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	<title>Diotiama.it &#187; Storia</title>
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	<description>Gesù ritorna, sei tu pronto?</description>
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		<title>La chiesa cattolica e la riforma protestante</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 07:32:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cattolici]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[indulgenze]]></category>
		<category><![CDATA[Lutero]]></category>
		<category><![CDATA[riforma]]></category>

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		<description><![CDATA[Con Martin Lutero ha inizio la Riforma Protestante, che fu, all’inizio, un movimento di protesta contro lo strapotere della Chiesa di Roma, la corruzione nei costumi del clero, la deformazione delle principali verità di fede nel messaggio cristiano. La scintilla, diciamo così, venne provocata dalla vendita delle indulgenze.
Che cosa è l’indulgenza? E&#8217;, secondo il diritto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Con Martin Lutero ha inizio la Riforma Protestante, che fu, all’inizio, un movimento di protesta contro lo strapotere della Chiesa di Roma, la corruzione nei costumi del clero, la deformazione delle principali verità di fede nel messaggio cristiano. La scintilla, diciamo così, venne provocata dalla vendita delle indulgenze.</p>
<p style="text-align: justify;">Che cosa è l’indulgenza? E&#8217;, secondo il diritto canonico, la remissione davanti a Dio, si noti bene, non dei peccati, ma della pena temporale meritata per i peccati già commessi e rimessi con l’assoluzione. Le indulgenze possono essere<em> «lucrate»</em> dai vivi e dai morti, cioè da quelle anime che si trovano nel purgatorio.</p>
<p style="text-align: justify;">Davanti allo spettacolo del clero, di membri dei vari ordini religiosi, che finanche nei mercati vendevano le indulgenze a suon di moneta contante, insorge un frate dell’ordine degli agostiniani, Martin Lutero, con l’affissione, sul portale della cattedrale di Wittemberg, il 31 Ottobre 1517, di 95 tesi confutanti la dottrina delle indulgenze. Dalla loro formulazione si nota un Lutero ancora cattolico romano; il Riformatore, infatti, al principio non pensava nemmeno lontanamente ad una separazione da Roma, ma solo ad una riforma da attuare nell’unità della fede.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli anni successivi, con la maturazione del suo pensiero, ed anche con le dispute teologiche, Lutero acquista maggiore consapevolezza della verità. Il sorgere del Cristianesimo riformato come professione di fede separata e distinta da quella di Roma fu una conclusione logica di quella chiusura, cieca e totale, da parte del clero di Roma, alle giuste istanze che giungevano da ogni parte.</p>
<p style="text-align: justify;">È necessaria però una precisazione piuttosto importante. Non ci sarebbe stata una riforma se non ci fosse stata una pre-riforma. E con questo termine ci riferiamo alla testimonianza fornita da quei vari movimenti, considerati come «ereticali», i quali, dal XII al XV secolo, testimoniarono, anche con il sacrificio della vita dei loro esponenti, la vera fede di Cristo, pur compatibilmente con la luce dei tempi in cui operarono. Citiamo qui i Poveri di Lione o Valdesi; gli Apostolici, i Lollardi, in Inghilterra, i quali erano tutti concordi nel rivendicare la Sacra Bibbia come unica fonte della divina rivelazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi movimenti religiosi contestavano altresì il papato, i cinque sacramenti non biblici, la messa e la dottrina della transustanziazione, il purgatorio, ecc.</p>
<p style="text-align: justify;">Senza questa pre-riforma difficilmente ci sarebbe stata una riforma protestante [...].</p>
<p style="text-align: justify;">Lutero però considerava la sua Riforma come qualcosa che doveva svilupparsi e continuare nel tempo; dopo la sua morte ci fu, invece, un arresto ed a quello spirito di ricerca e di progresso ne subentrò uno di conservazione e di guerra di religione. Il Protestantesimo non fu capace di sbarazzarsi di quella concezione di «chiesa o religione di stato», caratteristica del cattolicesimo romano; ancora oggi, infatti, in alcune nazioni d’Europa a maggioranza protestante o anglicana vige tale sistema.</p>
<p style="text-align: justify;">Per superare questo arresto nell’opera di riforma, sorsero dei movimenti prettamente evangelici, la cui missione è stata, ed è ancora oggi, di determinare un risveglio, di superare il concetto di «chiesa di stato», ponendo il Cristianesimo e la politica in due campi nettamente separati e distinti: una sorta di ritorno a quegli ideali che caratterizzavano la testimonianza della Chiesa di Gesù Cristo al tempo degli Apostoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Si trattava di una rivalutazione della vita spirituale, dell&#8217;opera dello Spirito Santo nella Chiesa, e quindi dell&#8217;esercizio dei suoi doni o carismi. Queste chiese evangeliche rivalutarono e rivalutano adeguatamente le profezie della Bibbia facendo rivivere lo spirito di attesa del secondo avvento di Cristo.</p>
<p style="text-align: justify;">Apparentemente, in questo processo di riforma, la Chiesa di Roma sembra avere partita facile. Con il Concilio di Trento e la cosiddetta Controriforma, le divisioni tra mondo protestante e mondo cattolico erano divenute ormai più nette e definitive: mentre la Chiesa di Roma si presentava come un blocco monolitico, diviso appariva il mondo Protestante ed Evangelico.</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora oggi questa è l’arma preferita dalla Chiesa di Roma, che presenta se stessa come la «vera» Chiesa perché unita e compatta. I cattolici romani affermano: «Noi siamo la vera Chiesa perché abbiamo la continuità apostolica. Le chiese riformate si sono staccate dalla Chiesa madre e pertanto non possono costituire la vera Chiesa di Cristo, anche perché sono divise e mancano di continuità».</p>
<p style="text-align: justify;">Tale argomento è pretestuoso e privo di fondamento perché la vera Chiesa di Gesù Cristo è tale non per la sua continuità storica né per la cosiddetta «successione apostolica». Alla Pentecoste il Cristianesimo nacque come una separazione dal Giudaismo per il semplice fatto che l’era della legge era passata facendo posto all’era della grazia. Al principio, il Cristianesimo apostolico era considerato dal Giudaismo ufficiale come una setta staccatasi dal seno di esso. Sono significative, a tale riguardo, le parole che gli esponenti del giudaismo romano rivolgono a Paolo, che trovandosi nella capitale dell’Impero, li aveva convocati per annunziare loro il Cristo: «<em>perché, quanto a questa setta, ci è noto che dappertutto essa incontra opposizione»</em> (Atti 28: 22).</p>
