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	<title>Diotiama.it &#187; Ateismo</title>
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	<description>Gesù ritorna, sei tu pronto?</description>
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		<title>Forse&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 06:10:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diotiama</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ateismo]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Se il nostro vangelo è ancora velato, è velato per quelli che sono sulla via della perdizi0ne, per gli increduli, ai quali il dio di questo mondo ha accecato le menti, affinché non risplenda loro la luce del vangelo della gloria di Cristo, che è l‘immagine di Dio&#8221;.
2 Corinzi 4:3,4

La Bibbia è piena di liete [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Se il nostro vangelo è ancora velato, è velato per quelli che sono sulla via della perdizi0ne, per gli increduli, ai quali il dio di questo mondo ha accecato le menti, affinché non risplenda loro la luce del vangelo della gloria di Cristo, che è l‘immagine di Dio&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: right;">2 Corinzi 4:3,4</p>
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: justify;">La Bibbia è piena di liete certezze per chi crede. Ma i suoi avvertimenti sono altrettanto certi quando parla di giudizio eterno per chi non crede. Oggi sembra cosa saggia rimettere in discussione tutte le certezze sostituendole con dei “forse”, e accusando di presunzione quelli che dicono di averne.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non è forse angosciante ripetersi: “La morte forse non è la fine di tutto; forse c’è un’altra via, forse c’è Dio, forse c’è un giudizio finale&#8230; E se Dio avesse ragione?” Le argomentazioni umane non possono opporsi alla parola di Dio.</p>
<p>Noi non capiamo come si possa stare tranquilli con tutti quei “forse”, e come ci si possa addormentare pensando: “Forse mi risveglierò nell’aldilà alla presenza di un Dio giusto, di cui non ho mai tenuto conto, e che mi potrebbe condannare&#8230;”.</p>
<p>E per questo motivo che insistiamo: Per essere liberato dai tuoi dubbi, ti sei rivolto a Colui che può e vuole aprire i tuoi occhi? Ti sei posto onestamente davanti a Lui dicendogli:  “O Dio onnipotente, apri i miei occhi, <strong>rivelati a me</strong>?&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Se non l’hai fatto, non puoi dire con sincerità che desideri conoscere la verità. Se la tua incertezza riguardo a Dio e all’eternità non ti turba mai, c’è qualcos’ altro alla base di questa indifferenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Vorresti forse che Dio non esistesse perché la sua presenza ti crea imbarazzo? Spesso è questa la vera ragione dell’incredulità.</p>
<p style="text-align: justify;">Caro lettore, Dio c’è, e in fondo al tuo cuore<span style="text-decoration: underline;"> lo sai anche tu</span>. Un primo passo verso di lui ti convincerà del suo amore; Egli ti aspetta.</p>
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		<title>Incredulità</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 07:09:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ateismo]]></category>
		<category><![CDATA[Studi Biblici]]></category>
		<category><![CDATA[incredulità]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo la caduta, l&#8217;umanità è divenuta una razza incredula e perversa (Mt 17:17) che mette in dubbio la Parola di Dio e finanche la sua esistenza (Sal 53:1-4).
