Che cosa è il ravvedimento?

“Dio…ora comanda agli uomini che tutti, in ogni luogo ,si ravvedano”

Proverbi 28:13

Il vero ravvedimento  comincia con il riconoscere il disordine morale nel quale siamo per natura. E’ il risveglio della coscienza che si pone umilmente davanti a Dio.
L’uomo che si ravvede porta un giudizio sincero non solo sul male che ha potuto fare, o su un peccato particolarmente grave, ma sull’insieme d’una vita nella quale Dio non ha avuto alcun posto.


Nel ravvedimento c’è un bagliore di speranza, un appello più o meno consapevole alle misericordia divina che si riesce ad intravedere.
Il ravvedimento si manifesta:

  1. con un rammarico sincero (leggere il Salmo 51);
  2. con una confessione anzitutto a Dio perchè è il primo offeso, e poi a quelli a cui, eventualmente, abbiamo fatto torto;
  3. con l’impegno a non ricadere più nei peccati confessati .

Il credente porta nel cuore il ricordo delle colpe che lo umiliano, ma nello stesso tempo gioisce per la grazia immeritata che gli è stata accordata.


Così il ravvedimento è un primo movimento verso Dio, di cui si riconosce l’autorità.
C’è della fede nel ravvedimento, perchè si confessano i propri peccati se si ha almeno la speranza di ottenere il perdono.


Quando questo perdono è sperimentato, il ravvedimento si traduce in un cambiamento completo nel modo di pensare e di vivere.


Quando si impara a conoscere Dio e il Signore Gesù mediante la Sua Parola, il ravvedimento si manifesta allora con la piena accetazione del giudizio che Dio porta sul nostro “io” e la rinuncia ad ogni pretesa di essere giusti e meritevoli.



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