Risposta ad una TdG: la dottrina dei 144.000

Pubblichiamo la nostra risposta ad una serie di commenti ed email ricevute da una gentile TdG di nome Maurizia. Per trasparenza e anche per dimostrare che non abbiamo nulla contro i TdG e ancor meno da nascondere o censurare, riportiamo tutta la cronologia delle email scambiate e infine la risposta al quesito propostoci.

1° Commento all’articolo 15 motivi per non credere alle dottrine dei TdG:
Stimati signori, nessuno vi impedisce di essere in disaccordo con i testimoni di Geova, ma vi prego, almeno fate in modo di essere precisi nelle vostre accuse. Chi mai può affermare che ogni Testimone spera attraverso i suoi sforzi di essere uno dei 144.000 Unti? Al contrario, sappiamo che alla maggior parte di noi NON PER MERITI PROPRI MA PER LA GRAZIA DI DIO CHE NESSUNO DI NOI MERITA è riservata la vita eterna sulla terra, nelle condizioni che Dio aveva stabilito dal principio? O non è forse vero che il proposito dell’Onnipotente deve NECESSARIAMENTE avverarsi? E non era suo proposito, all’atto della creazione, che la Terra fosse abitata a Sua gloria e onore? Pensate che un Satana qualsiasi possa vanificare la volontà dell’Altissimo?
Molto altro si potrebbe dire, ma non so, in realtà, a cosa servirebbe. Ma nuovamente vi prego, informatevi meglio prima di affermare qualcosa o citare qualche affermazione, non è bene attribuire agli altri cose che non hanno detto.
Ovviamente, ripeto, è nel vostro pieno diritto affermare che sbagliamo. Scusate le maiuscole, non volevo urlare ma semplicemente dare enfasi, se vi pare poco educato e potete farlo correggete.
Un cordiale saluto.


Da tempo ho mandato un commento. Non ho nemmeno ricevuto un’e-mail di conferma. Ci sono forse problemi perchè sono testimone di Geova e ho contestato qualche vostra dichiarazione?
Nostra risposta via email
Gentile Maurizia,
ci scusiamo con lei per il tempo trascorso ma dei problemi legati all’invio/ricezione delle email non ci hanno dato la possibilità di visualizzare i suoi messaggi prima.
Non siamo affato insensibili alla sua richiesta ma stiamo lavorando ad una risposta relativa alle questioni che lei sollevava nelle sue email. Pertanto le chiediamo cortesemente, di pazientare ancora un po’ per rispondere in modo esauriente.
Con amore in Cristo Gesù,
Piero.

Sua risposta via email
Gentile Piero,
non dubito delle sue buone intenzioni, ma il messaggio anche ora non è pubblicato! Problemi tecnici o…. di opportunità?
Comunque ne ho inviato un altro. Forse quello sarà ricevuto più rapidamente e mi frutterà una risposta?
Saluti cristiani.
Maurizia

Gentili signori (e signor Piero in particolare, che mi ha cortesemente contattato via mail). Nonostante l’assicurazione che un mio precedente commento sul punto “12″ era stato recepito e mi sarebbero stati dati chiarimenti (spero pubblici, come avviene dei commenti anti-TdG), la cosa non è ancora avvenuta. Penso che la ricerca sia lunga, e approfitto quindi di questo spazio di tempo per chiedervi un’ulteriore delucidazione, questa volta sul punto “15″. Sarebbe troppo chiedervi di indicare quali sarebbero i libri della Bibbia (non pretendo i singoli versetti, ci mancherebbe!) che le nostre pubblicazioni avrebbero trascurato di citare? Vi prego di rispondere, se siete in buona fede, perchè pur non partecipando attivamente al vostro sito mi pare giusto che mettiate gli accusati in condizioni di rispondere alle critiche.
Con amore in Cristo Gesù.
Maurizia

Risposta inerente la dottrina dei 144.000
Cara amica, prima di ogni cosa, La ringraziamo veramente per essersi interessata al nostro sito, ed avere preso visione di ciò che vi abbiamo inserito a proposito delle dottrine della Watchtower. Ci è capitato sovente (esperienza personale), di incontrare seguaci del movimento da lei menzionato, che rifuggono con terrore e disdegno, dall’esaminare seriamente le confutazioni, alla luce della Sacra Bibbia, delle dottrine propagandate dal Corpo Direttivo…in particolare, quando si parla di “disassociati” che hanno trovato la verità non in un’organizzazione religiosa umana, ma nel Signore Gesù.