Non che l&#8217;uomo sia ignorante o incapace di credere: Iddio gli parla attraverso la triplice rivelazione della natura (Rom. 1:18-21), della coscienza (2: 14-15) e della Scrittura (vv. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dopo la caduta, l&#8217;umanità è divenuta una razza incredula e perversa (Mt 17:17) che mette in dubbio la Parola di Dio e finanche la sua esistenza (Sal 53:1-4).</p>
<p style="text-align: justify;">Non che l&#8217;uomo sia ignorante o incapace di credere: Iddio gli parla attraverso la triplice rivelazione della natura (Rom. 1:18-21), della coscienza (2: 14-15) e della Scrittura (vv. 17-20; 2 Tim 3:16-17).Colui che malgrado si allontana dal Signore è quindi inescusabile (Rom 1:20; 2:1; 3:19). In realtà lo fa perché preferisce le tenebre alla luce, poiché chiunque fa il male odia la luce (Giov. 3:19,20).</p>
<p style="text-align: justify;">L’incredulità non è affatto conseguenza dell’impossibilità di risolvere una folla di problemi intellettuali. La sua origine è morale e spirituale: nel suo orgoglio l’uomo sceglie deliberatamente di restare indipendente nei confronti di Dio. Non vuole abbandonare il suo peccato, né la sua propria giustizia, ma soprattutto rifiuta cli rinunciare alla sua volontà ribelle. Dopo aver dato agli Ebrei tutte le prove desiderabili della sua divinità e del suo amore, Gesù dice loro: <em>« Non volete venire a me per aver la vita! »</em> (Giov. 5:40). <em><em>«</em> Gerusalemme quante volte ho voluto raccogliere i tuoi flgliuoli e voi non avete voluto»</em> (Matt. 23:37). Gli invitati alle nozze del figlio del re non vogliono venire, non si preoccupano affatto dell’invito, alcuni oltraggiano perfino ed uccidono i messaggeri reali (22:3-6).</p>
<p style="text-align: justify;">L’incredulità è tanto inveterata nella nostra natura decaduta, che generalmente la si trova in tutti  Giov. 3:11,32): l’uomo irrigenerato non riceve le cose dello Spirito di Dio, poiché esse sono follia per lui (1 Cor. 2:14). Gesù è venuto dai suoi ed i suoi non l’hanno ricevuto (Giov. 1:11), non è stato onorato nella sua patria (Matt. 13:57,58), i capi del suo popolo l’hanno respinto (Giov. 7:48), finanche i suoi fratelli non credevano in lui (v. 5). Perfino i suoi discepoli, si sono mostrati tanto spesso increduli (6:60,66; 20:24-29; Matt. 17:17).</p>
<p style="text-align: justify;">La prima manifestazione dell’incredulità è negativa: non accettando la parola del Signore ci si allontana da lui (Giov. 1:5; 5:43; 6:66), poi seguono i vari peccati (Luca 15:12,13; Rom. 1:20-25) e l’odio, poiché la testimonianza del Cristo turba la coscienza (Giov. 7:7; 15:24,25). Infine si manifesta la persecuzione che, dagli insulti e poi i fatti, va fino alla morte. (Vedetene la progressione in Giov. 7:7,13,20; 8:6,47,59; 9:22,34,41; 10:31; 11:53, ecc.).</p>
<p style="text-align: justify;">Quale condanna colpisce gli increduli? La peggiore che si possa immaginare. In effetti, Cristo ha portato sulla croce i peccati di tutto il mondo; egli offre il perdono totale a tutti gli uomini che si pentono (1:29; 1 Giov. 2:1,2), ma che cosa può dare a chi rifiuta di credere e respinge la sua grazia?</p>
<p style="text-align: justify;"><em><em>« </em>Chi non crede è già giudicato perché non ha creduto nel nome dell’unigenit0 Figlio di Dio&#8230; l’ira di Dio resta sopra lui<em>»</em></em> (Giov. 3:18,36).</p>
<p style="text-align: justify;">Tutta una generazione d’israeliti peri nel deserto, perché a motivo della loro incredulità avevano rifiutato d’entrare in Canaan (Ebr. 3:17-19). I vigliacchi (che non sanno mai decidersi) e gli increduli sono i primi ad andare all’inferno (Ap. 21:8). Noi crediamo anche che l’incredulità spinta all’estremo equivale al peccato contro lo Spirito Santo.</p>
<p style="text-align: justify;">Essa costituisce per definizione l’errore imperdonabile poiché consiste nel rifiuto del perdono. Quanto sono infelici gli increduli a cui l’iddio di questo secolo ha accecato t’intelligenza! (2 Cor. 4:4).</p>
<p style="text-align: justify;">Non v’è rimedio all’incredulità? Al contrario!<br />
Dio conosce la debolezza e l’incapacità della nostra natura, e desidera ardentemente aiutare coloro che gli portano i loro dubbi e la loro mancanza di fede. A Pietro che affonda nell’acqua e che invoca aiuto, Gesù tende la mano dicendo: <em><em>« O uomo </em>di poca fede, perché hai dubitato?</em><em><em><em>»</em> (Matt. </em></em>14:30,31). A Tommaso che esclama:  <em><em><em>« </em></em>Se io non vedo &#8230; io non crederò!<em><em><em>» </em></em></em></em> il Signore risponde: <em><em><em><em>« Non </em></em></em>essere incredulo, ma credente »</em> mentre lo convince della realtà della sua resurrezione (Giov. 20:25-27).</p>
<p style="text-align: justify;">Egli ama in effetti sentirsi dire: <em><em><em>« </em></em>Io credo, sovvieni alla mia incredulità »</em> (Mar. 9:24). Infatti il cielo sarà pieno di peccatori perdonati, cioè di ex increduli pervenuti,  con l’aiuto dello Spirito Santo, alle gloriose certezze della fede (cfr. 1 Tim. 1:12-17).</p>
<p style="text-align: justify;">
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<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: right;"><span style="font-size: xx-small;">(René Pache)</span></p>
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		<title>Gli strattoni dell&#8217;aquilone</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 06:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ateismo]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
		<category><![CDATA[incredulità]]></category>

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		<description><![CDATA[UN RAGAZZO STAVA GIOCANDO in giardino con il suo aquilone che andò così in alto da scomparire dalla sua vista.
