Ancora sulla solitudine

“Sono simile al pellicano del deserto, son come il gufo dei luoghi desolati. Veglio e sono come il passero solitario sul tetto”.

Salmo 102:6-7
Sei solo? Senza famiglia? Soffri per l’incomprensione o per l’isolamento, anche se ti trovi in mezzo alla folla? Gesù ha conosciuto questo tipo di sofferenza: è stato solo e incompreso, anche dai suoi discepoli più vicini.

Ma Gesù non vuole che tu sia solo! Egli ha detto: “Io sono il buon pastore…Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono; e io do loro la vita eterna e non periranno mai e nessuno le rapirà dalla mia mano… e nessuno può rapirle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo uno”. (Giovanni 10:14, 27-30)

C’è la mano del Padre che ti sostiene e quella del Figlio che ti protegge. Che cosa puoi temere?

Il Signore è giunto fino alla morte per salvare color che credono in Lui. Lui, il Santo, e il Giusto, è stato abbandonato da Dio quando, sulla croce, espiava i nostri peccati. Ora, nulla può separare da Dio colui i cui peccati sono stati cancellati.
Un credente può sentirsi solo, ma in realtà non lo è poiché, anche se non se ne rende conto, Gesù è sempre accanto a lui. Il Signore dice a ciascuno dei suoi riscattati: “Io non ti lascerò e non ti abbandonerò” (Ebrei 13:5). “Io sono con voi  tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente” (Matteo 28:20)

E’ come un percorso su una strada con un filare di alberi. Tu puoi scegliere di camminare al sole o all’ombra, ma quando sei all’ombra, non senti più il calore del sole che, tuttavia, continua a brillare.

tratto da “il buon seme”


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