L’umiltà precede la gloria

“Gesù… trovato esteriormente come un uomo, umiliò sé stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce. Perciò Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra, e sotto terra, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre.”
Filippesi 2:8-11

“Chi si abbassa sarà innalzato” (Luca 14:11). E’ Gesù che ha pronunciato questa verità e l’ha perfettamente vissuta. Dall’eternità era Dio (Giovanni 1:1), ma “non considerò l’essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente “(Filippesi 2:6).

Non ha voluto tenere per sé stesso la posizione gloriosa che Gli spettava, ma è andato incontro alla povertà, alla sofferenza ed alla morte. Facendosi simile alla sua creatura, Lui, il Creatore ha annientato sé stesso; ha velato la Sua gloria divina prendendo la forma di un uomo, e noi uomini lo abbiamo maltrattato come fosse uno schiavo.

Egli è stato ubbidiente fino alla morte, accettando di compiere in questo modo la volontà  del Padre che voleva salvarci. Gesù ha così sofferto la morte della croce, una morte ignominosa e crudele, riservata ai malfattori.

Avrebbe potuto abbassarsi più di così? E’ per questo che Dio lo ha sovranamente innalzato, rispondendo all’umiliazione estrema con l’esaltazione più elevata.
Dio ha risuscitato e fatto sedere alla sua destra Colui che gli uomini hanno rifiutato, dandogli un nome che è al di sopra di ogni nome.

Il Signore Gesù, come uomo glorificato, occupa una posizione di autorità assoluta (Efesini 1:21).
Nella nostra epoca, in cui Gesù viene ancora rifiutato, ed in attesa del giorno in cui ogni essere vivente dovrà riconoscere che Lui è il Signore alla gloria di Dio Padre, è una grande gioia per i credenti renderGli  lode e onore.

tratto da “il buon seme”



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