“Ma che fai?”, gli chiese un vicino di casa. “Sto giocando con l’aquilone”, rispose il ragazzo. E il vicino: “Ma io non vedo nulla”. “È vero, non lo vediamo” rispose allora il ragazzo, “ma l’aquilone c’è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">UN RAGAZZO STAVA GIOCANDO in giardino con il suo aquilone che andò così in alto da scomparire dalla sua vista.</p>
<p style="text-align: justify;">“Ma che fai?”, gli chiese un vicino di casa. “Sto giocando con l’aquilone”, rispose il ragazzo. E il vicino: “Ma io non vedo nulla”. “È vero, non lo vediamo” rispose allora il ragazzo, “ma l’aquilone c’è perché ne sento gli strattoni”.</p>
<p style="text-align: justify;">In un certo senso è la stessa cosa con Dio. Non lo possiamo vedere, ma sappiamo che vive, perché leggiamo di Lui nella Bibbia e sentiamo i suoi  &#8220;strattoni”, cioè i suoi richiami nel nostro cuore e nella nostra vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Werner Von Braun, padre della missilistica, ha detto una volta: “Ci sono di quelli che non credono in Dio perché non possono provare l’esistenza del Creatore. Ma dobbiamo veramente accendere la candela per vedere il sole?”.</p>
<p style="text-align: justify;">Diversi anni fa su una parete della metropolitana di Londra, qualcuno scrisse a caratteri cubitali: “Dio è morto. Nietzsche”. È la nota frase del famoso filosofo tedesco che negava l’esistenza di Dio. Col passare del tempo, si sa, quaggiù tutto finisce e muore, come avvenne anche al famoso filosofo, esattamente nel 1900 a Weimar. Ed è così che, vicino a quella scritta nella metropolitana di Londra, qualcuno pensò bene di scrivere questa appropriata risposta: “Nietzsche è morto. Dio”.</p>
<p style="text-align: justify;">Molto più recentemente su 2600 autobus inglesi (e anche italiani) è apparsa questa scritta: “Probabilmente Dio non esiste, quindi smettila di preoccuparti e goditi la vita”. La stessa cosa è accaduta a Madrid in Spagna, ma qui un pastore evangelico ha giustamente. replicato con altrettante scritte che recitavano così: “Dio esiste: goditi la vita in Cristo!”</p>
<p style="text-align: justify;">Anche noi stiamo tranquilli nella certezza che Dio c’è e quindi godiamo la vita in Lui. <em>“La fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono”</em> (Ebr. 11:1).</p>
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<p style="text-align: right;"><span style="font-size: xx-small;">tratto da &#8220;traguardo&#8221;</span></p>
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		<title>La dottrina biblica della creazione</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 07:28:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Studi Biblici]]></category>
		<category><![CDATA[creazione]]></category>
		<category><![CDATA[dottrina]]></category>

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		<description><![CDATA[Il monoteismo biblico è strettamente legato alla triplice convinzione che il vero Dio è il Creatore di tutte le cose, che tutte le cose dipendono da Lui e che ogni creatura intelligente è responsabile davanti a Lui.
