Il libro dell’Apocalisse

Natura del libro. Molti lettori leggono l’ultimo libro della Bibbia con una certa curiosità per trovarvi delle indicazioni sull’avvenire. Dio non rivela i Suoi segreti all’uomo superficiale o profano. L’Apocalisse è il coronamento della Rivelazione, e deve essere interpretata alla luce di tutta la Scrittura. I suoi ventidue capitoli contengono 230 citazioni dell’Antico Testamento. È necessario quindi conoscere i meravigliosi racconti dell’Esodo, di Giosuè, dei Giudici o di Daniele per comprendere il significato preciso dei personaggi celesti e dei simboli dell’Apocalisse: solo così essa ci illuminerà sui giorni a venire.

Tema e redazione del libro. La parola “Apocalisse” deriva da un termine greco che significa “rivelazione”. Secondo il primo versetto del libro, si tratta di una rivelazione della Persona di Gesù Cristo che ritorna sulla terra come Giudice. L’apostolo Giovanni ebbe la visione profetica degli avvenimenti futuri mentre era prigioniero per la sua fede a Patmo (1:9), un’isola del Mare Egeo.

Tre parti. L’Apocalisse può essere divisa in tre parti, secondo lo schema del cap. 1:19:
“le cose che hai visto” = il passato, Apocalisse 1;
“le cose che sono” = il presente, Apocalisse 2-3;
“le cose che saranno” = l’avvenire, Apocalisse 4-22.

Prima parte: il passato. Nel capitolo 1, l’apostolo descrive ciò che esisteva già nel passato, cioè la maestà sovrana del Figlio di Dio.

Seconda parte: il presente. Nei capitoli 2 e 3. il Signore si rivolge a sette comunità della chiesa primitiva per descrivere in modo preciso lo stato presente del cristianesimo nel mondo. Il messaggio di questi due capitoli ha una portata che oltrepassa la situazione delle sette chiese esistenti in Asia Minore nel primo secolo d.C.. Infatti in ognuna delle lettere indirizzate a queste chiese troviamo la descrizione di uno stato spirituale che corrisponde esattamente alle diverse situazioni della cristianità nel corso dei secoli. Senza entrare in particolari, ci limiteremo qui a una semplice enumerazione:

2:1-7 Efeso, la chiesa del primo amore = la chiesa primitiva fondata dagli apostoli;
2:8-11 Smirne, la chiesa della sofferenza = i cristiani perseguitati dei primi tre secoli;
2:12-17 Pergamo, la chiesa mista = il cristianesimo, divenuto religione di Stato dopo Costantino (4° sec.);
2:18-29 Tiatiri, la chiesa della tradizione = la chiesa romana, fondata sulla tradizione;
3:1-6 Sardi, la chiesa addormentata = la chiesa della Riforma, che si è assopita;
3:7-13 Filadelfia, la chiesa della fedeltà = i cristiani fedeli alla Sacra Scrittura;
3:14-22 Laodicea, la chiesa delle illusioni = la potente confederazione religiosa dei tempi della fine.

Terza parte. I capitoli 4-22 sono dedicati agli avvenimenti futuri. Una serie di giudizi riversa sugli uomini l’ira divina. Nel cielo l’Onnipotente pronuncia i suoi verdetti; sulla terra l’iniquità si accumula finché l’ultima goccia farà traboccare il tino dell’ira di Dio (14:19). Ma dopo gli ultimi castighi il Signore ricompenserà gli eletti, i vincitori e i martiri che regneranno con Lui sulla terra per mille anni (20:1-6).
Segue poi la descrizione del grande trono bianco, dove saranno giudicati i vivi ed i morti (20:11-15). Le ultime pagine della Bibbia rivelano la beata eternità riservata ai salvati che serviranno il loro Signore nei secoli dei secoli.

