L’umanità in perdizione

È importante sapere quali sono i nostri punti di riferimento. Chi costruisce la propria vita appoggiandosi sulla Bibbia, riconoscendo la sua autorità morale e universale, accettando Gesù Cristo come il solo Salvatore e Maestro, ha un punto di riferimento solido. Solido perché le fondamenta sono sulla roccia, la Parola di Dio.

Essa ha attraversato i secoli e le diverse evoluzioni sociali senza mai essere colta in fallo. Rendetevene conto anche voi.
A cosa assomiglia la storia dell’umanità? Alla tragedia di una creatura che non ha voluto fare affidamento sul suo Creatore e ascoltarlo.

Oggi, come pure in passato, la Bibbia non è presa sul serio, e l’essere umano è più infelice che mai. Più egli cerca di liberarsi da quello che considera il giogo dei valori giudaico-cristiani, più affonda nei suoi problemi e nelle sue contraddizioni. I drammi continui che lo tormentano non rivelano altro che il dramma della sua storia.

Ma ancora oggi, Dio ci invita a ritornare a lui. Per questo non basta obbedire alla Bibbia come a un codice morale. No, non è la religione che porta a Dio! Cominciamo dall’inizio: è solo attraverso la croce di Gesù Cristo che noi verremo a Dio, che è sempre pronto ad accogliere a braccia aperte chi riconosce di essere un peccatore colpevole. E allora, conoscendo la sua grazia, gli daremo fiducia per appropriarci delle promesse della sua parola e per ubbidirgli.

Il nostro Dio è amore; ricevere il suo messaggio equivale a scoprire il segreto della felicità.

(Gesù disse:) “Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica sarà paragonato a un uomo avveduto che ha costruito la sua casa sopra la roccia. La pioggia è caduta, sono venuti i torrenti, i venti hanno soffiato e hanno investito quella casa; ma essa non è caduta, perché era fondata sulla roccia”.
Matteo 7:24-25

tratto da “il Buon seme”



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