Questa fede monoteista è testimoniata nella seguente preghiera della chiesa primitiva di Gerusalemme: “Signore, tu sei Colui che ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il monoteismo biblico è strettamente legato alla triplice convinzione che il vero Dio è il Creatore di tutte le cose, che tutte le cose dipendono da Lui e che ogni creatura intelligente è responsabile davanti a Lui.<br />
Questa fede monoteista è testimoniata nella seguente preghiera della chiesa primitiva di Gerusalemme: <em>“Signore, tu sei Colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi”</em> (Atti 4:24).</p>
<p style="text-align: justify;">L’opera della creazione, narrata in modo succinto nei primi capitoli della Bibbia (Gen. 1—2; 5:1—2), è rievocata in numerosi altri brani sia dell’Antico sia del Nuovo Testamento. Ne emerge una chiara dottrina della creazione che pone l&#8217;uomo in una posizione di responsibilità verso il Creatore.</p>
<p><strong>1</strong>.   <em> Il racconto biblico della creazione</em> (Gen. 1—2)<br />
La creazione dei cieli e della terra (Gen.1:1—2) va distinta dall’opera svolta nel resto dei sei giorni (vv. 3—31). Dopo la creazione della materia, la terra era in condizioni paragonabili a quelle che tuttora caratterizzano altri pianeti di cui siamo a conoscenza. Basterebbe mettere a confronto alcune caratteristiche del pianeta Terra — la sua ricchissima flora e fauna e la grande intelligenza e industriosità dell’uomo che vi abita — con lo stato arido degli altri pianeti, per convincersi che tutto dipende da un Dio infinito e non dal caso.</p>
<p style="text-align: justify;">Con il secondo atto del primo giorno e quelli dei tre giorni successivi, Dio preparò l’ambiente per le creature non vegetali: gli animali acquatici e terrestri, gli uccelli e l’uomo, le cui origini risalgono al quinto e al sesto giorno. Gli ordini dati da Dio relativamente alle acque il quinto giorno e alla terra il sesto giorno non riguardavano soltanto la creazione delle varie specie acquatiche e terrestri, ma pure la loro riproduzione che, per ognuna, doveva essere <em>“secondo la sua specie”</em> (Gen. 1:21, 24, 25). In modo analogo Dio aveva ordinato che la terra producesse piante <em>“aventi in sé la propria semenza, secondo la loro specie”</em> (vv. 11—12).</p>
<p style="text-align: justify;">Segue al racconto generale quello più particolareggiato riguardante l&#8217;origine dell&#8217;uomo, come maschio e femmina (2:4-25). Lo spazio dedicato al modo in cui venne formata la prima coppia umana rispecchia il posto privilegiato dell&#8217;umanità nel creato e nel piano di Dio.</p>
<p style="text-align: justify;">Per interpretare correttamente qualunque parte della Scrittura, e quindi anche Genesi 1—2, è necessario tener conto di quanto afferma il resto della Scrittura stessa a proposito dell&#8217;argomento trattato in quel brano. Nel caso della dottrina della creazione, di cui il principale fondamento biblico è Genesi, capitoli 1—2,    il resto della Scrittura ha molto da dire.</p>
<p><strong>2</strong>. <em>La testimonianza del resto dell&#8217;’Antico Testamento</em></p>
<p>Nella legge mosaica l&#8217;opera divina della creazione è presentata come modello di vita per il popolo ebraico: <em>&#8220;Lavora sei giorni e fai in essi ogni opera tua; ma il settimo è giorno di riposo, sacro all’Eterno&#8230; poiché in sei giorni l’Eterno fece i cieli, la terra, il mare e tutto ciò ch’è in essi, e si riposò il settimo giorno; perciò l’Eterno ha benedetto il giorno del riposo e l&#8217;ha santificato&#8221;</em> (Es. 20:9—11). Più in generale si riconosce in tutto l’Antico Testamento che l&#8217;uomo dipende da Dio in quanto Questi è il Creatore di ogni cosa (Sal. 100:1—3; 104:1—30; Is. 45:11—12).</p>
<p><strong>3</strong>.   <em> La storicità della Genesi, secondo il Nuovo Testamento</em></p>
<p>Quando Gesù venne interrogato dai Farisei intorno alla questione del divorzio, Egli ricordò loro che <em>“da principio”</em> Dio aveva istituito il matrimonio e non il divorzio (Matt. 19:3—6; cfr. Gen. 2:24). Dopo aver messo in relazione la legge sul divorzio con la durezza di cuore dei suoi interlocutori, Gesù ribadì che tale convinzione non era prevista nella costituzione del matrimonio data <em>&#8220;da principio&#8221; </em>(v. 8). Anche Paolo trattava come fatti reali gli eventi descritti in Genesi 1—2, considerandoli il fondamento necessario di altre dottrine cristiane.<br />