Qualche dato generale. L’Apocalisse è un libro pieno di simboli, non sempre immediatamente comprensibili, e i passi da interpretare simbolicamente sono strettamente intrecciati con altri che devono invece essere interpretati letteralmente. Anche il ritmo cronologico degli avvenimenti deve essere seguito con attenzione: infatti a volte il testo anticipa a grandi linee certi avvenimenti che saranno ripresi più in dettaglio qualche capitolo più avanti; e molti fatti descritti successivamente sono invece simultanei.
Per permettere al lettore di capir meglio l’insieme dell’Apocalisse, abbiamo pensato di separare, nello schema che segue, gli avvenimenti che si svolgono in cielo da quelli che avvengono sulla terra:

Gli avvenimenti della fine. Dobbiamo considerare con un’attenzione particolare i capitoli 19-20 dell’Apocalisse e gli avvenimenti importanti che vi sono descritti. Dopo la serie dei giudizi (cap. 6-18), il testo ci presenta Cristo al suo ritorno trionfale sulla terra. La narrazione si svolge in 7 tappe distinte:

  1. le nozze celesti: Cristo e la sua Sposa, 19:1-10
  2. un ritorno improvviso: Cristo e i suoi eserciti, 19:11-18
  3. una battaglia cruenta: l’Anticristo e lo spirito di errore vinti ad Armaghedon, 19:19-21
  4. una vittoria spettacolare: Satana e i suoi angeli legati nell’abisso, 20:1-3
  5. un regno glorioso: Cristo ed i vincitori sulla terra per mille anni, 20:4-6
  6. un’ultima rivolta: Gog, Magog e le nazioni, 20:7-10
  7. un giudizio supremo: il gran trono bianco e i perduti, 20:11-15
Il millennio. L’Anticristo spingerà l’umanità al parossismo della rivolta contro Dio (2 Tessalonicesi 2:4; Apocalisse 13), ma sarà schiacciato dallo splendore dell’avvento del Re dei Re (Matteo 24:27-28; 2 Tessalonicesi 1:8-10; 2:8). Questo cataclisma fulmineo porrà fine a tutte le aggressioni sataniche che si sono susseguite fin dall’alba della storia. Allora inizierà un regno di giustizia di mille anni, sotto lo scettro di ferro del Principe della pace e dell’Arbitro dei popoli (Salmo 2:9; Isaia 9:5; 2:4).

Moltissime profezie messianiche convergono verso questo tempo meraviglioso in cui Cristo manifesterà da Gerusalemme la sua autorità universale (Genesi 49:10; Zaccaria 14). Egli regnerà sulle nazioni (Isaia 55:4) e sulla natura finalmente liberata (Isaia 11:1-10; Romani 8:19-22), nuovo Eden in cui il secondo Adamo (cfr. 1 Corinzi 15:45) eserciterà quella signoria che il primo Adamo non era riuscito a mantenere nell’Eden originale (cfr. Genesi 3:1; Isaia 65:25).

L’ultimo giudizio. Dopo un’ultima rivolta (Apocalisse 20:7-10) il cielo e la terra passeranno (Matteo 24:35), scomparendo in un terribile fuoco (2 Pietro 3:10-13). Allora sarà innalzato il gran trono bianco, l’ultimo appuntamento di tutti gli uomini che risusciteranno per comparire davanti a Dio (Ebrei 9:27; Apocalisse 20:11-15). Solo i credenti avranno scampo: essi sono già stati sottratti al giudizio grazie al sangue di Cristo, che li ha fatti passare dalla morte alla vita (Giovanni 5:24).

L’eternità. I capitoli 21 e 22 ci mostrano la prospettiva dell’eternità in cui i riscattati serviranno il loro Signore nei secoli dei secoli. Sette elementi nuovi caratterizzeranno questa nuova creazione, infinita nel tempo e nello spazio:

  1. un nuovo cielo, 21:1
  2. una nuova terra, 21:1
  3. una nuova Gerusalemme, 21:2-21
  4. un nuovo tempio, 21:22
  5. una luce nuova, 21:23-25
  6. un mondo nuovo, 21:26-27
  7. un nuovo paradiso, 22:1-5.
Epilogo. La Bibbia si chiude con l’ultima esortazione del Signore ai suoi (22:6-21), e con la promessa del suo prossimo ritorno: ”Ecco, io vengo presto!” (v. 6, 12, 20).

Lettore, sei pronto a incontrare Gesù Cristo? La Genesi è il libro degli inizi, l’Apocalisse quello delle conclusioni. Hai tratto le tue? È il tempo di chinare il capo davanti alla gloria di Colui che riempie il Tempio della Rivelazione, Gesù Cristo, il Signore dei signori, Colui che vuol essere fin da oggi il tuo Salvatore personale. Aprigli il cuore ed accettalo!

Tratto dal libro di J. H. Alexander
“LEGGERE E CAPIRE LA BIBBIA”


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