Ed, in verità, ci fa piacere che lei si sia presa del tempo per esaminare alcune ragioni per le quali, alla luce della Sacra Bibbia, rifiutiamo le dottrine di C.T.Russell e dei suoi successori. Quest’ultima affermazione merita tra l’altro un’ulteriore precisazione, in quanto Russell non designò proprio nessuno come suo successore, alla guida del movimento da lui creato. Fu l’avvocato (cosiddetto “giudice”) J.F.Rutherford, alla morte del Russell (che pur si trovò a difendere), a prendere in mano le redini della Società, e a riorganizzarla con la “teocrazia”, a dare un nome al movimento, a creare la classe terrestre e quella celeste…e moltissime delle dottrine ancor oggi credute dai seguaci del movimento. Perdoni la divagazione, ma crediamo di parlare di cose a Lei già ben note… Ci sembra evidente, da ciò che Lei scrive, la Sua militanza nel suddetto movimento. Ci permetta, di rispondere nel dettaglio alle Sue affermazioni.



Le attuali dottrine della Torre di Guardia insegnano che il popolo di Dio sarebbe diviso in due categorie (gruppi), un piccolo gregge (144.000 persone) che ha la speranza celeste, cioè quella di vivere per sempre in cielo con Geova, e la grande folla con la speranza di vivere eternamente ma in terra (Dal Paradiso Perduto Al Paradiso Riconquistato, pag. 216 pubblicato dai t.d.Geova nel 1959). Inoltre, sempre secondo la dottrina dei TdG il numero dei 144.000 è un numero letterale (Rivelazione, il suo grandioso culmine è vicino!, pubbl. dai t.d.Geova, pag. 118, parag. 14) e l’insegnamento della giustificazione esposto da Paolo nella lettera ai Romani è applicato solamente ai 144.000 .


Sono invenzioni belle e buone quelle che vogliono fare credere che la giustificazione di cui Paolo parla ai Romani si riferisce a quella posseduta solo dai centoquarantaquattromila. Ma da quando in qua Paolo fece una benché minima differenza tra la giustificazione dei 144.000 e quella del resto dei credenti? La giustificazione di cui parla Paolo in tutte le sue epistole (come anche la santificazione e redenzione che si ottengono assieme ad essa) la ottengono tutti coloro che credono infatti Paolo disse ai Giudei di Antiochia di Pisidia: “Siavi dunque noto, fratelli, che… per mezzo di lui, chiunque crede è giustificato di tutte le cose…” (Atti 13:38,39). Come si può vedere il “chiunque crede” annulla tutta questa dottrina della giustificazione relativa ai 144.000, perché mostra che tutti coloro che credono vengono giustificati da Dio.

E questo avviene nel medesimo istante in cui la persona crede; non dopo il battesimo (perché è mediante l’atto di fede individuale che si ottiene la giustizia di Dio in Cristo, e questo atto precede sempre il battesimo in acqua), non giorni dopo avere creduto o mesi o anni dopo avere dimostrato determinati atti di fedeltà a Dio e non è neppure qualcosa che avviene nel tempo. La Scrittura dice che quando Abramo credette, Dio gli mise subito la sua fede in conto di giustizia secondo che è scritto: “Credette all’Eterno, che gli contò questo come giustizia” (Gen. 15:6); quello stesso giorno egli fu dunque giustificato, non qualche tempo dopo, magari quando fu circonciso o quando offrì in sacrificio il suo figlio Isacco. Questo esempio scritturale fa capire come e quando Dio dichiara una persona giusta nel suo cospetto; egli lo fa in base alla sua fede, non in base al suo comportamento, e quindi nel momento in cui egli crede e non dopo tempo che egli ha creduto.