In particolare la storicità di Adamo e della sua trasgressione figura come essenziale alla dottrina della salvezza in Romani 5:12—21 (cfr. I Cor. 15:22; I Cor. 11:8—9; Il Cor.<br />
11:3; I Tim. 2:13).</p>
<p><strong>4</strong>.    <em>La creazione “ex nihilo”</em></p>
<p>Il Nuovo Testamento, echeggiando il racconto del primo capitolo di Genesi, dichiara: <em>“Per fede intendiamo che i mondi sono stati formati dalla parola di Dio; cosicché le cose che si vedono non sono state tratte da cose apparenti”</em> (Ebr. 11:3).<br />
Pertanto i teologi medioevali e quelli della Riforma hanno insegnato che Dio fece il mondo <em>&#8220;ex nihilo&#8221;</em>, ossia dal nulla.<br />
Con il termine “ex nihilo” vollero intendere che, antecedentemente al primo atto creativo di Dio, non vi era altra esistenza materiale.<br />
Qualcuno potrebbe chiedersi quale importanza abbia il sapere che la materia è il risultato di un atto creativo di Dio.<br />
In realtà il fatto riveste grande importanza per le seguenti ragioni:</p>
<p>• Se si ammette che esiste un tipo di mater1a o di vita di cui Dio non è l’autore, può nascere un dubbio sulla Sua capacità di controllarlo. E non solo. Una volta ipotizzato un fondamentale dualismo nelle cose, diventa possibile, a livello teorico, l&#8217;esistenza di altri tipi di vita esulanti dal controllo del Dio rivelatosi nella Bibbia,e quindi anche la possibilità teorica che esistano altri dèi. Quindi l’affermazione secondo la quale <em>&#8220;Dio ha creato tutto dal nulla”</em> è uno fra gli elementi fondamentali del monoteismo biblico.</p>
<p style="text-align: justify;">• Se Dio avesse usato una materia preesistente per una &#8220;creazione&#8221; del mondo, non potremmo essere sicuri che fosse riuscito a creare un ordine corrispondente alle sue intenzioni. Potrebbe essere stato ostacolato dalla refrattarietà della materia alla sua volontà e al suo potere (i quali secondo questa ipotesi sarebbero limitati).</p>
<p style="text-align: justify;">• Una teoria simile a questa è stata elaborata da Gottfried Wilhelm Liebnitz (1646—1716) nei suoi <em>Saggi di teodicea</em>. Leibnitz spiega così l’incidenza del male nelle cose: se la materia non fosse stata creata da Dio, non si potrebbe essere nemmeno certi del trionfo finale di Dio sul male. Se esistesse un sostanza eterna per proprio diritto, indipendente da Dio, come potremmo essere certi che lo scopo ultimo di Dio per la chiesa o per il mondo non sarà frustrato da un’altra forza o da una catastrofe che sfugga al suo controllo?</p>
<p style="text-align: justify;">• La creazione “ex nihjlo” provvede la risposta contro la crescente popolaritàdelle filosofie orientali e delle relative tecniche fisiopatologiche che si pongono come guide per il raggiungimento dell&#8217;equilibrio. Dal momento che Dio ha creato tutte le cose, visibili ed invisibili, rimanendone Egli stesso distinto, è evidente che l&#8217;uomo non è una particella della Divinità. Inoltre l&#8217;uomo, in quanto parte del creato, è totalmente dipendente da Dio e deve rispondere delle proprie opinioni davanti a Lui.<br />
Quindi, chi cerca l’equilibrio interiore mediante una disciplina fisiopsicologica come lo <em>yoga</em>, tende soltanto a normalizzare il suo stato di alienazione da Dio. Ma non può esistere una vera pace che non si basi sulla riconciliazione dell’uomo — peccatore e quindi alienato da Dio — con il suo Creatore.</p>
<p><strong>5</strong>.    <em>La lunghezza dei «giorni” della creazione</em></p>
<p>Un attento esame dei racconti biblici della creazione sconsiglia il dogmatismo a proposito della lunghezza dei giorni. Nel sesto giorno Dio ordinò alla terra di produrre animali viventi di ogni tipo, poi creò l’uomo, maschio e femmina. La complessità di quest’ultimo atto, è testimoniata in Genesi 2:7—23 e la serie di eventi che culminano con quello in cui Adamo, vedendo la donna che Dio gli presentò, esclamò: <em>“Questa, finalmente, è ossa delle mie ossa e carne della mia carne”</em>, inducono ad intuire che un certo periodo di tempo fosse trascorso ~dalla creazione di Adamo a quella della donna. Invece, quando in Esodo 20:11 vengono dati a Israele, come modello dei sei giorni di lavoro e del giorno di riposo da doversi rispettare, i giorni della creazione, sembrerebbe che gli Israeliti li intendessero giorni di ventiquattro ore.<br />