<p style="text-align: justify;">Il Nuovo Testamento ci fornisce il concetto di vera Chiesa di Cristo e ci dice che essa è stata la realtà di tutta l’era cristiana. Ma precisa chiaramente che essa è costituita non da coloro i cui nomi sono riportati nel registro di una parrocchia per aver ricevuto il battesimo appena nati, ma nel libro della vita dell’Agnello, che è nel cielo (Apocalisse 3: 5; 13: 8; 17: 8; 20: 15; 22: 19).</p>
<p style="text-align: justify;">I membri della vera Chiesa sono noti solo al Signore nostro gesù Cristo, che è il fondamento unico, l&#8217;architetto, il costruttore, l&#8217;edificatore di essa (1a Pietro 2: 1-7).</p>
<p style="text-align: justify;">L’Apocalisse presenta una chiesa cristiana unita, monolitica, ma la presenta come una nuova Babilonia, in senso mistico (Apocalisse, capitoli 17 e 18).<br />
Ma chiediamoci se le divisioni sussistenti nel mondo evangelico hanno bloccato la crescita spirituale di ogni singolo credente in Gesù Cristo o l’hanno invece sviluppata. Nelle Chiese evangeliche la liturgia è ridotta al minimo, il cerimonialismo e il ritualismo non esistono; al centro del culto ci sono Cristo e la Sacra Scrittura, Parola rivelata di Dio, che ogni singolo cristiano medita ed approfondisce. Il cristiano evangelico sa dimostrare di aver fede e la testimonia con cosciente consapevolezza; il cattolico romano sa recitare solo alcune giaculatorie imparate a memoria, segue i riti meccanicamente, non medita nè investiga la Parola di Dio.</p>
<p style="text-align: justify;">Possiamo dunque affermare che recano più utilità le presenti divisioni (poi non sono effettivamente tali) delle Chiese evangeliche che non l’unità Cattolicesimo romano [...].</p>
<p style="text-align: justify;">
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<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: right;"><span style="font-size: xx-small;">tratto da &#8220;Il cristianesimo&#8221; di Leonardo Navarra</span></p>
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		<title>Prove storiche non cristiane dell&#8217;esistenza di Gesù</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Oct 2007 06:28:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Gesù Cristo]]></category>

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		<description><![CDATA[Nonostante l&#8217;inconfutabile evidenza                                 dell&#8217;accuratezza e della fedeltà storica del               [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Nonostante l&#8217;inconfutabile evidenza                                 dell&#8217;accuratezza e della fedeltà storica del                                 Nuovo Testamento della Bibbia, molte persone                                 rifiutano di accettarne e crederne il contenuto                                 perché vogliono un riscontro in fonti non                                 bibliche e non cristiane che ne avvalorino le                                 affermazioni. </span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Alcuni agnostici ed atei affermano che                                 escludendo &#8220;qualche oscuro riferimento in                                 Giuseppe Flavio e simili&#8221;, non ci sono prove                                 storiche della vita di Gesù al di fuori della                                 Bibbia.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"> </span></div>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">La realtà è che tali prove esistono in                                 gran numero, e in questo articolo ne osserveremo                                 qualcuna. </span></p>
<h4 style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><br />
Prove dagli annali di                                 Tacito</span></h4>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Cominciamo con un passaggio che lo                                 storico Edwin Yamauchi definisce &#8220;probabilmente                                 il riferimento più importante a Gesù al di fuori                                 del Nuovo Testamento&#8221;. Riportando la decisione                                 dell&#8217;imperatore Nerone di riversare sui                                 Cristiani la colpa dell&#8217;incendio che distrusse                                 Roma nel 64 d.C., lo storico Cornelio Tacito                                 scrisse:</span></div>
<blockquote style="text-align: justify;">
<div><span style="font-size: small;"><em>&#8220;Nerone riversò la colpa . . . su una                                 classe odiata per le loro abominazioni, chiamati                                 Cristiani dal popolo. Christus, da cui il loro                                 nome ha origine, subì l&#8217;estrema condanna durante                                 il regno di Tiberio per mano di . . . Ponzio                                 Pilato&#8221;</em> (Tacitus, Annali XV,                                 44).</span></div>
</blockquote>
<div style="text-align: justify;">
<div><span style="font-size: small;"> </span></div>
<div>
<div><span style="font-size: small;">Cosa possiamo apprendere da questo antico                                 (e piuttosto animoso) riferimento a Gesù e ai                                 primi Cristiani? Notiamo, innanzi tutto, che                                 Tacito riporta che il titolo di Cristiani deriva                                 da una persona realmente esistita, chiamata                                 Christus, il nome latino per Cristo. Di lui si                                 dice che ha subito &#8220;l&#8217;estrema condanna&#8221;,                                 alludendo ovviamente al metodo romano di                                 praticare l&#8217;esecuzione capitale mediante la                                 crocifissione.</span></div>
<p><span style="font-size: small;">Questi avvenimenti sono                                 avvenuti &#8220;durante il regno di Tiberio&#8221; e per                                 decisione di Ponzio Pilato. Ciò conferma le                                 affermazioni del Vangelo sulle circostanze della                                 morte di Gesù.</span></p>
<p>Tacito riporta anche le                                 seguenti notizie sulla persecuzione verso i                                 cristiani:</p></div>
</div>
<blockquote style="text-align: justify;">
<div><span style="font-size: small;"><em>&#8220;Alla pena vi aggiunse lo scherno:                                 alcuni ricoperti con pelli di belve furono                                 lasciati sbranare dai cani, altri furono                                 crocifissi, ad altri fu appiccato il fuoco in                                 modo da servire d&#8217;illuminazione notturna, una                                 volta che era terminato il giorno. Nerone aveva                                 offerto i suoi giardini per lo spettacolo e dava                                 giochi nel Circo, ove egli con la divisa di                                 auriga si mescolava alla plebe oppure                                 partecipava alle corse con il suo carro. . . .                                 [I cristiani] erano annientati non per un bene                                 pubblico, ma per soddisfare la crudeltà di un                                 individuo.&#8221;</em></span></div>
