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Gesù è risorto e tu?

Pubblicato da admin su 2 aprile 2012 @ 08:06 in La nostra salvezza, Pasqua, Riflessioni | Nessun commento

Perché Gesù sceglie un malfattore e non Nicodemo, uno dei più zelanti religiosi del suo tempo? Perché il primo a varcare la soglia del paradiso è un omicida, e non Maria o uno dei suoi discepoli? Cosa vuole insegnarci Gesù?

L’apostolo Paolo apre la porta alla risposta: “Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti (Ef. 2:8-9).

La Grazia è il punto centrale, l’inizio e la fine dell’opera di salvezza operata da Gesù in favore di un’umanità perduta. Invero, gli uomini desiderano un Vangelo gradevole, che dia soccorso e consolazione, ma che, in fondo, non vada a risvegliare la coscienza.
Quella stessa coscienza che ci accomuna tutti di fronte alla croce: tutti ci possiamo rispecchiare nei due ladroni e capire, in definitiva, che cosa veramente vogliamo da Gesù: “Uno dei malfattori appesi lo insultava, dicendo: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!» Ma l’altro lo rimproverava, dicendo: «Non hai nemmeno timor di Dio, tu che ti trovi nel medesimo supplizio? Per noi è giusto, perché riceviamo la pena che ci meritiamo per le nostre azioni; ma questi non ha fatto nulla di male». E diceva: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno!». Di fronte a un cuore pentito come questo e consapevole di non potere fare niente con le proprie forze, Gesù ha una reazione e una risposta stupenda: “Io ti dico in verità che oggi tu sarai con me in paradiso” (Lc. 23:39-43).

Nessuna fase transitoria. Spesso di fronte alle dure circostanze della vita e alle infinite ingiustizie si dice: “Fermate il mondo, voglio scendere!” In fondo, perché vogliamo scendere dal calvario del pellegrinaggio della vita? Per una vita sana e agiata.

È per questo che in questi giorni compiamo diverse azioni religiose. Se è solo per questo (anche se Egli può fare anche questo), vuol dire che non abbiamo capito nulla dell’amore mostrato sul calvario e Gesù non ci risponderà, non si ricorderà di noi.

Finché il nostro cuore non sarà come quello di quel ladrone, che ha umilmente esposto una coscienza che gridava aiuto!

Era il peso dei suoi peccati che lo faceva soffrire tanto. Cercava la salvezza del cuore, aspirava alla resurrezione dell’anima. Per lui scendere dalla croce, unirsi ai festeggiamenti della pasqua, per poi continuare una vita da perduto, non avrebbe avuto alcun senso.

Come per Gesù, il suo giorno più brutto diventò il più bello. Il suo confessore, l’unico, il vero, con il suo sacrificio, l’aveva assolto da ogni peccato e leggero volò con Gesù fin nel luogo santissimo di Dio a godere tutta l’eternità.

“Il Signore è veramente risorto!” Così si salutavano festosi i discepoli dopo la resurrezione. Ed è bello continuare a festeggiarla col pane e il vino per come Egli ha comandato (Luca 22:14-20; 1Corinzi 11:23-26). Ma questo avrà veramente valore se si è stati risuscitati con Lui.

Tu lo sei stato?

Allora oggi avrà anche valore salutarsi: “Il Signore viene!” Sicuri che quando verrà ci porterà con sé nel cielo, e sarà la pasqua più bella.

nikscorsone.maranath@libero.it

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