A ben guardare, la rivelazione non pone l&#8217;enfasi sul fattore temporale piuttosto sul fatto che la creazione di ogni cosa è il risultato dell’intervento divino. Oltre tutto, il tempo stesso ebbe inizio con la creazione. Ciò su cui il credente insisterà è <em>“che i mondi sono stati formati dalla parola di Dio, cosicché le cose che si vedono non sono state tratte da cose apparenti”</em> (Ebr. 11:3).</p>
<p style="text-align: justify;">I “giorni” della creazione, sia che vengano intesi come periodi di ventiquattro ore sia che vengano intesi come periodi indefiniti di “tempo”, furono caratterizzati da precisi interventi sovrannaturali di Dic.</p>
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		<title>Creatore e Salvatore</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 06:32:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Messaggio dell'Evangelo]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Dio ha fatto ogni cosa bella al suo tempo: egli ha perfino messo nei loro cuori il pensiero dell&#8217;eternità, sebbene l&#8217;uomo non possa comprendere dal principio alla fine l&#8217;opera che Dio ha fatta&#8221;. (Ecclesiaste 3:11)
&#8220;Poiché il mondo non ha conosciuto Dio mediante la propria sapienza, è piaciuto a Dio, nella sua sapienza, di salvare i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Dio ha fatto ogni cosa bella al suo tempo: egli ha perfino messo nei loro cuori il pensiero dell&#8217;eternità, sebbene l&#8217;uomo non possa comprendere dal principio alla fine l&#8217;opera che Dio ha fatta&#8221;.</em> (Ecclesiaste 3:11)</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Poiché il mondo non ha conosciuto Dio mediante la propria sapienza, è piaciuto a Dio, nella sua sapienza, di salvare i credenti con la pazzia della predicazione&#8221;.</em> (1 Corinzi 1:21)</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Dal libro di Giobbe.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Eterno rispose a Giobbe:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Dov&#8217;eri tu quando io fondavo la terra? Dillo, se hai tanta intelligenza. Chi ne fissò le dimensioni? &#8230; Chi chiuse con porte il mare? &#8230; Quando gli tracciai dei confini gli dissi: &#8216;Fin qui tu verrai, e non oltre, qui si fermerà l&#8217;orgoglio dei tuoi flutti&#8217;?</p>
<p style="text-align: justify;">Sei tu penetrato fino alle sorgenti del mare? Hai tu passeggiato in fondo all&#8217;abisso? Le porte della morte sono state da te scoperte?</p>
<p style="text-align: justify;">Hai tu abbracciato con lo sguardo l&#8217;ampiezza della terra?</p>
<p style="text-align: justify;">Sei forse entrato nei depositi della neve?</p>
<p style="text-align: justify;">Puoi alzare la voce fino alle nubi e fare in modo che piogge abbondanti ti ricoprano?&#8221; (Giobbe cap. 38)</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Il censore dell&#8217;Onnipotente vuole ancora contendere con lui? Colui che censura Dio ha una risposta a tutto questo?&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Allora Giobbe rispose all&#8217;Eterno e disse:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Ecco, io sono troppo meschino; che ti poteri rispondere? Io mi metto la mano sulla bocca. Ho parlato una volta, ma non riprenderò la parola, due volte, ma non lo farò più&#8230;&#8221; (Cap. 40)</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Si, ne ho parlato; ma non lo capivo: sono cose per me troppo meravigliose e io non le conoscevo</p>
<p style="text-align: justify;">Il mio orecchio aveva sentito parlare di te, ma ora l&#8217;occhio mio ti ha visto. Perciò mi ravvedo, mi pento sulla polvere e sulla cenere&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Eterno benedisse gli ultimi anni di Giobbe più dei primi (Cap. 42).</p>
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		<title>L&#8217;Ateismo non è logico</title>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2009 10:03:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ateismo]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;ateismo è quella concezione del mondo che nega l&#8217;esistenza di Dio. In particolare l&#8217;ateismo tradizionale sostiene che mai ci fu e mai ci sarà un Dio. Questa posizione, però, è giustificabile razionalmente? 
