Confessione di Fede dell’Intesa Evangelica Siciliana

1. La Bibbia. Noi crediamo alla divina ispirazione e autorità sovrana delle Sacre Scritture, costituite dai 66 libri dell’Antico e dal Nuovo Testamento. Essi sono la Parola di Dio, senza errore nella loro redazione originale.

2. Dio. Noi crediamo in un solo Dio; Padre, Figlio e Santo Spirito; Creatore dell’universo e di tutto ciò che vi ci si trova.

3. Gesù Cristo. Noi crediamo in Gesù Cristo, alla Sua perfetta divinità e la sua pre-esistenza eterna, alla Sua nascita da una vergine, alla sua completa umanità, alla sua morte espiatoria al posto nostro, alla sua risurrezione e ascensione corporale, al suo ritorno personale, prossimo, visibile e glorioso.

4. Lo Spirito Santo. Noi crediamo allo Spirito Santo, alla sua divinità e alla sua personalità, che lo si riceve al momento della conversione a Dio, alla sua dimora in tutti coloro che credono in Gesù Cristo, alla sua azione nella Chiesa.

5. L’Uomo e il Peccato. Noi crediamo che l’uomo, creato all’immagine di Dio, è caduto, e che tutta l’umanità dimora sotto il dominio di Satana, nella ribellione, la corruzione e la condanna.

6. La Salvezza. Noi crediamo che la giustificazione dell’uomo si operi per la sola grazia di Dio in Gesù Cristo e che sia ricevuto unicamente per la fede. Noi crediamo alla necessità del pentimento e della nuova nascita che portano ad una vita di pietà, di santificazione, di testimonianza e di servizio alla gloria di Dio attraverso l’azione dello Spirito Santo.

7. La Chiesa. Noi crediamo che la Chiesa universale è l’insieme dei redenti da Gesù Cristo. La sua unità verace è nel suo unico capo: Gesù Cristo, attraverso l’opera dello Spirito Santo. Noi crediamo che la sua espressione visibile sia nelle chiese locali.

8. L’Aldilà. Noi crediamo alla risurrezione di tutti gli uomini, alla felicità eterna dei redenti e alla punizione eterna dei peccatori impenitenti.

Inoltre la IES assume  le seguenti posizioni:

Art. A. Ricevere lo Spirito Santo. Il credente riceve lo Spirito Santo ed è unito a Gesù Cristo per la fede, senza che sia possibile distaccare nel tempo questi due aspetti d’inizio della vita cristiana.

Art. B. L’Opera dello Spirito Santo nel Credente. Nel corso della propria crescita spirituale, sotto forma di esperienze diverse, il credente è beneficiario in due riguardi dell’opera dello Spirito Santo: egli entra, per una verso, nel godimento effettivo delle benedizioni che sono già sue in Gesù Cristo, ma anche non ne fa perfetta esperienza (visto che è in fase di santificazione); d’altro canto, egli riceve uno o più doni spirituali secondo il disegno particolare di Dio riguardo ciascuno.

Art. C. Valutazione dei doni Spirituali. La presenza di doni non permette il prevalere d’alcuna superiorità spirituale. Non bisogna, quindi, disprezzare la vita e la pietà di altri credenti.

Art. D. Parlare in lingue. Il parlare in lingue non è segno indispensabile né certo del battesimo dello Spirito Santo.

Art. E. Guarigione Divina. Benché noi aspettiamo ancora la redenzione del nostro corpo al ritorno di Gesù Cristo, benché lui l’abbia acquistato nella sua morte, Dio accorda in anticipo la guarigione ai malati quando piace a Lui, ma non ha promesso di farlo sempre. Può anche succedere che il credente più fedele resti malato e sia chiamato a glorificare Dio in tale situazione.

Art. F. Profezia. Il ministerio profetico nella Chiesa, qualsiasi ne sia la forma, non può in alcun caso contraddire, alterare o completare la Sacra Scrittura, né sostituirsi ad essa.

Inoltre, riguardo il Movimento Ecumenico:

Ci Opponiamo

* All’esistenza di un ecumenismo che non riconosce le Sacre Scritture come Parola infallibile di Dio e unica autorità in materia di fede e di vita.

* Alla pratica di un ecumenismo che non tenga conto delle realtà dottrinali e ecclesiologie del Cattolicesimo.

* Al proliferare di un ecumenismo che va aldilà delle frontiere del cristianesimo e che quindi tende verso il sincretismo.

* Al desiderio d’egemonia cattolica nei confronti delle altre confessioni cristiane.

* All’ignoranza riguardo alle chiese evangeliche e sulla loro identificazione come sette.

* Malgrado la presenza in seno alla Chiesa Cattolica di autentici cristiani, di un orientamento caratteristico dato dal Consiglio Ecumenico delle Chiese: pluralismo dottrinale, metodi contestabili, compromessi politici, tendenze sincretistiche.

Pertanto disapproviamo: dell’appartenenza di chiese, opere o missioni evangeliche al Consiglio Ecumenico delle Chiese o a qualsiasi altro organismo che abbia delle posizioni simili, che sono incompatibili con l’insegnamento biblico sull’autentica unità della Chiesa.



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