La commemorazione dei defunti

La commemorazione dei defunti

Una riflessione su ciò che ci aspetta dopo la morte

Un evento solenne

Ogni anno il calendario ci ripropone delle ricorrenze che vengono celebrate con gioia o con tristezza.

Una in particolare che viene ricordata generalmente con solennità e con tanta tristezza, quella del 2 Novembre, la commemorazione dei defunti.

Questa particolare “commemorazione” – come tutte le altre – ha un suo preciso rituale: Andare al cimitero (altrimenti che devono pensare gli altri?) per visitare una persona cara, deporre dei fiori sulla tomba, e possibilmente, se non costa tanto, fargli fare un rito religioso sperando che “il caro estinto” ne tragga “qualche beneficio”.

Girando tra i viali e le mille tombe, si scorge tanto dolore e lacrime. La voglia di accumulare, la ricerca di fama e successo, svaniscono come vapore; ti viene solo voglia di abbracciare le persone per consolarle.

Per sdrammatizzare questo sofferto evento umano, qualcuno ha detto: “Certo che le statistiche sulla morte sono realmente impressionanti: una persona su una muore”. Un bambino nel tema proposto dalla maestra per questa ricorrenza ha scritto: “Io gioco e rido sempre, ma nel giorno dei morti, mio padre mi aveva detto che io dovevo essere triste, e allora io l’ho fatto contento e sono diventato triste…”.

Un altro ha scritto: “Il mondo scoppierà, le stelle scoppieranno, il cielo scoppierà, Ribera si farà in mille pezzi. Il sindaco e l’assessore andranno in mezzo alle capre…. I buoni rideranno e i cattivi piangeranno, quelli del purgatorio un po’ ridono e un po’ piangono. I bambini del Limbo diventeranno farfalle. Io speriamo che me la cavo”… La prudenza di questo bambino con l’espressione: “io speriamo che me la cavo” ti fa pensare che dopo la morte c’è qualcosa.

Purtroppo la maggioranza di qualsiasi religione e ceto sociale, a riguardo, nella corsa frenetica della vita, non sanno e non vogliono sapere di quel qualcosa dell’aldilà. Sempre all’interrogativo più importante della vita: “Dopo la morte cosa c’è?” si illudono con una speranza vaga, del proprio buonismo: “io… speriamo che me la cavo”… finché non giunge il proprio personale 2 Novembre!

Agostino d’Ippona scrisse: “Nel cuore dell’uomo c’è un vuoto, che ha la forma di Dio… Tu (Dio) ci hai creati per Te, e il cuor nostro è inquieto finché non trova il suo riposo in Te”. Qual’è il futuro dei defunti? Come sarà il mio personale “2 Novembre?”.

Gesù a questo proposito da 2000 anni dà un grande messaggio di speranza: “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; e chiunque vive e crede in me, non morirà mai. Credi tu questo?” (Giovanni 11:25-26).

Una volta ad una persona che diceva di essere credente domandai: “Tu ci credi veramente che un giorno la tua tomba si aprirà e tu risusciterai?” A questa domanda cominciò a divagare, spostando l’asse da se stesso su tutte le altre persone esistenti sulla terra. Ma io rifeci la domanda per lui personalmente; alla fine lui stesso si rese conto di non essere un credente.

Credi tu questo? domanda Gesù a te personalmente.

Se ci credi, la meravigliosa promessa biblica è la seguente: “Il Signore stesso, con un ordine, con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre con il Signore. Incoraggiatevi dunque gli uni gli altri con queste parole” (1Tessalonicesi 4:16/18) . E sarà un’eternità di gioia con Dio.

Buona commemorazione dei defunti, con la fiducia alle promesse di Gesù che ti ama.

nikscorsone.maranath@libero.it



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