Disorientamento spirituale

Oggi, alla domanda: “Che cosa è vero?” molti rispondono: “Niente” o “Tutto”. Per loro non c’è più nessuna verità assoluta. Un tempo si ricercava la verità che si sapeva essere unica. Poi ci si è messi a dubitare e, invece di parlare della “verità”, si sono fatte dissertazioni filosofiche sui vari modi di capire e di fare il bene. Oggi, non rimane altro che un gran numero di verità individuali e contraddittorie.

Così tutto diventa relativo. Molti gruppi pubblicano particolari codici di etica per definire le loro regole di comportamento. Sul piano individuale, ciascuno decide la propria morale e sovente l’adatta in funzione di quello che gli fa comodo. È quella che è chiamata “l’etica di situazione”.

Ma se non ci sono più riferimenti fissi, presto la vita non avrà più significato. Perché questa perdita?

Innanzi tutto, perché l’uomo ha voluto prendere il posto di Dio; vuole decidere su tutto e, poiché non riesce più a farlo collettivamente, ognuno decide da solo quello che è bene e quello che è male.

Rimane tuttavia una luce che risplende ancora con un fulgore sempre uguale: quella dell’Evangelo. In mezzo alla notte morale, l’Evangelo proclama che Dio rimane il primo e che sarà l’ultimo. È il Dio dì verità e d’amore. È il Dio vivente, che s’è rivelato, che ha dato il suo Figlio per salvarci. Il ritorno a lui è sempre possibile, è ancora possibile. Occorre dunque ritornare a Dio, pregarlo, ascoltare la sua Parola e credergli. Gesù dice: “Io sono la via; la verità e la vita” (Giovanni 14:6).

“Io, io sono l’Eterno, e fuori di me non c’è salvatore…
Io sono il primo e sono l’ultimo, e fuori di me non c’è Dio”
Isaia 43:11; 44:6
Il Dio che disse: “Splenda la luce fra le tenebre”,
è quello che risplendé nei nostri cuori per
fare brillare la luce della conoscenza
della gloria di Cristo che è l’immagine di Dio.
2 Corinzi 4:6


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