L’Ecclesiaste

L’Ecclesiaste

NOME: preso a prestito dalla versione dei Settanta.  Nella Bibbia ebraica è chiamato Qohéleth.  Il significato di questa parola è piuttosto incerto, ma essa viene quasi sempre tradotta con il termine “predicatore” o colui che si rivolge ad un’assemblea.

AUTORE: incerto, benché generalmente si pensi che l’autore sia Salomone (1:1-2). Se si considerano gli avvenimenti occorsi nella sua vita, così come si trovano descritti nella Bibbia, si può stabilire un paragone tra le esperienze raccontate nel libro e quelle che Salomone ha potuto vivere.

TESTO CHIAVE: 12:15

PAROLE CHIAVE: vanità e sotto il sole. Ognuna di queste parole compare più di 25 volte.

CONTENUTO: il libro contiene le riflessioni e le esperienze di un filosofo che non ha trovato soluzioni ai problemi della vita. Dopo aver parlato delle sue disillusioni, ci espone una concezione della vita degna di un epicureo materialista: nulla vale il godimento carnale dei piaceri della vita.
Poiché questo concetto è ripetuto nel libro, è evidente che l’autore ha dovuto affrontarlo, pur esprimendo verità profonde riguardo ai doveri e agli obblighi degli uomini verso Dio. Pare che l’autore sia riuscito ad emergere dai suoi dubbi e dalle sue speculazioni filosofiche per giungere alla nobile conclusione di 12:15: “Temi Dio e osserva i suoi comandamenti, perché questo è il tutto per l’uomo” .

PANORAMICA

Capitoli 1-2
1)    Introduzione. Riflessioni sull’abituale monotonia della vita (1:11).
2)    La ricerca del godimento e della felicità da parte dell’uomo naturale:
a) non si possono trovare acquistando la saggezza (1:12-18)
b) non si possono trovare nei piaceri del mondo (2:1-3)
c) non si possono trovare nell’arte o nell’agricoltura (2:4-6)
d) non si possono trovare nel possedere grandi ricchezze (2:7-11)
3)    Conclusioni:
a) il saggio è superiore allo stolto (2:12-17)
b) secondo l’epicureo, non vi è nulla di meglio per l’uomo che mangiare, bere e godere la vita (2:24-26)

Capitolo 3
L’opinione dell’uomo naturale circa il percorso scoraggiante della vita.
a)    c’è un tempo per ogni cosa (vv:1-8)
b)    la conclusione del materialista (vv. 13-22)

Capitolo 4
Lo studio delle oppressioni che vengono commesse senza la fede(vv. 1-15). Conclusione: tutto è vanità e un correre dietro al vento (v.16).
Capitolo 5
1)    Consigli relativi ai doveri spirituali(vv. 1-7).
2)    L’illusione delle ricchezze (vv. 9-16),
3)    La conclusione: mangiare, bere e godere della vita (vv.17-20).

Capitolo 6
La vanità di una lunga vita.


Capitolo 7

1)    Una serie di discorsi di saggezza (vv. 1-24).
2)    Conclusioni relativa alla donna corrotta (vv. 25-28).
Capitolo 8
1)    Doveri civici (vv.1-5).
2)    L’incertezza della vita (vv.6-8).
3)    La certezza del giudizio divino e le ingiustizie della vita (vv. 10-14).
4)    La conclusione dell’epicureo (v.15).
5)    L’opera di Dio e l’uomo (vv. 16-17).

Capitolo 9
1)    Gli stessi avvenimenti attendono il giusto e l’empio; lo scopo della vita è la tomba, e l’uomo è in balia delle circostanze. Conclusione dell’epicureo: mangiamo e beviamo, poiché domani morremo (vv. 1-9)
2)    La saggezza predomina, benché essa non sia spesso apprezzata (vv. 13-18).

Capitolo 10
Discorsi saggi di ogni genere, contrasto tra la saggezza e la follia, ecc.

Capitolo 11
Consigli circa la generosità (vv. 1-6)

Capitolo 12
1)    Consigli ai giovani (vv. 1-2).
2)    Descrizione poetica della vecchiaia (vv. 3-9) Le ultime parole del predicatore e la conclusione del libro sul dovere supremo dell uomo (vv. 10-16);



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