Cristiani non si nasce!

Questo articolo spiega quanto sia importante la scelta consapevole per essere dei veri cristiani Proponendo il Cristianesimo originario e genuino, il Vangelo puro e semplice, in Paesi nei quali da secoli si ha una idea per vari aspetti distorta del Cristianesimo stesso, si rischia, paradossalmente, di proporre l’antico e di vederlo scambiare per “nuovo”…

Cristiani non si nasce, ma si diventa
E’ un’illusione pensare di essere discepoli di Cristo solo perché si è nati in un Paese come l’Italia, che da secoli è influenzato dalla tradizione cattolico-romana. Molti pensano che basti ricevere il battesimo da neonati per essere definiti Cristiani: ma il Vangelo non insegna così, e quello non è un battesimo fatto secondo l’insegnamento di Dio!

Una scelta consapevole
Il Signore chiede a noi adulti di ridiventare semplici come bambini (Vangelo di Matteo 18,3), di riavvicinarci alla Sua Parola (la Sacra Scrittura), di accettare consapevolmente le meravigliose verità morali e spirituali che essa contiene, di ammettere la nostra piccolezza di fronte al Creatore e di valutare con attenzione l’opera d’amore di Gesù Cristo, che ha dato se stesso quale modello da seguire e come rimedio per il perdono dei nostri numerosi peccati. Gesù, morto e risorto, chiama tutti a una nuova vita spirituale da iniziare qui, su questa terra, finché siamo ancora in tempo, in attesa del Giudizio finale di Dio.

Nascere di nuovo…
“In verità, in verità ti dico, se uno non nasce di nuovo, non può vedere il regno di Dio” (Vangelo di Giovanni 3,3). Grazie al Vangelo possiamo cambiare, migliorare, dare un senso alla nostra vita riscoprendo l’insegnamento di Gesù quale esso è: puro, semplice, impegnativo ma non impossibile da seguire, necessario per la nostra salute interiore e per sperare nella vita eterna che Egli ci ha promesso; un messaggio non offuscato da teologie complesse, da superstizioni o da intrecci con filosofie umane che sono incompatibili con la schiettezza e la chiarezza del Signore.

…solo seguendo il Nuovo Testamento…
Nei secoli successivi alla venuta di Cristo, si sono formate tante barriere ed incrostazioni attorno al candido nucleo originario della Parola di Dio. Molte dottrine cattoliche, ad esempio, non sono nate dal Nuovo Testamento ma solo da complicate teologie o da tradizioni umane o da fantasie di persone che, non paghe di quanto Dio ci insegna, hanno troppo spesso preteso di proporre nuove “verità”. Questa è una affermazione dura, ce ne rendiamo conto, ma è anche facilmente verificabile tramite una lettura seria e semplice della Bibbia: saremo a disposizione dei Lettori che vorranno fare questo confronto assieme a noi.

…e senza le “aggiunte” degli uomini!
D’altronde, lo Spirito Santo già nel primo secolo previde – per mezzo dell’apostolo Paolo – che molti si sarebbero in seguito allontanati dalla purezza del messaggio di Cristo: “Verrà un tempo in cui gli uomini non sopporteranno più la sana dottrina, ma, secondo le loro proprie voglie, si circonderanno di una folla di maestri, facendosi solleticare le orecchie, e distoglieranno l’udito dalla verità per volgersi alle favole…” (I Lettera a Timoteo 4,3-4). E’ sorprendente scoprire come diverse cose che per tanti secoli sono state fatte passare per “cristiane” in realtà non lo sono; ad esempio:

  1. la venerazione di Maria (molto accentuata da papa Wojtyla)
  2. il culto dei santi
  3. il purgatorio
  4. la distinzione fra clero e laici
  5. il celibato dei preti
  6. il battesimo degli infanti
  7. la cresima
  8. il concetto di “santuario” e quello di tempio inteso come “luogo sacro”
  9. l’organizzazione gerarchica della Chiesa cattolico-romana
  10. il primato del papa
  11. la confessione auricolare al prete
  12. la mescolanza del Vangelo con realtà politiche e sociali con le quali esso non ha nulla da spartire e via dicendo…

“Come facciamo senza le tradizioni?”