In realtà no: essa sottintende sempre pregiudizi non razionali, giustificazioni che tradiscono l&#8217;ostinata e vana volontà umana di sottrarsi all&#8217;autorità ultima di Dio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">L&#8217;ateismo è quella concezione del mondo che nega l&#8217;esistenza di Dio. In particolare l&#8217;ateismo tradizionale sostiene che mai ci fu e mai ci sarà un Dio. Questa posizione, però, è giustificabile razionalmente? </span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">In realtà no: essa sottintende sempre pregiudizi non razionali, giustificazioni che tradiscono l&#8217;ostinata e vana volontà umana di sottrarsi all&#8217;autorità ultima di Dio, ad un ordinamento superiore ed alle responsabilità che questo comporta.</p>
<p>L&#8217;ateismo afferma categoricamente che non esiste alcun Dio. L&#8217;ateo, però, può davvero essere certo di questa sua affermazione? Di fatto per essere certi che un Dio non esista questo esigerebbe la perfetta conoscenza di ogni cosa (l&#8217;onniscienza). Per conseguire questa conoscenza bisognerebbe avere simultaneamente accesso ad ogni parte dell&#8217;universo e in ogni dimensione della realtà (onnipresenza). </span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><br />
</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Quindi, per un ateo, per essere certo di questa sua affermazione, sarebbe necessario possedere caratteristiche divine. Ovviamente la limitata natura dell&#8217;essere umano le preclude queste speciali capacità. L&#8217;affermazione dogmatica dell&#8217;ateo è <span style="text-decoration: underline;">quindi chiaramente ingiustificabile</span>. L&#8217;ateo cerca di provare una negazione universale. In termini di logica, questa è chiamata una fallacia logica.</p>
<p>La concezione atea del mondo è inadeguata anche per molte altre ragioni. In primo luogo l&#8217;ateismo non può spiegare adeguatamente l&#8217;esistenza della complessa ed ordinata realtà del mondo. Come ogni altra cosa, il mondo in cui viviamo esige una spiegazione che vada oltre a sé stessa &#8211; l&#8217;ateo però, non è in grado di fornirne una. In secondo luogo la concezione atea del mondo non è in grado di fornire le necessarie condizioni preliminari per dar ragione alle stesse leggi della scienza ed a quelle universali della logica &#8211; come pure, naturalmente, degli standard morali assoluti che vorrebbe pure negare ma dei quali trae indubbiamente vantaggio e di cui certo non vorrebbe privarsene. </span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><br />
</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">In breve, la concezione atea del mondo non può dar ragione delle realtà più significative della vita. Si sforza con infiniti sofismi di darne spiegazione, ma tutto ciò si rivela, in realtà una fuga continua da quelle evidenze che si ostina a non accettare.</p>
<p>Se davvero i singoli atei affrontano seriamente la questione di Dio, provino anche a considerare ciò che afferma Gesù Cristo. Egli affermò di essere nient&#8217;altro che Dio fattosi uomo (Vangelo di Giovanni 1:1). Questa stupefacente affermazione era confermata dal suo carattere personale senza pari, l&#8217;adempimento nella Sua Persona delle profezie, dalla Sua incredibile influenza sulla storia umana &#8211; inoltre, la cosa più importante, dal fatto storico della Sua risurrezione dai morti.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><br />
</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"> Vi sono al riguardo abbondanti evidenze a disposizione dello scettico. Come disse Francie Schaeffer, il noto apologeta, &#8220;Dio è là e non tace&#8221;. Dio era in Cristo riconciliando il mondo a Sé stesso (2 Co. 5:19). </span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><br />
</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"> </span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Alla fin fine la creatura umana che nega Dio non lo fa sulla base di evidenze che mancano, <strong>ma perché non vorrebbe rendere conto di sé stesso al suo Creatore</strong>.</p>
<p></span></div>
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