</blockquote>
<div style="text-align: justify;">
<div><span style="font-size: small;"> </span></div>
<div><span style="font-size: small;">Come Tacito, anche Svetonio (120 d.C.)                                 fece riferimento a Gesù ed i suoi seguaci nella                                 Vita di Claudio e nelle Epistole (X,                                 96). </span></div>
<h4><span style="font-size: small;"><br />
Prove da Plinio il Giovane</span></h4>
<div><span style="font-size: small;">Un&#8217;altra importante fonte di prove                                 storiche su Gesù e sui primi Cristiani si trova                                 nelle lettere di Plinio il Giovane                                 all&#8217;imperatore Traiano. Plinio fu allievo del                                 famoso retore Quintiliano, ed era il governatore                                 romano di Bitinia, in Asia Minore, e del Ponto.                                 Egli ci ha lasciato una raccolta di epistole                                 contenute in 10 libri, l&#8217;ultimo dei quali                                 contiene il carteggio ufficiale tra lui e                                 l&#8217;imperatore Traiano. Queste lettere risalgono                                 per lo più al periodo del governatorato di                                 Plinio in Bitinia, ovvero agli anni 111-113, e                                 sono una fonte documentaria di eccezionale                                 importanza.</span></div>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<div><span style="font-size: small;"> </span></div>
<div>
<div><span style="font-size: small;"> </span></div>
<div>
<div><span style="font-size: small;">In una delle sue lettere, egli chiede                                 consiglio a Traiano sul modo più appropriato di                                 condurre le procedure legali contro le persone                                 accusate di essere Cristiane (cfr. Plinio,                                 Epistole X,96).</span></div>
<div><span style="font-size: small;">Plinio dichiara di avere                                 necessità di consultare l&#8217;imperatore riguardo a                                 tale questione, poiché un gran numero di                                 persone, di ogni età, sesso e ceto sociale,                                 erano state accusate di essere                                 Cristiani.</span></div>
</div>
<div><span style="font-size: small;">Il procedimento di Plinio è il seguente:                                 egli interroga i presunti Cristiani, e se essi                                 risultano tali, e non ritrattano entro il terzo                                 interrogatorio, li manda a morte. Per coloro che                                 neghino di essere Cristiani, o dicano di esserlo                                 stato in passato, anche vent&#8217;anni prima                                 (allusione alle apostasie dovute alla                                 persecuzione di Domiziano?), egli pretende la                                 dimostrazione di quanto affermano, inducendoli a                                 sacrificare agli dei, a venerare l&#8217;effigie                                 dell&#8217;imperatore e a imprecare contro Gesù                                 Cristo.</span></div>
</div>
<div><span style="font-size: small;"> A un certo punto della sua lettera,                                 Plinio riporta alcune informazioni sui                                 Cristiani:</span></div>
</div>
<blockquote style="text-align: justify;">
<div><span style="font-size: small;"><em>&#8220;Essi avevano l&#8217;abitudine di                                 incontrarsi in un certo giorno prestabilito                                 prima che facesse giorno, e quindi cantavano in                                 versi alternati a Cristo, come a un dio, e                                 pronunciavano il voto solenne di non compiere                                 alcun delitto, né frode, furto o adulterio, né                                 di mancare alla parola data, né di rifiutare la                                 restituzione di un deposito; dopo ciò, era loro                                 uso sciogliere l&#8217;assemblea e riunirsi poi                                 nuovamente per partecipare al pasto &#8211; un cibo di                                 tipo ordinario e innocuo&#8221;</em> (Plinio, Epistole,                                 trad. di W. Melmoth, revis. di W.M.L.                                 Hutchinson, vol. II,                                 X,96).</span></div>
</blockquote>
<div style="text-align: justify;">
<div><span style="font-size: small;"> </span></div>
<div>
<div><span style="font-size: small;">Questo passaggio ci fornisce un                                 interessante scorcio della vita e delle pratiche                                 dei primi Cristiani. Innanzi tutto, leggiamo che                                 i Cristiani si incontravano regolarmente un                                 certo giorno per adorare. Poi, leggiamo che la                                 loro adorazione era diretta a Cristo, e ciò                                 dimostra che essi credevano fermamente nella Sua                                 divinità.</span></div>
<div><span style="font-size: small;">Inoltre, la frase di Plinio che                                 sottolinea come i Cristiani cantassero inni a                                 Cristo &#8220;come a un dio&#8221;, viene interpretata da                                 uno studioso come riferimento al fatto singolare                                 che, &#8220;a differenza degli dèi che venivano                                 adorati dai romani, Cristo era una persona che                                 era vissuta sulla terra&#8221; (M. Harris, &#8220;References                                 to Jesus in Early Classical Authors&#8221;). Se questa                                 interpretazione è corretta, allora Plinio                                 comprendeva che i Cristiani stavano adorando una                                 persona realmente esistita che però reputavano                                 essere Dio stesso. Questa conclusione concorda                                 perfettamente con la dottrina della Bibbia                                 secondo cui Gesù è Dio ma venne nel mondo come                                 uomo.</span></div>
