In un dato giorno le loro catene dovevano cadere e ogni schiavo sarebbe stato completamente libero.
Ovunque passavano, i soldati l’esercito nordista dovevano affiggere dei manifesti sui quali era stampata la famosa dichiarazione del Presidente. L’attaccarono sulle palizzate, sui tronchi degli alberi, alle porte delle case, sui muri dei paesi e delle città… ovunque ci fosse uno spazio pubblico.

Molti schiavi, però, erano analfabeti e non furono in grado di leggere la proclamazione della loro libertà. Altri la lessero, ma non vi credettero e rimasero schiavi…
Solo coloro che, dopo aver letto la proclamazione vi credettero, al giorno fissato con alte grida di gioia, dichiararono il loro stato di uomini e donne finalmente liberi. Gli altri, pur essendo anche loro giuridicamente liberi, restarono schiavi presso i loro padroni.

Lo stesso è nella sfera spirituale. Cristo, Capitano della nostra salvezza, ha proclamato la libertà di tutti quelli che credono in Lui ma, per essere veramente liberi, dobbiamo credere in questa meravigliosa verità proclamata nella sua Parola.

Qualcuno ha detto:  “La fede è la radice, la certezza è il fiore”.  Il fiore non può esserci se non c’è la radice, può esserci la radice senza il fiore della certezza.

Sicuro della sua salvezza, l’antico Giobbe (19:25), esprimeva così la sua sicurezza: “Io so che il mio Redentore vive”

Stanco, solo e vicino alla morte l’apostolo Paolo guardava alla tomba e proclamava la sua sicurezza:  “Io so in chi ho creduto”. (2Tim. 1:12).

Un predicatore ha detto: “Ho visto degli arbusti e perfino degli alberi crescere sulle rocce, sull’orlo di precipizi terribili, tra gole profonde e acque tempestose. Eppure restavano fermi al loro posto e sviluppavano dei rami carichi di foglie bellissime, proprio come se fossero vissuti nella foresta.
Anche i credenti, nel loro cammino verso il cielo, sono spesso esposti a molti pericoli. Ma quando sono piantati e radicati nella Roccia dei secoli, sono al sicuro e continuano a portare frutto”.

Una volta, su una lapide ho visto questa iscrizione: “Sono stato preservato”.

Preghiamo, meditiamo la Scrittura e crediamo nelle “preziose e grandissime promesse” (2 Piet. 2:4) affinché, nella vita qui sulla terra, possiamo essere preservati dal dubbio e sentirci al sicuro, nell’amore perfetto che “caccia via la paura”.

D.L. Moody



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