E tutto questo perché la giustificazione si ottiene soltanto mediante la fede, senza compiere opere giuste, secondo che è scritto: “…avendo pur nondimeno riconosciuto che l’uomo non è giustificato per le opere della legge ma lo è soltanto per mezzo della fede in Cristo Gesù…” (Gal. 2:16), e: “…poiché noi riteniamo che l’uomo è giustificato mediante la fede, senza le opere della legge” (Rom. 3:28), ed ancora: “Giustificati dunque per fede, abbiam pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore…” (Rom. 5:1).

Viene allora spontaneo chiedere ai TdG come mai l’apostolo Paolo per parlare della giustificazione completa dei 144.000 ha preso come esempio di uomo (Abramo) giustificato appieno che non era dei 144.000? Se Abramo non fu giustificato per la vita e perciò deve anche lui passare la prova del millennio per essere dichiarato tale per la vita, come mai la giustificazione da lui ottenuta si riferisce ai 144.000 che la prova del millennio non la devono passare? E poi ancora: come mai il padre di tutti quelli che credono, sarebbe stato destinato da Dio a vivere sulla terra, mentre i suoi figli in cielo? Come mai i suoi figli (i 144.000) dovrebbero stare in cielo a comandare pure sul loro padre? Il discorso dei Testimoni di Geova sulla giustificazione dei 144.000 quindi, ancora una volta, si dimostra falso. La verità è che Abramo, pur non facendo parte dei 144.000 (ma non per i motivi addotti dai Testimoni di Geova), fu giustificato pienamente per mezzo della sua fede, ed aveva una speranza celeste perché aspettava di andare nella sua patria celeste infatti agli Ebrei è detto di lui e di altri: ‘… Ma ora ne desiderano una migliore, cioè una celeste” (Ebr. 11:16). E noi che abbiamo creduto in Cristo abbiamo ottenuto la medesima giustificazione di Abramo, che è nostro padre, e desideriamo, come lo desiderò lui a suo tempo, una patria migliore di quella nostra terrena, cioè quella celeste.

E’ importantissimo ricordare che quando Dio giustifica l’uomo mediante la fede gli dona pure la vita eterna, perciò chi viene giustificato è sicuro di avere la vita eterna. La scrittura dice: “Io v’ho scritto queste cose affinché sappiate che avete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figliuol di Dio” (1 Giov. 5:13) ed ancora: ‘…affinché, giustificati per la sua grazia, noi fossimo fatti eredi secondo la speranza della vita eterna” (Tito 3:7). Ma ciò non è presente nella teologia della Torre di Guardia perché da come essa parla nessuno può dire di avere la vita eterna. Neppure i 144.000? Neppure loro, perché costoro devono prima sacrificare loro stessi sulla terra prima di ottenere la vita eterna.


Secondo il concetto dei t.d.Geova i 144.000 sarebbero dunque i figli celesti spirituali di Dio, mentre la grande folla (tutti coloro con la speranza di vivere eternamente ma in terra) sarebbero i NIPOTI di Dio. Questo concetto è espresso chiaramente alle pag. 148-149 del libro pubblicato dai t.d.Geova nell’anno 1949 “Sia Dio riconosciuto verace”, (parlando della grande folla è scritto): «Anche questi possono rivolgersi a Geova come al “Padre nostro”, per la ragione che durante il regno millenario di Cristo essi diventeranno i figliuoli terrestri del loro Datore di vita, Gesù Cristo, e saranno quindi, per così dire, in grado d’essere “nipoti” di Dio. Le scritture si riferiscono spesso al nonno come ad un padre».


Stando a questa citazione attualmente i TdG dovrebbero chiamare Geova nonno e non padre, in quanto loro non sono ancora figliuoli terrestri, ma lo diventeranno durante il millennio, ma per ovviare a questa affermazione ridicola utilizzano la scrittura in cui vi sono degli esempi in cui il nonno può anche essere chiamato padre, ma dimenticano che la scrittura utilizza questi casi parlando di una discendenza carnale e non spirituale.