</div>
<div><span style="font-size: small;">Non solo la lettera di Plinio ci conferma                                 ciò che i primi Cristiani credevano sulla                                 persona di Gesù, ma rivela anche la grande                                 considerazione in cui tenevano i Suoi                                 insegnamenti. Ad esempio, Plinio nota che i                                 Cristiani &#8220;pronunciavano il voto solenne&#8221; di non                                 violare alcuno standard morale, il che trova la                                 sua fonte negli insegnamenti e nell&#8217;etica di                                 Gesù. Inoltre, il riferimento di Plinio                                 all&#8217;usanza Cristiana di condividere un pasto                                 comune fa evidentemente riferimento alla loro                                 osservanza di prescrizioni Cristiane come la                                 comunione fraterna e lo &#8220;spezzare il pane&#8221;                                 insieme, di cui parla il Nuovo Testamento                                 (Habermas, &#8220;The Historical Jesus&#8221;).</span></div>
<div><span style="font-size: small;">Plinio sottolinea anche che il loro era                                 &#8220;un cibo di tipo ordinario e innocuo&#8221;, quindi                                 rigetta le false accuse di &#8220;cannibalismo                                 rituale&#8221; sollevate da alcuni pagani, come                                 Cecilio (cfr. Bruce, &#8220;Christian Origins&#8221;, 28),                                 insieme ad altre simili dicerie (infanticidio,                                 riunioni edipodee e cene tiestee in cui ci si                                 cibava di infanti), e non ritiene i Cristiani                                 pericolosi membri di sodalizi                                 sovversivi.</span></div>
<div><span style="font-size: small;">Circa le molte calunnie contro i                                 Cristiani (su cui aveva anche fatto leva Nerone                                 per accusarli dell&#8217;incendio di Roma), il                                 cartaginese Quinto Settimio Fiorente Tertulliano                                 (160-222 circa), avvocato e letterato, dichiarò                                 espressamente che esse non avevano nulla a                                 vedere con i motivi delle sentenze di morte: <em>&#8220;Le vostre sentenze&#8221;</em>, scrive, <em>&#8220;muovono                                 da un solo delitto: la confessione dell’essere                                 cristiano. Nessun crimine è ricordato, se non il                                 crimine del nome&#8221;</em>. Egli anzi cita la formula                                 di queste sentenze: <em>&#8220;In fin dei conti, che                                 cosa leggete dalla tavoletta? &#8216;Egli è                                 cristiano.&#8217; Perché non aggiungete anche                                 omicida?&#8221;.</em></span></div>
<h4><span style="font-size: small;"><br />
Prove da Giuseppe Flavio</span></h4>
<div><span style="font-size: small;">Quelli che forse sono i riferimenti più                                 notevoli a Gesù al di fuori della Bibbia, si                                 trovano negli scritti di Giuseppe Flavio, uno                                 storico giudeo-romano del primo secolo (nacque                                 nel 37 d.C.), che fu prima delegato del Sinedrio                                 e governatore della Galilea, ed in seguito                                 consigliere al servizio dell&#8217;imperatore                                 Vespasiano e di suo figlio Tito.</span></div>
<div><span style="font-size: small;">Nelle sue &#8220;Antichità giudaiche&#8221;, egli                                 menziona diverse volte Gesù e i Cristiani. In                                 uno dei riferimenti descrive la condanna di un                                 uomo chiamato Giacomo da parte del Sinedrio.                                 Secondo Giuseppe Flavio, questo Giacomo era &#8220;il                                 fratello di Gesù, detto Cristo&#8221; (Giuseppe                                 Flavio, Antichità XX,200).</span></div>
<div><span style="font-size: small;">Questa descrizione combacia con quella                                 fatta dall&#8217;apostolo Paolo in Galati 1:19, dove                                 egli parla di &#8220;Giacomo, il fratello del                                 Signore&#8221;.</span></div>
<div><span style="font-size: small;">In un altro passo, Giuseppe Flavio                                 menziona la figura di Giovanni Battista; Erode                                 Antipa, per sposare Erodiade moglie del proprio                                 fratello aveva ripudiato la figlia di Arete, re                                 di Nabatene, la quale si rifugiò dal proprio                                 padre. Ne sorse una guerra nel 36 in cui Erode                                 fu sconfitto, e questo è il commento di Giuseppe                                 Flavio:</span></div>
<blockquote>
<div><span style="font-size: small;"><em>&#8220;Ad alcuni dei Giudei parve che                                 l’esercito di Erode fosse stato annientato da                                 Dio, il quale giustamente aveva vendicato                                 l’uccisione di Giovanni soprannominato il                                 Battista. Erode infatti mise a morte quel buon                                 uomo che spingeva i Giudei che praticavano la                                 virtù e osservavano la giustizia fra di loro e                                 la pietà verso Dio a venire insieme al                                 battesimo; così infatti sembrava a lui                                 accettabile il battesimo, non già per il perdono                                 di certi peccati commessi, ma per la                                 purificazione del corpo, in quanto certamente                                 l’anima è già purificata in anticipo per mezzo                                 della giustizia. Ma quando si aggiunsero altre                                 persone &#8211; infatti provarono il massimo piacere                                 nell’ascoltare i suoi sermoni &#8211; temendo Erode la                                 sua grandissima capacità di persuadere la gente,                                 che non portasse a qualche sedizione &#8211; parevano                                 infatti pronti a fare qualsiasi cosa dietro sua                                 esortazione &#8211; ritenne molto meglio, prima che ne                                 sorgesse qualche novità, sbarazzarsene prendendo                                 l’iniziativa per primo, piuttosto che pentirsi                                 dopo, messo alle strette in seguito ad un                                 subbuglio. Ed egli per questo sospetto di Erode                                 fu mandato in catene alla già citata fortezza di                                 Macheronte, e colà fu ucciso&#8221;</em> (Antichità                                 XVIII,116-119).</span></div>
