Il Vero Natale

Il Vero Natale

di Nicola Andrea Scorsone

Nei nostri paesi civilizzati per il Natale non manca nulla, un bel presepe, babbo natale, l’albero, tanti regali, tante luci colorate, cibo abbondante e succulente, grandi riunioni familiari (almeno una volta!), affollate riunioni religiose, specie la notte del 24…

In tutto questo credo però che manchi l’essenziale.

Si è nell’attesa febbrile di ricordare l’evento più importante, la nascita di Colui che 2000 anni fa circa divise la storia. Ma perché venne realmente Gesù? Per farci avere abbondantemente tutte le cose sopra descritte?

Vediamo cosa possiamo apprendere dal libro in cui viene narrata la Sua storia, la Bibbia.

Intanto è profetizzato di Lui in Isaia 61 “che veniva per recare una buona notizia agli umili (cioè a persone che si liberano del loro orgoglio e Lo accettano e Lo credono, come dei bambini); per fasciare quelli che hanno il cuore spezzato, per liberare tutti coloro che sono schiavi di Satana e del peccato (invece noi in quel giardino la mattina presto lo legammo ben stretto), per consolare l’afflitto, per mettere, per dare (non per togliere), una corona di gloria invece della cenere (noi gliela demmo invece di spine), olio di gioia invece di dolore (Lui invece oltre al dolore ricevette da noi aceto mischiato col fiele), il mantello di lode invece di uno spirito abbattuto (noi invece pensammo bene di spogliarlo), e avranno felicità eterna, affinché siano chiamati querce di giustizia, la piantagione del Signore per mostrare la Sua gloria. Io mi rallegrerò grandemente nel Signore, l‘anima mia esulterà nel mio Dio, poiché Egli mi ha rivestito delle vesti della salvezza, mi ha avvolto nel mantello della giustizia”.

Questa profezia in favore nostro, Gesù l’ha adempiuta perfettamente col Suo sacrificio.

Tutti quelli che credettero e che credono tuttora ricevono: il perdono dei peccati, la salvezza, la gioia e la vita eterna, il riposo, la pace e la certezza di un posto in cielo come il ladrone in croce, che dopo la sua piccola preghiera diventò santo e nello stesso giorno, senza meritare nulla, si ritrovò in paradiso.

Ecco, il vero Natale è rappresentato dall’aver realizzato e dal possedere con certezza queste cose divine e spirituali.

Se prima Gesù divise la storia, alla croce divise l’umanità, tra salvati e perduti, tra religiosi e veri cristiani.

Qual è il tuo Natale?



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