Dio, il grande dimenticato

Durante la consegna di un premio, il celebre scrittore russo Aleksandr Solzenicyn, pronunciò queste parole: “Ho consacrato circa 50 anni della mia vita allo studio. Ho letto centinaia di libri, ho raccolto centinaia di testimonianze personali e ho pubblicato otto opere. Se oggi dovessi riassumere più brevemente possibile la causa profonda del nostro problema, saprei dare solo una spiegazione: l’uomo ha dimenticato Dio ( … ). E se mi si chiedesse qual è la più grande minaccia, ancora una volta potrei dire solo: l’uomo ha dimenticato Dio”.

I giornalisti presenti, probabilmente in maggioranza increduli, non diedero molto risalto a questi appelli a ritornare a Dio.

Eppure l’analisi dello scrittore è esatta. La Bibbia presenta la storia dell’umanità che ha voluto vivere senza Dio come un dramma che si rinnova costantemente.

I progressi che l’uomo pretende di fare non fanno altro che mostrare in maniera ancora più evidente i suoi limiti e il baratro che lo separa dalla felicità. Infatti questi progressi spesso giovano soltanto a coloro che sono già favoriti, e senza colmare il vuoto del loro cuore.

La constatazione di Solzenicyn ci ricorda che, da sempre, Dio ci invita con amore a tornare a lui. Davanti al nostro grande Creatore, riconosciamo che non ci siamo curati di lui; domandiamogli perdono nel nome di Gesù Cristo, e diamogli nella nostra vita il posto che gli spetta di diritto.

“Venite, torniamo all’Eterno.”
Osea 6:1

Torna all’Eterno, al tuo Dio, poiché tu sei caduto per la tua iniquità.
Preparatevi delle parole e tornate all’Eterno! Ditegli: “Perdona
tutta l’iniquità”.
Osea 14:1-2

tratto da “il buon seme”



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