</blockquote>
<div><span style="font-size: small;">Altrettanto interessante, e davvero                                 sorprendente, è un capitolo della stessa opera,                                 conosciuto come &#8220;Testimonium Flavianum&#8221;, nel                                 quale leggiamo (libro 18, capitolo 3, paragrafo                                 3):</span></div>
</div>
<blockquote style="text-align: justify;">
<div><span style="font-size: small;"><em>&#8220;Ci fu verso questo tempo Gesù, uomo                                 saggio, se è lecito chiamarlo uomo: era infatti                                 autore di opere straordinarie, maestro di uomini                                 che accolgono con piacere la verità, ed attirò a                                 sé molti Giudei, e anche molti dei greci. Questi                                 era il Cristo. E quando Pilato, per denunzia                                 degli uomini notabili fra noi, lo punì di croce,                                 non cessarono coloro che da principio lo avevano                                 amato. Egli infatti apparve loro al terzo giorno                                 nuovamente vivo, avendo già annunziato i divini                                 profeti queste e migliaia d’altre meraviglie                                 riguardo a lui. Ancor oggi non è venuta meno la                                 tribù di quelli che, da costui, sono chiamati                                 Cristiani&#8221;</em> (Giuseppe Flavio, Antichità                                 XVIII, 63-64).</span></div>
</blockquote>
<div style="text-align: justify;">
<div>
<div><span style="font-size: small;">Giuseppe Flavio menziona anche Giovanni                                 il Battista, e Giacomo il fratello di Gesù. Egli                                 parla inoltre del battesimo praticato da                                 Giovanni il Battista, dei suoi discepoli, della                                 sua condanna a morte sotto Erode (Antichità                                 XVIII, 5). E&#8217; interessante la seguente citazione                                 dal libro 20 capitolo 9 paragrafo 1 della sua                                 opera:</span></div>
</div>
</div>
<blockquote style="text-align: justify;">
<div><span style="font-size: small;"><em>&#8220;Festo era ora morto, e Albino era per                                 la strada; così riunì il Sinedrio dei giudici, e                                 portò dinanzi a loro il fratello di Gesù che era                                 chiamato Cristo, il cui nome era Giacomo, e                                 alcuni altri, e quando ebbe formato un&#8217;accusa                                 contro di loro come violatori della legge, li                                 consegnò loro per essere lapidati&#8221; </em>(Giuseppe                                 Flavio, ibid.).</span></div>
</blockquote>
<div style="text-align: justify;">
<div><span style="font-size: small;"> </span></div>
<div>
<div><span style="font-size: small;">Alcuni studiosi esprimono dubbi                                 sull&#8217;autenticità del primo brano di questi due                                 brani; ritengono infatti che Giuseppe Flavio sia                                 realmente l&#8217;autore del brano, ma che questo                                 possa essere stato alterato da qualche                                 Cristiano. Il motivo di questi dubbi è che                                 Giuseppe Flavio non era un Cristiano, e quindi                                 essi trovano difficile credere che egli potesse                                 fare affermazioni in favore della divinità di                                 Cristo. Ad esempio, l&#8217;affermazione che Gesù era                                 &#8220;un saggio&#8221; la ritengono originale, mentre                                 sospettano la frase &#8220;se è lecito chiamarlo                                 uomo&#8221;, in quanto essa lascia scorgere l&#8217;idea che                                 Gesù potesse essere di natura divina. Allo                                 stesso modo, trovano difficile che un non                                 cristiano possa attribuire a Gesù il titolo di                                 &#8220;Cristo&#8221;.</span></div>
<div><span style="font-size: small;">Notiamo però che secondo il Vangelo                                 ciò fu precisamente quello che fece Pilato; è                                 scritto anche che Erode credeva nei miracoli di                                 Gesù, ma che Gesù non volle compiere alcuno dei                                 miracoli che Erode gli chiese di fare. Né Pilato                                 né Erode erano Cristiani. Dopo la morte di Gesù,                                 persino il centurione romano che era con le                                 guardie arrivò a dire: &#8220;veramente costui era                                 Figlio di Dio&#8221; (Matteo 27:54).</span></div>
<p><span style="font-size: small;"><br />
</span></p>
<div><span style="font-size: small;">Anche lo                                 storico Eusebio, vissuto agli inizi del IV                                 secolo, conosceva questo passaggio di Giuseppe                                 Flavio e lo accettò come originale; lo stesso                                 fecero Girolamo e Ambrogio. Persino il tedesco                                 Harnack, noto per le sue violente critiche, lo                                 considerò originale.</span></div>
</div>
