La rivedrò in cielo?

Il medico sta andando a fare una visita in casa di un commerciante della città, il cui unico figlio è sul punto di morte a causa di una malattia incurabile. Egli entra nella camera silenziosa in cui i genitori assistono, con muta angoscia, agli ultimi istanti di vita del figlio. Dopo un istante, il morente apre gli occhi e, con un bel sorriso che illumina i suoi lineamenti, tende la sua mano dimagrita al dottore dicendo: “Arrivederci, dottore, la rivedrò in cielo?”

La domanda del malato colpisce il medico come una freccia. Per la prima volta nella sua vita, egli capisce che essere cristiani non è un vago ideale, ma una certezza incrollabile. Resta in piedi, osservando in silenzio il viso tranquillo del morente illuminato da un sorriso che egli non ha mai visto. Dopo un debole mormorio, il ragazzo raggiunge il suo Salvatore. Nel corso delle settimane seguenti, nello spirito del medico, si svolge un terribile combattimento, e la visione di quel ragazzo così sereno lo convince che si può realmente possedere Gesù come Salvatore.

La pace di quel viso che ha colpito il medico, non fa forse invidia a molti? Davanti alla morte, non ci sono più false apparenze; è solo la realtà che conta. La fede in Dio, se non fosse altro che un atteggiamento psicologico, non resisterebbe nel momento difficile della morte. Quanti atei sono morti in una spaventosa angoscia!

Ma Gesù Cristo non vuole soltanto accompagnarci nel momento del passaggio verso la morte, vuole essere la nostra guida per tutta la vita.


“E’ vero che io vivo, dice Dio, il Signore”
Ezechiele 33:11

(L’apostolo Paolo scriveva :)
”Io so in chi ho creduto, e sono convinto che egli ha il potere di custodire il
mio deposito (cioè ciò che gli ho affidato) fino a quel giorno”
2 Timoteo 1:12

tratto da il buon seme


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