La scrittura afferma inequivocabilmente che tutti quelli che hanno ricevuto Gesù hanno avuto il diritto di diventare figli di Dio (e non nipoti), (Giovanni 1:12), e chiunque crede che Gesù è il Cristo, è nato da Dio (1° Giovanni 5:1); i termini tutti e chiunque non sono limitati al numero di 144.000.
Una delle conseguenze di questo insegnamento, è che la grande folla (con speranza terrena) non vedrà mai né il Padre né il figlio Cristo Gesù, e questa è inequivocabilmente la cosa più triste che possa mai capitare al cristiano.

In altre parole i TdG a prescindere se sono ‘unti’ o ‘le altre pecore’ non si permettono di dire di essere stati salvati o di possedere la vita eterna perché dire ciò, per loro, è presunzione; per questo quando ci sentono affermare che siamo stati salvati ed abbiamo la vita eterna ci accusano di essere presuntuosi. Ma è forse presunzione affermare di avere ciò che Dio nella sua grande misericordia ci ha donato gratuitamente? Affatto, ma per loro lo è. Il motivo? Sono ancora perduti, e perciò si sentono colpevoli e impossibilitati a dire di essere salvati o di avere la vita eterna. Non è dunque perché sono umili e modesti (come essi dicono) che non si sentono di dire di essere stati salvati e di avere la vita eterna; ma perché essi sono ancora perduti.


Qui di seguito elenchiamo alcune affermazioni tratte dalle pubblicazioni dei t.d.Geova che riguardano i 144.000, alle quali lasciamo al lettore ogni commento:

1) Gesù è mediatore solo per i cristiani unti (144.000)… t.d.guardia 1/10/1979 pag. 31.
2) Un solo mediatore fra Dio e gli uomini (non tutti gli uomini), l’uomo Gesù… t.d.Guardia 1/6/1980 pag. 26 (si noti l’aggiunta della frase “non tutti gli uomini”)
3) Solo gli unti t.d.Geova possono partecipare alla comunione, in quanto solo hanno stipulato il nuovo patto con Cristo…t.d.guardia 1/6/1980 pag. 24-27.
4) La grande folla … non ha dunque bisogno della giustificazione per fede e della giustizia imputata di cui hanno bisogno i 144.000 eletti… Vita Eterna Nella Libertà Dei Figli Di Dio, pag. 389.
5) La conservazione della propria relazione con Dio dipende (per la grande folla) dall’unione che il popolo ha con gli unti … t.d.guardia 1/6/1980 pag. 27
6) Il fattore che determinerà la salvezza o la perdizione della grande folla…dipenderà da come la grande folla tratterrà gli unti … (Matteo 25:31-46) t.d.guardia 15/12/1980 pag. 26. Questa citazione crea grossi problemi per i t.d.Geova in quanto la presenza della grande folla è strettamente legata agli unti viventi sulla terra che stanno diminuendo. Questo mostra la totale incongruenza di questo insegnamento, e la preoccupazione dei t.d.Geova a mantenere un certo numero di unti viventi, altrimenti come verrebbe determinata la salvezza della grande folla se gli unti muoiono tutti prima di Armaghedon? Ovviamente non siamo assolutamente d’accordo con questa citazione che i t.d.Geova fanno di Matteo 25:31-46, in quanto la salvezza di ognuno sarà determinata dalla risposta data all’appello della grazia di Cristo (Atti 16:30-31, Efesi 2:8-10) e le opere in base alle quali saremo giudicati (Apocal. 22:12. Matteo 16:27) non sono certamente quelle fatte nei confronti di un numero sparuto di persone (unti), in quanto i carcerati, gli affamati, gli assetati, gli ignudi, gli ammalati ecc. non sono certamente i 144.000, bensì tutto il nostro prossimo verso il quale lo stesso Gesù ha provato compassione Matteo 9:36, 25:31-46.
In conclusione, la dottrina sulla giustificazione dei ‘144.000’ non è affatto vera ma è falsa, innanzi tutto perché non esiste nella Scrittura una giustificazione riservata solo a questi 144.000, e poi perché nella realtà questa giustificazione si basa sui meriti dell’uomo e non sui meriti di Cristo; sulle opere e non sulla fede. In realtà è il loro sacrificio personale (dei cosiddetti unti) che farà sì che alla fine della loro vita gli verrà attribuita realmente la giustizia, e non la fede nel nome di Gesù che gli viene messa in conto di giustizia nel momento stesso in cui essi credono. Non vi fate ingannare dai loro discorsi infarciti di versi biblici nei quali sembra che questi ‘unti’ vengono giustificati per fede, perché le cose non stanno affatto così come sembra. La dottrina dei 144.000 ha privato i TdG della loro salvezza, della necessità di nascere di nuovo, di partecipare realmente alla Santa Cena (commemorazione) Giovanni 6:53-56; 13:12-17, e di beneficiare di gran parte della Bibbia (quasi tutto il N.T.) che applicano alla classe dei 144.000 di cui solo una residua parte vive ancora sulla terra.