<div><span style="font-size: small;">In ogni caso, anche scegliendo di non                                 considerare i punti &#8220;sospetti&#8221; di questo                                 passaggio, che diversi studiosi di larga fama                                 (F. K. Burkitt, A. von Harnack, C.G.                                 Bretschneider e R.H.J. Schutt) hanno invece                                 difeso, rimane ugualmente una buona quantità di                                 informazioni che avvalorano la visione biblica                                 di Gesù. Leggiamo che era &#8220;un uomo saggio&#8221; e che                                 &#8220;compì opere straordinare&#8221;. E sebbene fosse                                 stato crocifisso per mano di Pilato, i Suoi                                 seguaci &#8220;non scomparvero&#8221;, ma anzi continuarono                                 a seguire la via di Cristo e furono conosciuti                                 come Cristiani. Quando combiniamo queste                                 affermazioni con la frase di Giuseppe: &#8220;Gesù,                                 detto Cristo&#8221;, ne emerge un quadro piuttosto                                 dettagliato che si armonizza bene con i                                 resoconti biblici. Appare sempre più evidente                                 che il &#8220;Gesù biblico&#8221; e il &#8220;Gesù storico&#8221; sono                                 la stessa persona.</span></div>
<h4><span style="font-size: small;"><br />
Prove dal Talmud                                 Babilonese</span></h4>
<div><span style="font-size: small;">Ci sono solo pochi riferimenti espliciti                                 a Gesù nel Talmud Babilonese, una collezione di                                 scritti rabbinici ebrei, compilata verso il                                 70-500 d.C. circa. Il primo periodo di                                 compilazione del Talmud è il 70-200 d.C.                                 (Habermas, ibid.). Il passaggio più                                 significativo che fa riferimento a Gesù è il                                 seguente:</span></div>
</div>
<blockquote style="text-align: justify;">
<div><span style="font-size: small;"><em>&#8220;Alla vigilia della Pasqua [ebraica],                                 Yeshu fu appeso. Per quaranta giorni prima                                 dell&#8217;esecuzione, un araldo . . . gridava: &#8220;Egli                                 sta per essere lapidato perché ha praticato la                                 stregoneria e ha condotto Israele verso                                 l&#8217;apostasia&#8221;</em> (Talmud Babilonese, trad. di I.                                 Epstein, vol. III,                                 43a/281).</span></div>
</blockquote>
<div style="text-align: justify;">
<div><span style="font-size: small;"> </span></div>
<div>
<div><span style="font-size: small;">Esaminiamo questo passaggio. Avrete                                 notato che esso si riferisce a una persona                                 chiamata &#8220;Yeshu&#8221;. Perché crediamo che si tratti                                 di Gesù? Perché &#8220;Yeshu&#8221; (o &#8220;Yeshua&#8221;) è il nome                                 di Gesù in lingua ebraica. Ma allora perché è                                 scritto che Gesù &#8220;fu appeso&#8221;? Il Nuovo                                 Testamento non dice che Gesù fu crocifisso?                                 Questo è certo, ma il termine &#8220;appeso&#8221; indica                                 proprio la crocifissione. Ad esempio, in Galati                                 3:13 leggiamo che Cristo fu &#8220;appeso&#8221;, in Atti                                 10:39 che fu &#8220;appeso al legno&#8221;, e in Luca 23:39                                 questo termine viene usato anche per i criminali                                 che furono crocifissi assieme a Gesù. Troviamo                                 questo termine anche in Giuseppe Flavio.</span></div>
<div><span style="font-size: small;">Il                                 Talmud afferma inoltre che Gesù fu crocifisso                                 alla vigilia della Pasqua ebraica, proprio come                                 riportato nel Nuovo Testamento (Matteo 26:2;                                 27:15).</span></div>
</div>
<div><span style="font-size: small;">Ma che dire allora dell&#8217;annuncio                                 dell&#8217;araldo, secondo cui Gesù sarebbe dovuto                                 essere lapidato? La condanna che avevano in                                 mente i Giudei era evidentemente la lapidazione                                 (ciò si evince molto chiaramente dal Nuovo                                 Testamento in Giovanni 10:31-33, 11:8, 8:58-59).                                 Furono i Romani a cambiare tale giudizio,                                 mutandolo in crocifissione (cfr. Giovanni                                 18:31-32).</span></div>
<div>
<div><span style="font-size: small;">Il passaggio spiega anche il motivo per                                 cui Gesù fu crocifisso. Esso riporta che Egli                                 praticava la &#8220;stregoneria&#8221; e che aveva &#8220;condotto                                 Israele verso l&#8217;apostasia&#8221;. Dal momento che                                 questa affermazione proviene da una fonte ostile                                 a Cristo, non meraviglia il fatto che questi                                 Ebrei descrivessero la situazione dal loro punto                                 di vista. È interessante, però, notare il                                 parallelismo tra queste accuse e quelle rivolte                                 dai farisei a Gesù nel Nuovo Testamento. Essi                                 infatti, vedendo le liberazione da Lui compiute,                                 lo accusavano di scacciare i demòni &#8220;con l&#8217;aiuto                                 di Beelzebub, principe dei demòni&#8221; (Matteo                                 12:24). Notiamo anche che questa è una conferma                                 del fatto che Gesù compì realmente delle opere                                 miracolose. A quanto pare i Suoi miracoli erano                                 talmente reali da non poter essere negati                                 pubblicamente, dunque l&#8217;unica alternativa era                                 attribuirli alla stregoneria! Allo stesso modo,                                 l&#8217;accusa di aver condotto Israele verso                                 l&#8217;apostasia, collima con il racconto del Vangelo                                 secondo cui i capi di Israele accusarono Gesù di                                 stare sovvertendo la nazione mediante i Suoi                                 insegnamenti (Luca 23:2,5). Una simile accusa da                                 parte dei religiosi dell&#8217;epoca, non fa altro che                                 confermare la realtà della potenza degli                                 insegnamenti di Gesù.</span></div>
<div><span style="font-size: small;">Dunque, se letto con                                 attenzione, questo passaggio del Talmud conferma                                 diverse affermazioni che il Nuovo Testamento fa                                 su Gesù.</span></div>
