Tracce ingannatrici

Le tracce non devono per forza indicare la direzione giusta. Al contrario: possono essere estremamente traditrici, come per esempio quando portano nel nulla, direttamente nelle barriere. Tracce di gomme, ingannatrici come queste (vedi foto), sono quelle lasciate da una collisione fra i piloti Lyn St.James e Scott Harrington nel corso del primo giro della 500 miglia di Indianapolis, USA. Un commissario di corsa segnala il pericolo agli altri piloti, per evitare che seguano quelle tracce traditrici.

Qui ci viene fornita una magnifica immagine di una verità spirituale. Le tracce possono indicarci una via del tutto sbagliata, una via che conduce nel nulla, o possono condurci in una barriera, dove termina il nostro viaggio o gli pone fine con un brutto incidente. Anche se vi sono delle tracce, sono quelle sbagliate.

Quante religioni, filosofie e ideologie hanno lasciato le loro tracce e offrono le loro vie! Ma dove conducono tutte? Forse nel nulla, come nel Nirvana dei Buddisti? Oppure in una catastrofe, come è già avvenuta ripetutamente dei seguaci della setta del «Tempio solare»? Oppure nell’estremismo dei fondamentalisti dell’Islam, che sembrano conoscere soltanto odio e distruzione? Cosa bisogna pensare della via indicata dal Darwinismo, che lascia tutto al caso, senza dare speranza alcuna? Oppure delle vie indicate da varie istituzioni e sette, presso le quali bisogna guadagnarsi la salvazione con le buone opere? Non sono queste forse tutte tracce ingannatrici, che conducono inesorabilmente alla collisione?

La Bibbia dice: «V’è tal via che all’uomo par dritta, ma finisce col portare alla morte» (Prov. 14,12). «…ma la via degli empi li fa smarrire» (Prov. 12,26).

L’Eterno ci ha messo «commissari di corsa», per impedirci di prendere una via sbagliata, ma per indicarci invece quella giusta. Questi «commissari di corsa divini» sono appunto i profeti e gli apostoli biblici, che ci mostrano per incarico di Dio l’unica via giusta – Gesù Cristo. Per esempio, nel Salmo 16,11 la Bibbia dice: «Tu mi mostrerai il sentiero della vita; vi sono gioie a sazietà nella tua presenza; vi sono diletti alla tua destra in eterno».

La via senza pericoli, la via della vita, che conduce con sicurezza alla mèta, si chiama Gesù. Egli, ci porta fuori dal vicolo cieco, nel quale ci siamo finiti per i nostri peccati, e ci preserva dalla catastrofe. Sulla croce del Golgota, Lui stesso ci ha preparato la via che conduce a Dio, morendo per i nostri peccati, per via dei quali noi avremmo meritato invece la morte. Il Signore Gesù stesso testimonia: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me!» (Giov.14,6).

Un recente slogan pubblicitario diceva così: «Arrivare bene è tutto». Questo è giusto anche spiritualmente e in relazione all’eternità. Perciò: scegli la via del Signore Gesù e arriverai sicuramente!

Blaise Pascal (1623-1662), uno scienziato naturalista e filosofo rispose così alla domanda sulla strada della fortuna: «La fortuna non è dentro di noi, e la fortuna non è nemmeno fuori di noi. La fortuna è solo in Dio. E quando abbiamo trovato Lui, la fortuna si trova dappertutto».

Una giovane persona che ha trovato questa via, l’unica che conduce alla vita eterna, ci ha scritto così: «Una volta, quando udivo il Suo nome, non avevo che scherno e disprezzo per Lui. – Poi è passato molto tempo. Cercai la verità, la luce, la felicità e la fortuna e anche il senso della vita – ma ne tornai vuota, insudiciata e disperata.

Poi l’incontrai. Sottovoce, Egli mi chiamò tramite la Parola: ‘Venite a me, voi tutti che siete travagliati ed aggravati, e io vi darò riposo ‘…Io sono venuto perché abbian la vita e l’abbiano ad esuberanza‘ (Matteo 11,28 e Giovanni 10,10). Si, questa è stata la mia esperienza personale, Egli non delude mai! Gesù Cristo, calma il profondo travagliamento del nostro cuore.

Cerchi anche tu una traccia che ti porti garantito alla mèta giusta? Desideri anche tu, come questa giovane persona, la verità e il senso della tua vita? Allora, leggi la Bibbia!

Essa ti mostra Gesù: Egli è la via, la verità e la vita. Chiamalo e pregalo di prenderti per mano e di condurti alla mèta.

Norbert Lieth

Salmo 39,4-5,7: «O Eterno, fammi conoscere la mia fine e qual è la misura dei miei giorni. Fa che io sappia quanto son fragile. Ecco tu hai ridotto i miei giorni alla lunghezza di qualche palmo, e la mia durata è come nulla dinanzi a te; certo, ogni uomo, benché saldo in piedi, non è che vanità. E ora, o Signore, che aspetto? La mia speranza è in te. Liberami da tutte le mie trasgressioni».



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