Per favore cara amica TdG, prima di rilanciare la invitiamo a riflettere e darci delle risposte, alla luce della Bibbia, ad una serie di domande:

1) Chi mai può affermare di far parte dei 144.000 “unti rimanenti”? Nella sua congragazione conosce qualcuno? Come mai i membri del Corpo Direttivo fanno e han fatto TUTTI parte del suddetto numero? La Watchtower usa il verso di Romani 8:16, per affermare che la persona “unta” saprebbe quasi per una rivelazione divina (che lui solo conosce!), di rientrare in quel numero…Laddove il verso di Romani 8:16, si rivolge come l’intero contesto del capitolo 8, a TUTTI coloro che hanno creduto in Cristo Gesù per la loro salvezza, riconoscendoLo come proprio Salvatore e Signore, e hanno ricevuto lo Spirito Santo, o di Cristo, e son divenuti coeredi di Cristo. Io posso dire di essere ora in Cristo, Lei può dirlo? Lei ha ricevuto lo Spirito Santo? Lei è coerede di Cristo? Lei grida “Abba, Padre”?

2) Ci perdoni, ma non possiamo non rimanere stupefatti di fronte al fatto che Lei stia attribuendo alla Società la “salvezza” per grazia! Desidereremmo che ci spiegasse, allora, che senso ha rendere note le ore che si dedicano alla Società, conteggiarle…. Del resto ci sembra che Lei ignori, in buona fede o volutamente, non sappiamo, il fatto che la Traduzione del Nuovo Mondo ha SOSTITUITO sistematicamente il termine “CREDERE”, con la parola “ESERCITARE FEDE”. L’originale greco parla di “avere fede, fiducia”, mentre la strana parola della Traduzione del Nuovo Mondo sottintende uno sforzo da parte del lettore per avere accesso alla vita eterna “sulla terra paradisiaca”. Ciò lo notiamo soprattutto in versi come Giovanni 3:16…etc…Onde per cui, chieda altre delucidazioni al suo sorvegliante.

3) Lei scrive: “sappiamo che alla maggior parte di noi NON PER MERITI PROPRI MA PER LA GRAZIA DI DIO CHE NESSUNO DI NOI MERITA è riservata la vita eterna sulla terra…”. Affermazione alquanto strana e ambigua. Perché sarebbe riservata alla “maggior parte” e non a tutti gli aderenti al movimento?

4) Perché mai Dio dovrebbe fare distinzione tra i credenti dividendoli in credenti di serie A (i 144.000) e di serie B ( la grande folla) visto che la Sua Parola ci dice chiaramente in Galati 2:6 che “Dio non ha riguardi personali” ?
Il Signore Gesù ha pagato al posto suo per tutti i suoi peccati! L’unica cosa che Lui vuole è che lei lo riconosca come Signore e Salvatore della sua vita. Faccia questo e vivrà per sempre non in una terra paradisiaca ma alla Sua gloriosa presenza…..per l’eternità!

Che il Signore la benedica,
saluti affettuosi.


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