Ritornare a Lui

padre“Io mi alzerò e andrò da mio padre, e gli dirò: padre, ho peccato contro il cielo e contro di te: non sono più degno di essere chiamato tuo figlio; trattami come uno dei tuoi servi”. Egli dunque si alzò e tornò da suo padre; ma mentre egli era ancora lontano, suo padre lo vide e ne ebbe compassione: corse, gli si gettò al collo, lo baciò e ribaciò”.
Luca 15:18-20
Gesù racconta di un ragazzo che abbandona la famiglia per andarsene in un paese lontano, alla ricerca di avventure e nuove sensazioni, per “vivere la sua vita”. Ma non trova altro che delusione e solitudine. Più si allontana dalla casa di suo padre, più scende nell’abisso della disperazione. Il suo viaggio non lo porta verso “il paese nel quale scorre il latte e il miele” (Esodo 3:17); anzi, trova lavoro in un allevamento di maiali.
Questa parabola ci ricorda che l’uomo è fatto per la Casa del Padre (Dio), e che ogni fuga in altra direzione non porta altro che delusione e rimpianto. La parabola ci insegna che egli rientra in sè stesso solo quando decide di tornare a casa. E là trova un padre amoroso che lo aspetta, con le braccia aperte, e con il cuore pieno di un’immensa gioia. Quando l’anima trova la sua vera dimora, c’è sempre gioia.
L’uomo ribelle si smarrisce nelle terre lontane del materialismo, delle deviazioni sessuali, dell’ingiustizia… Il suo viaggio provoca degrado morale e carestia spirituale. Ma non è mai troppo tardi per tornare a Dio.
(da uno scritto di Martin Luther King)

Forse tu lettore ti riconoscerai in questo “figlio prodigo”. Se è così, torna a Dio. Riconosci i tuoi errori, la tua condizione di peccatore.
E’ un Padre amoroso che può perdonarti mediante Gesù Cristo. Questo ritorno sarà il punto di partenza di una nuova vita, quella vera, quella che porta la pace, la sicurezza e una gioia duratura.
Che il Signore di benedica.
tratto da “il buon seme”



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