Cimiteri viventi

Cimiteri viventi

Nella mia infanzia, con i miei coetanei, parlando dei cimiteri, li pensavamo come luoghi paurosi.

Da grande le sta­tue, i monumenti, le fotografie, le luci mi hanno dato sempre un senso di tristezza, angoscia e mancanza di speranza.

Grande è stata la meraviglia, quando mi trovai per la prima volta a visitare un cimitero in Germania. La maggior parte delle tombe hanno un messaggio di fede e di speranza, anche quando la morte è stata preceduta dalla malattia, da tem­pi difficili, guerra, deportazione, disgrazie, incidenti…

I messaggi sono tratti dalla Bibbia. Solo Dio e Cristo sono oggetto di lode, sono invocati come Signore e Salvatore e sono oggetto di speranza per il futuro.

All’uscita da un cimitero del gene­re ci si sente edificati e rafforzati nella fede. Nella mente sus­surrano le parole bibliche appena lette:

«Io so che il mio Redentore vive».(Giobbe. 19:25)

«Il Signore è il mio pastore, nulla mi mancherà» (Sl. 23).

«Io sono la via, la verità e la vita…» (Gv. 14:6).

«Io sono la risurrezione e la vita» (Gv. 11:25).

«Chi crede in me anche se muore, vivrà» (Gv. 11:25).

«Io vengo presto. Amen! Vieni Signor Gesù» (Ap. 22:20).

«O morte, dov’è la tua vittoria?» (1Cor. 15:55).

«Per me vivere è Cristo e morire guadagno» (Fl. 1:21).

E così via.

Per ore tali parole resteran­no vive nella mente, percependo l’essenziale e il vero valore della vita e si diventa sere­ni e pieni di speranza, in grande contrasto con stress, ambizioni, egocentrismo, pretese… del vivere quotidiano.

I temi sulle tom­be dei veri cristiani, sono quelli della certezza che Dio non abbandonerà il credente neppure ora che è morto, e quelli del­l’attesa fiduciosa che il Signore farà risor­gere i corpi dei credenti, per vivere sempre con Lui nel suo regno.

Nell’evangelismo tedesco e mondiale i morti non sono per nulla oggetto di venera­zione.

I cimiteri sono dei veri e propri giardini. I morti sono tumulati nella terra, come breve dimora in attesa della risurrezione. In tali cimite­ri è inusuale vedere lumini; una tale luce ai credenti non serve a nulla, visto che dormono in Cristo.

Infatti cimitero dal latino cimiterium, dal greco koimetérion, vuol dire: “luogo in cui si dorme”. I familiari credenti non vi portano fiori recisi da mettere in vasi. Le tombe stesse sono curate come un mini-giardino. Così le piante sono poste direttamente nella terra sulla tomba, ornandola così in modo personale.

In una lapide si legge semplicemente: “Rudolf Binder, «Amato da Dio».” Era stato un uomo di Dio che ha servito il Signore come predicatore del Vangelo. Mi domandai, come mai un uomo della Bibbia come lui senza un verso bibli­co? Tale motto però è il centro biblico. «Dio ha tanto amato…» (Gv. 3:16). «Amato da Dio» anche nella morte (Sl. 116:15).

Chi è «amato da Dio» non verrà lasciato nella tomba.

La persuasione del cre­dente è che neppure la morte «potrà separarlo dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore» (Rm. 8:38).

Delusioni, avversità, malattie, morte, in ogni circostanza si rimane «amati da Dio». Se Dio mi ha così amato da dare per me Suo Figlio, sono prezioso per Lui in vita e nella morte: posso confidare in Lui e attendere che Egli mi sveglierà.

Sarà così anche per te?

nikscorsone.maranath@libero.it



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