Un dio a nostra immagine?

“…il suo amato Figlio. In lui abbiamo la redenzione, il perdono dei peccati. Egli è l’immagine del Dio invisibile, il primogenito di ogni creatura” .
Colossesi 1:13-15

A parecchie riprese la Bibbia, che è la Parola di Dio, ci avverte solennemente di non farci un dio a nostra immagine. Dio ci proibisce di crearci un idolo o una rappresentazione qualsiasi della divinità.

La maggior parte dei popoli, dall’antichità più remota, si è dedicata a questa pratica, foggiando ogni tipo di statue. Persino il popolo di Israele, a cui Dio ha parlato fin dall’inizio per mezzo di Mosè, non è sfuggito a questo peccato, e un giorno si è fabbricato un vitello d’oro e poi altri idoli nel corso del tempo.

Forse pensiamo che l’esortazione a non farci un dio a nostra immagine oggi non ci riguardi. Eppure, farci un dio a nostra immagine può voler dire avere di Dio una concezione umana, attribuendo a Dio i nostri sentimenti e anche le nostre debolezze. Non dobbiamo farci di Dio un’idea secondo quello che siamo noi, senza preoccuparci di quello che Egli è veramente.

Forse direte che è impossibile sapere chi è veramente Dio. Eppure Gesù Cristo sulla terra è stato un uomo, avente in sé stesso tutte le perfezioni di Dio. Durante tutta la sua vita ha rivelato il Dio invisibile.

Se leggete i vangeli che raccontano la sua vita, potrete imparare a conoscere Dio e sarete preservati dal farvi di Lui un’idea errata. I due caratteri essenziali di Dio, manifestati da Gesù, sono l’amore e la verità.

L’amore di Dio perdona il colpevole che si pente e lo introduce in una relazione felice con Lui.

La verità di  Dio non può lasciare nell’ombra nessuno dei peccati dei credenti, ma Cristo ha subito sulla croce il giudizio di questi peccati.

tratto da “il buon seme”


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