“Ma cosa resta del Cristianesimo – si chiedono di solito le persone con cui parliamo – se togliamo queste ed altre cose per il fatto che non le ritroviamo nel Vangelo?!” La risposta è semplice: resta Colui che ai Cristiani dà il nome: Gesù Cristo. Ed è questo il succo del discorso. “Fu ad Antiochia che per la prima volta i discepoli furono chiamati Cristiani” (Atti degli Apostoli 11,26).

Diventiamo semplici Cristiani!
Non Cristiani “cattolici, luterani, testimoni di Geova, mormoni”, ecc. ecc… Ma solo e semplicemente CRISTIANI! Tutte le cose che sono state aggiunte e tutte le cose che sono state tolte dal messaggio originario del Signore, generano e non colmano un enorme vuoto, che in effetti non potrà mai essere colmato se non con Cristo stesso. Il vuoto è appunto causato dal fatto che ciò che manca, alla base, sono proprio le realtà fondamentali della Rivelazione divina, ossia:

  1. chi è Gesù,
  2. cosa è venuto a fare su questa terra,
  3. perché è dovuto morire per i nostri peccati,
  4. dove è ora e quale ruolo svolge,
  5. cosa vuole rappresentare nella nostra vita,
  6. perché sarà proprio lui, e non altri, a giudicare l’umanità…
“E’ in Cristo che abita tutta la pienezza della divinità…
Uno solo è il mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù”
(Paolo ai Colossesi 2,9 e I Timoteo 2,5).

Una nuova religione?
E’ impossibile spiegare in questo articolo tutto ciò che riguarda le meravigliose realtà di Cristo. Vorremmo almeno far capire, però, che quando diciamo queste cose e ci sentiamo rispondere: “…ma tu vuoi farmi cambiare religione! perché mi porti una religione nuova?”, restiamo molto rattristati. Portare Cristo nella sua unicità, profondità e schiettezza, lasciando da parte tutti i fronzoli che gli sono stati aggiunti intorno, non significa infatti portare qualcosa di “nuovo”, ma anzi, qualcosa di antico (quasi duemila anni fa) che rimane sempre e più che mai attuale: il Vangelo così com’è, senza tante storie.
Se poi il Vangelo puro e semplice può oggi sembrare “nuovo”, ciò accade perché non si comprende che, rispetto alla Verità di Dio, le “novità” sono tutte quelle cose che hanno in qualche modo cercato di cambiare la Parola del Signore.
Il Cattolicesimo romano ed ortodosso, ad esempio, è “nuovo” rispetto al Vangelo, perché nato dopo di esso e per vari aspetti fuori di esso; il Protestantesimo (luterani, avventisti, valdesi, pentecostali, calvinisti, ecc.) pur coi suoi lati positivi, è “nuovo”, perché ha aggiunto al Vangelo pretese “rivelazioni” e nuove dottrine sconosciute ai primi cristiani; i “testimoni” di Geova sono “nuovi”, perché si ricollegano, volenti o nolenti, ai propri fondatori umani della fine del secolo scorso, e non certo ai primi cristiani!

“Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno”
(Lettera agli Ebrei 13,8).

Conclusioni
Tornare al Vangelo significa dunque non tanto “cambiare religione”, quanto invece riappropriarci dell’unica vera religione, anche se questa viene purtroppo confusa, spesso, fra le tante forme di “Cristianesimo” sorte dopo Cristo. Solo ricollegandoci concretamente e completamente alle origini della fede possiamo essere certi di far parte di quell’UNICA Verità che Cristo è venuto a portare (Giovanni 17,17; Paolo agli Efesini 4,1-6). Ovviamente il discorso va approfondito, chiarito, dibattuto con spirito costruttivo e sete di ricerca della Verità.

“Venite a Me,
voi tutti che siete affaticati e oppressi,
e io vi ristorerò”

(Gesù, nel Vangelo di Matteo 11,28).


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