La depressione

Analisi della malattia alla luce della Parola di Dio.

La depressione è un disturbo diffuso tra la popolazione e molto conosciuto.

Sembra, infatti, che ne soffra dal 10% al 15% della popolazione, con una diffusione maggiore tra le donne.
Generalmente chi ne soffre si mostra con umore depresso, una tristezza quasi quotidiana e tende a non riuscire più a provare lo stesso piacere nelle attività che provava prima.

Le persone che soffrono di depressione, si sentono sempre giù, l’umore ed i pensieri sono sempre negativi, fino a sfiorare e, nel peggiore dei casi, tentare il suicidio.
Sembra che presentino un vero e proprio dolore di vivere, che li porta non riuscire a godersi più nulla, a non avere nessuna voglia di affrontare le giornate.

Oltre a questi sintomi primari, normalmente succede che le persone che soffrono di questo disturbo ne presentino, altri fisici, quali:

1. un appetito aumentato o diminuito;
2. un aumento o una diminuzione del sonno;
3. spesso un marcato rallentamento motorio o, al contrario, una marcata agitazione;
4. una marcata affaticabilità;
5. una ridotta capacità di concentrarsi;
6. una tendenza molto forte ad incolparsi, a svalutarsi;
7. pensare al suicidio.

Chi soffre di depressione può soffrirne in modo ACUTO (cioè presenta delle fasi di depressione molto forti ed improvvise, che magari tendono a scomparire da sole o con una terapia) oppure soffrirne costantemente, anche se in forma leggera, con alcuni improvvisi momenti di peggioramento; solitamente questa malattia si suddivide in tre livelli: lieve, medio e grave.


Come già detto la depressione è un male che colpisce tutti, in qualsiasi fascia di età, di qualsiasi sesso o ceto sociale; le cause scatenatati possono essere tante: una delusione, una spiccata timidezza, un’insicurezza, un trauma subito, una violenza o un torto passato, qualcosa in cui non siamo riusciti come avremmo voluto.
Purtroppo i Cristiani non sono esenti da questa forma di malattia, ne quelli attuali ne lo sono stati i grandi uomini di Dio.

Un esempio fu il profeta Elia, come racconta la sua storia (in I Re) egli fu un grande uomo di Dio:

  1. si presentò davanti il re Acab al quale disse : «Com’è vero che vive il SIGNORE, Dio d’Israele, che io servo, non ci sarà né rugiada né pioggia in questi anni, se non alla mia parola»(I Re 17:1).
  2. sfidò i 450 profeti di ball con grande successo, non venne abbandonato dal Signore degli eserciti (1 Re 18:20-40)
Eppure nonostante Elia vide con grande evidenza l’opera del Signore, fu preso da paura quando la moglie del re Acab, Izebel, giurò di ucciderlo e fuggì nel deserto (1 Re 19:1).

Elia cadde in una profonda depressione, dettata dalla paura per le parole di Izebel, non ebbe fiducia in Dio.
Eppure sappiamo che Dio non ci abbandona; nel salmo 145 al versetto 14 leggiamo: Il SIGNORE sostiene tutti quelli che cadono e rialza tutti quelli che sono curvi (depressi), queste parole ci rincuorano facendoci capire che Dio non ci abbandona che la nostra forza possiamo trovarla, anzi la troviamo in Lui.

La depressione però non è soltanto una malattia che colpisce la mente e il corpo ma possiamo anche parlare di una depressione spirituale; essa può essere causata dai nostri peccati, da un nostro vizio, una nostra debolezza, di cui non abbiamo chiesto perdono a Dio, di cui non ci siamo pentiti.

Perché la depressione, causata dal peccato, svanisca e per essere guariti è necessario confessare il peccato, abbandonarlo non persistendo più nell’errore.

Il salmo 32:2-5, scritto da Davide, dice : 1Beato l’uomo a cui la trasgressione è perdonata,
e il cui peccato è coperto!
Beato l’uomo a cui il SIGNORE non imputa l’iniquità
e nel cui spirito non c’è inganno!
Finché ho taciuto, le mie ossa si consumavano,
tra i lamenti che facevo tutto il giorno.
Poiché giorno e notte la tua mano si appesantiva su di me,
il mio vigore inaridiva come per arsura d’estate. [Pausa]
Davanti a te ho ammesso il mio peccato,
non ho taciuto la mia iniquità.
Ho detto: «Confesserò le mie trasgressioni al SIGNORE»,
e tu hai perdonato l’iniquità del mio peccato.

Davide era un uomo di Dio e come sappiamo dalla sua storia egli commise due peccati: l’omicidio e l’adulterio. Questi suoi peccati lo opprimevano, come leggiamo nel Salmo e solo la richiesta di perdono al Signore lo ripulì e gli ridiede la gioia.
Dio soccorre, ha a cuore la nostra condizione, non ci vuole depressi, ma ci vuole gioiosi e attivi per collaborare nella Sua opera.

Un altro uomo di Dio venne colpito dalla depressione: Giona. Egli dopo aver annunciato la distruzione di Ninive si adirò perché Dio non abbatté la Sua ira contro la città ma la lasciò vivere a motivo della redenzione del popolo dei niniviti.

Questo fece adirare Giona che cadde in una profonda depressione; anche qui vediamo la mano potente di Dio che non abbandona il profeta ma gli sta accanto dicendo:«Fai bene a irritarti così?» (Gi 4:4), ma Giona non comprende le parole del Signore è adirato, ma Dio che non abbandona i Suoi figli, nell’arsura del deserto, fa crescere accanto il profeta che dorme un ricino che possa offrigli riposo e frescura.

L’insegnamento di Dio è sempre qualcosa di meraviglioso, infatti, il giorno dopo, il Signore manda un verme che rosicchia il ricino facendolo seccare ed un vento che lo estirpa; questo fa adirare ancora di più Giona: Dio disse a Giona: «Fai bene a irritarti così a causa del ricino?» Egli rispose: «Sì, faccio bene a irritarmi così, fino a desiderare la morte». Il SIGNORE disse: «Tu hai pietà del ricino per il quale non ti sei affaticato, che tu non hai fatto crescere, che è nato in una notte e in una notte è perito; e io non avrei pietà di Ninive, la gran città, nella quale si trovano più di centoventimila persone che non sanno distinguere la loro destra dalla loro sinistra, e tanta quantità di bestiame?» (Gi 4:9-11).

La parola non ci dice se Giona guari dalla depressione, ma mostra uno degli aspetti fondamentali per la guarigione: l’accettazione della Parola di Dio. Solo se accettiamo la Sua parola potremo essere guariti, uscendo dal tunnel della depressione.

Oltre all’accettazione ci sono altre cure:
alcune sono mediche come le visite da un medico o i farmaci, ma quelle essenziali provengono dal Signore:

  1. La comunione con Dio
  2. La preghiera
  3. La comunione fraterna
  4. la lettura della Bibbia
ma soprattutto dobbiamo ricordare e rimanere nell’assoluta certezza che possiamo liberamente accedere al “Trono della Grazia” in maniera diretta, possiamo parlare con Dio attraverso Gesù e possiamo pregare portando a Lui i nostri pesi, le nostre afflizioni affinché guarisca e porti la pace ad ognuno di noi.

La nostra forza e la nostra guarigione vengono solo da Dio e nella fiducia che riponiamo in Lui e nella Sua potenza.
Che Dio ci benedica.

n.b Studio del fratello Davide Casà


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