Qual è il mio peso?

“Getta sull’Eterno il tuo affanno, ed egli ti sosterrà; egli non permetterà mai che il giusto vacilli”.
Salmo 55:22

“Portate i pesi gli uni degli altri e adempirete così la legge di Cristo”
Galati 6:2

Nel suo libro allegorico “Il pellegrinaggio del cristiano”, John Bunyan descrive in che modo l’uomo può essere liberato dal peso dei suoi peccati. Egli ne è completamente liberato quando arriva alla croce del Calvario e si affida totalmente a Gesù Cristo morto per lui.

Questa è stata l’esperienza di innumerevoli persone, uomini e donne, nel corso dei secoli ed ancora oggi. Essi sanno che il Signore Gesù li ha liberati dalla colpevolezza dei loro errori perché hanno creduto in lui e nella sua morte in loro favore alla croce.

A noi credenti capita spesso di essere oppressi da un peso. Non si tratta più del peso dei nostri peccati, ma di quello delle preoccupazioni. Il nostro Dio “pietoso e misericordioso” (Salmo 86:15), si è fatto carico di tutto ciò che ci riguarda, tuttavia ci risulta difficile separarci dalle nostre ansie rimettendole a Lui con fiducia.

Sentiamo un peso anche quando non riusciamo a dimenticare le ferite o  i torti che ci sono stati fatti, o… quelli che noi abbiamo procurato ad altri.

Non è il momento di scaricarci di questi pesi, affidandoli a Dio in preghiera? Non è il momento di riconoscere davanti a Lui i problemi che nuocciono alle nostre relazioni, di perdonare e di dimenticare?

Vi sono dei pesi che dobbiamo affidare al Signore, ma ve ne sono altri che invece dobbiamo portare: sono le pene e i pesi dei nostri familiari, dei nostri fratelli e sorelle nella fede.

Ancora oggi, Gesù ci dice: “Venite a me, voi tutti che siete affaticati ed oppressi, e io vi darò riposo” (Matteo 11:28)

tratto da “il buon seme”



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