</div>
<h4><span style="font-size: small;"><br />
Prove da Luciano</span></h4>
<div><span style="font-size: small;">Il retore scettico Luciano, nato a                                 Samosata intorno al 120 e morto dopo il 180,                                 attivo nell&#8217;età degli Antonini, ci ha lasciato                                 un&#8217;opera intitolata &#8220;La morte di Peregrino&#8221;. In                                 essa, egli descrive i primi Cristiani nel                                 seguente modo:</span></div>
</div>
<blockquote style="text-align: justify;">
<div><span style="font-size: small;"><em>&#8220;I Cristiani . . . tutt&#8217;oggi adorano                                 un uomo &#8211; l&#8217;insigne personaggio che introdusse i                                 loro nuovi riti, e che per questo fu crocifisso.                                 . . . Ad essi fu insegnato dal loro originale                                 maestro che essi sono tutti fratelli, dal                                 momento della loro conversione, e [perciò]                                 negano gli dèi della Grecia, e adorano il saggio                                 crocifisso, vivendo secondo le sue leggi&#8221;</em> (Luciano, De morte Per., 11-13, trad. di H.W.                                 Fowler).</span></div>
</blockquote>
<div style="text-align: justify;">
<div><span style="font-size: small;"> </span></div>
<div><span style="font-size: small;">Sebbene Luciano si beffi dei primi                                 Cristiani per la loro scelta di seguire &#8220;il                                 saggio crocifisso&#8221; anziché &#8220;gli dèi della                                 Grecia&#8221;, egli riporta diverse informazioni                                 interessanti. Innanzi tutto, egli dice che i                                 Cristiani servivano &#8220;un uomo&#8221;, che &#8220;introdusse i                                 loro nuovi riti&#8221;. E sebbene i seguaci di questo                                 &#8220;uomo&#8221; avevano chiaramente un alto concetto di                                 Lui, molti dei Suoi contemporanei Lo odiavano                                 per i Suoi insegnamenti, al punto che &#8220;per                                 questo fu crocifisso&#8221;. </span></div>
<div>
<div><span style="font-size: small;">Pur non menzionandone il nome, è chiaro                                 che Luciano si sta riferendo a Gesù. Ma cosa                                 aveva fatto Gesù per farsi odiare fino a questo                                 punto? Secondo Luciano, aveva insegnato che                                 tutti gli uomini sono fratelli dal momento della                                 loro conversione. E fin qui niente di                                 pericoloso. Ma cosa si intendeva con                                 &#8220;conversione&#8221;? Significava abbandonare gli dèi                                 Greci, adorare Gesù, e vivere secondo i Suoi                                 insegnamenti. Non è difficile immaginare che una                                 persona venga uccisa per aver insegnato queste                                 cose in quell&#8217;epoca.</span></div>
<div><span style="font-size: small;">Inoltre, sebbene Luciano                                 non lo dica esplicitamente, il fatto che i                                 Cristiani rinnegassero gli altri dèi e                                 adorassero Gesù, e facessero questo pur essendo                                 consapevoli delle persecuzioni cui andavano                                 incontro, implica che per loro Gesù era senza                                 dubbio più che un essere umano. Perché tante                                 persone arrivassero a questo, rinnegando tutti                                 gli altri dèi, appare evidente che per loro Gesù                                 era un Dio più grande di tutti gli altri dèi che                                 le religioni della Grecia potevano                                 offrire!</span></div>
</div>
<div><span style="font-size: small;"><br />
<strong>Ricapitoliamo</strong>, dunque, ciò che                                 abbiamo appreso su Gesù da questo studio delle                                 antiche fonti non cristiane.</span></div>
<div><span style="font-size: small;">Primo, sia Giuseppe Flavio che Luciano                                 riconoscono che Gesù era un saggio. Secondo,                                 Plinio, il Talmud, e Luciano, implicano che Egli                                 era un insegnante potente e riverito. Terzo, sia                                 Giuseppe che il Talmud indicano che Egli compì                                 opere miracolose. Quarto, Tacito, Giuseppe, il                                 Talmud, e Luciano, menzionano tutti il fatto che                                 Egli fu crocifisso. Tacito e Giuseppe dichiarano                                 che ciò avvenne sotto Ponzio Pilato. E il Talmud                                 dichiara che il periodo era quello della vigilia                                 della Pasqua ebraica. Quinto, ci sono possibili                                 riferimenti alla risurrezione di Gesù sia negli                                 scritti di Tacito che in quelli di Giuseppe.                                 Sesto, Giuseppe racconta che i seguaci di Gesù                                 credevano che Egli fosse il Cristo, cioè il                                 Messia. E infine, sia Plinio che Luciano                                 indicano che i Cristiani adoravano Gesù come                                 Dio.</span></div>
<div>
<div><span style="font-size: small;">Rendiamoci conto di come anche prendendo                                 in considerazione alcuni degli antichi scritti                                 non cristiani, le verità su Gesù riportate nei                                 Vangeli sono da essi avvalorate e confermate.                                 Naturalmente, oltre alle fonti non cristiane ve                                 ne sono anche innumerevoli Cristiane, come                                 conseguenza della conversione di tanti a ciò che                                 era ed è più che semplicemente un fatto                                 storico.</span></div>
<div><span style="font-size: small;">Dato però che l&#8217;affidabilità storica                                 dei Vangeli canonici è così saldamente                                 stabilita, e che tramite essi innumerevoli                                 persone hanno conosciuto Gesù personalmente                                 nella loro vita, vi invito a leggere                                 direttamente i Vangeli per avere un resoconto                                 autorevole della vita di Gesù, e più ancora, per                                 conoscerLo personalmente nella vostra                                 vita!</span></div>
