Ultime parola di uomini famosi

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È veramente interessante riflettere su ciò che alcuni uomini famosi hanno detto, non nel pieno delle loro forze, ma quando avevano già imboccato il ‘viale del tramonto”.

Nel suo testamento, S.Francesco, scrisse: “Nessuno mi mostrava ciò che io dovessi fare; ma lo stesso Altissimo mi rivelò che dovevo vivere secondo la forma del Santo Vangelo.”

E tu, caro lettore, secondo quale forma o norma stai vivendo?

Camillo Cavour, lo statista che preparò la via all’unità d’Italia, si espresse in questo modo: ”Lessi i libri (le Sacre Scritture) che mi erano stati dipinti come empi, e non potei non accorgermi del fragile fondamento delle nostre credenze religiose… non potrei mai dire abbastanza quanto io sia colpito dalla divinità morale dell’Evangelo che lascia a una distanza infinita tutto quel che gli uomini possono immaginare!”.
Tu conosci la Bibbia?
S.Agostino, il celebre insegnante di retorica, dopo una vita mondana e una forte crisi di scetticismo disse: “Che cosa faremo? Dove troveremo rifugio, Signore? Non siamo salvi se non in te che ci doni la pace, il perdono, la fiducia. Donaci un animo tranquillo, come il bimbo allattato sul seno della madre.”
Hai trovato il perdono e la pace nel Signore?

Girolamo Savonarola, il frate domenicano che fu impiccato e arso in Piazza della Signoria a Firenze, nel 1498 affermò: “Signore, tu sei misericordioso. Quale sarà dunque la tua opera? Cacciare la miseria e rialzare il miserabile. Ti prego, abbi misericordia anche di me, e convertimi a te.”

Hai conosciuto la misericordia di Dio?
Il 9 Aprile del 1945 all’alba, il teologo Dietrich Bonhoeffer fu giustiz;ato nel campo di concentramento a Flossenbúrg. L’ultima parola che rivolse ai suoi compagni di prigione fu: “Questa è la fine – per me l`’inizio della vita”.
Qual è per te l’inizio della vita?

Vuoi sapere che cosa hanno detto altri uomini famosi, proprio sul tetto di morte?

Cesare Borgia (1474-1507, fu chiamato il “principe senza coscienza” del Rinascimento): “Ho provveduto ad ogni cosa della mia vita; ma non ho provveduto alla mia morte, ed ora muoio impreparato!”

Il cardinale Mazarino (1602-1661) esclamò: Oh, povera anima mia, che sarà di te? Dove te ne vai?”

Carlo IX che aveva dato il suo consenso al “matrimonio di sangue” di Parigi nell’anno 1672, disse poco prima di morire: Oh, quanto sangue, che massacro! Che cosa devo fare? Sono perduto, eternamente perduto, lo so!”

L’ateo David Hume, filosofo e storico (1711-1776) gridò angosciato, faccia a faccia con la morte: “Io mi trovo nelle fiamme!”. La sua disperazione fu una scena terribile.

Voltaire (1694-1778), il famoso fondatore dell’illuminismo morì dopo un’agonia  tremenda. L’infermiera che l’aveva assistito, disse. “Per tutto il denaro dell’Europa non vorrei mai più vedere morire un incredulo come lui. Egli gridò tutta la notte chiedendo perdono!”

L’imperatore romano Cesare Augusto (63 a.C. – 14 d.C.) disse: “Ho recitato bene la mia parte ? Or dunque, battete le mani, poiché la commedia è finita”.

Quali saranno te tue ultime parole? Loderai l’Altissimo come S.Franceso e molti altri credenti? O finirai i tuoi giorni come Voltaire, Hume ed altri perché non avevano mai pensato alla morte?

La nostra vita è paragonabile al palcoscenico di un teatro. Il pubblico è sia umano sia spirituale. Perfino gli angeli e i demoni ci osservano mentre recitiamo la rappresentazione della nostra esistenza terrena ed è importante che la scena termini nel modo giusto. Un inizio brillante e sorprendente può essere rovinato da un finale deludente. Infatti, non possiamo scegliere se morire, ma possiamo scegliere come morire: o testimoniando della nostra fede in Dio o facendoci trascinare via dalla scena. Per questo motivo è bene pensarci in anticipo, in modo che il sipario cali su una nota di trionfo!

La Bibbia dice: “Come è stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio, così anche Cristo, dopo essere stato offerto una volta sola per portare i peccati di molti, apparirà una seconda volta, senza peccato, a coloro che lo aspettano per la loro salvezza.

Lettera agli Ebrei 9,27-28

Perciò, se in questa vita non hai accettato Cristo come tuo Salvatore e Signore, se non hai creduto che egli ha portato anche i tuoi peccati sulla croce per salvarti, sarai perduto, condannato.

Gesù Cristo dice: “Dio non ha mandato suo Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è giudicato; chi non crede è già giudicato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. Il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo e gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie“. Vang. di Giovanni 3,17-19

Soltanto Cristo Gesù può e vuole salvarti. Vieni a Lui e parlagli. Chiedigli di entrare nella tua vita, di cambiarla, di darti obiettivi nuovi, un traguardo ben preciso. Rivolgiti a Lui pregando: “Signore Gesù, voglio riceverti come mio Salvatore. Perdona tutti i miei peccati. Mi arrendo a te, togli il mio egoismo, la mia ribellione e dammi il tuo Spirito Santo. Diventa il mio Signore e guidami, perché io viva in stretta comunione con te e quando lascerò questa terra, morirò nella pace e nella sicurezza di passare l’eternità con TE. Amen.”


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