</div>
<p><span style="font-size: small;"><br />
</span></p>
<div><span style="font-size: small;"><em><strong>Note storiche sulle persecuzioni                                 contro i Cristiani nei primi                                 secoli</strong></em></span></div>
</div>
<blockquote style="text-align: justify;">
<div><span style="font-size: small;"> </span></div>
<div>
<div><span style="font-size: small;"> </span></div>
</div>
</blockquote>
<div style="text-align: justify;">
<div><span style="font-size: small;">Publio Adriano, successore di Traiano,                                 imperatore dal 117 al 138, ricevette una lettera                                 da Quinto Licinio Silvano Graniano, proconsole                                 d’Asia nel 120 circa, nella quale si                                 richiedevano istruzioni riguardo al                                 comportamento da tenersi con i Cristiani, spesso                                 oggetto di delazioni anonime e accuse                                 ingiustificate. Egli rispose con un rescritto,                                 che ci è pervenuto nella Storia ecclesiastica di                                 Eusebio di Cesarea, indirizzato al successore di                                 Graniano, Caio Minucio Fundano, in carica nel                                 122-123. In esso si legge: </span></div>
</div>
<blockquote style="text-align: justify;">
<div>
<div><span style="font-size: small;"><em>“Se pertanto i provinciali sono in                                 grado di sostenere chiaramente questa petizione                                 contro i Cristiani, in modo che possano anche                                 replicare in tribunale, ricorrano solo a questa                                 procedura, e non ad opinioni o clamori. E’                                 infatti assai più opportuno che tu istituisca un                                 processo, se qualcuno vuole formalizzare                                 un’accusa. Allora, se qualcuno li accusa e                                 dimostra che essi stanno agendo contro le leggi,                                 decidi secondo la gravità del reato; ma, per                                 Ercole, se qualcuno sporge denuncia per                                 calunnia, stabiliscine la gravità e abbi cura di                                 punirlo”</em> (Hist. Eccl. IV, 9, 2-3).</span></div>
<p><span style="font-size: small;"> </span></div>
</blockquote>
<div style="text-align: justify;">
<div>
<div><span style="font-size: small;">Gli apologisti, a partire da Giustino,                                 che riporta il testo di questo rescritto in                                 appendice alla sua prima Apologia, hanno                                 interpretato favorevolmente questa disposizione,                                 vedendo nella richiesta di Adriano il primo                                 tentativo di distinguere tra l’accusa di <em>nomen christianus</em> e i suoi presunti <em>flagitia</em>; il semplice nome cristiano non                                 doveva essere perseguito, e gli eventuali reati                                 dovevano essere prima dimostrati tramite                                 regolare processo, come per qualsiasi cittadino.                                 In tal guisa interpretano anche molti studiosi                                 moderni; tuttavia, ancora sotto Antonino Pio i                                 Cristiani erano oggetto di persecuzione                                 solamente in quanto tali.</span></div>
</div>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<div><span style="font-size: small;"> </span></div>
<div><span style="font-size: small;">Il successore di Antonino Pio, Marco                                 Aurelio Antonino, imperatore dal 161 al 180,                                 scrisse intorno al 170, in lingua greca,                                 un&#8217;opera in 12 libri, intitolata <em>&#8220;A se                                 stesso&#8221;</em>, nella quale raccolse massime,                                 pensieri, ricordi e meditazioni di contenuto                                 filosofico. In essa trova spazio un accenno al                                 martirio dei Cristiani:</span></div>
</div>
<blockquote style="text-align: justify;">
<div>
<div><span style="font-size: small;"><em>&#8220;Oh, come è bella l’anima che si tiene                                 pronta, quando ormai deve sciogliersi dal corpo,                                 o estinguersi, o dissolversi o sopravvivere! Ma                                 tale disposizione derivi dal personale giudizio,                                 e non da una mera opposizione, come per i                                 Cristiani&#8221;</em> (Ad sem. XI, 3).</span></div>
<p><span style="font-size: small;"> </span></div>
</blockquote>
<div style="text-align: justify;">
<div>
<div><span style="font-size: small;">Come già Plinio il Giovane, così anche                                 Marco Aurelio pare essere infastidito dalla                                 ostinazione dei cristiani, che vanno incontro al                                 martirio pur di non rinnegare la propria fede.                                 Per l’imperatore, questo tipo di morte non è                                 frutto di un giudizio interno, sano e ponderato,                                 ma è il frutto di una “ una mera opposizione”.                                 Ed è proprio sotto l’impero di questo sovrano                                 &#8220;saggio&#8221; e filosofo, che prende forma la grande                                 persecuzione che porterà alla morte, tra gli                                 altri, di Giustino, Policarpo di Smirne, Carpo,                                 Papilo, Agatonice, e dei cosiddetti Martiri di                                 Lione.</span></div>
<div><span style="font-size: x-small;"><br />
</span></div>
</div>
</div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-small;"> </span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-small;"> </span></div>
<div style="text-align: right;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Times New Roman,Times,serif; color: #000066; font-size: x-small;"><em>elaborato sulla base di uno studio di M. Gleghorn</em></span></span></div>
<p style="text-align: right;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Times New Roman,Times,serif; color: #000066; font-size: x-small;"><em>tratto da il cammino cristiano</em></span></span></p>
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