La chiesa di Tiatiri

«All’angelo della chiesa di Tiatiri scrivi: Queste cose dice il Figlio di Dio, che ha gli occhi come fiamma di fuoco, e i piedi simili a bronzo incandescente: Io conosco le tue opere, il tuo amore, la tua fede, il tuo servizio, la tua costanza; so che le tue ultime opere sono più numerose delle prime. Ma ho questo contro di te: che tu tolleri Iezabel, quella donna che si dice profetessa e insegna e induce i miei servi a commettere fornicazione, e a mangiare carni sacrificate agli idoli. Le ho dato tempo perché si ravvedesse, ma lei non vuol ravvedersi della sua fornicazione. Ecco, io la getto sopra un letto di dolore, e metto in una grande tribolazione coloro che commettono adulterio con lei, se non si ravvedono delle opere che ella compie. Metterò anche a morte i suoi figli; e tutte le chiese conosceranno che io sono colui che scruta le reni e i cuori, e darò a ciascuno di voi secondo le sue opere. Ma agli altri di voi, in Tiatiri, che non professate tale dottrina e non avete conosciuto le profondità di Satana (come le chiamano loro), io dico: Non vi impongo altro peso. Soltanto, quello che avete, tenetelo fermamente finché io venga. A chi vince e persevera nelle mie opere sino alla fine, darò potere sulle nazioni, ed egli le reggerà con una verga di ferro e le frantumerà come vasi d’argilla, come anch’io ho ricevuto potere dal Padre mio; e gli darò la stella del mattino. Chi ha orecchi ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese».
Apocalisse 2:18-29

Alla chiesa di Tiatiri, Gesù si presenta come il Figlio di Dio, il cui sguardo penetra e discerne tutto. Vede quello che è buono in quella chiesa e dice: le tue opere, il tuo amore, la tua fede, il tuo servizio, la tua costanza” e “le tue ultime opere che sono più numerose delle prime”.

Cristiani, il nostro impegno per il Signore è oggi più forte che all’inizio della nostra vita cristiana? Chiediamo al Signore di rinnovare il nostro amore per lui, perché possiamo essere animati da una vera freschezza.

Ma il Signore Gesù vede anche ciò che andava male in quella chiesa: “Tu tolleri Izebel, quella donna che si dice profetessa e insegna e induce i miei servi a commettere fornicazione”. Izebel era stata, anticamente, la moglie di Acab, un re di Israele (1 Re 16). Era una donna malvagia, e il suo nome è il simbolo di quelli che pretendono di parlare da parte di Dio (dice di essere profetessa) ma distolgono dal Signore gli sguardi e la fede dei cristiani.Il suo messaggio fuorviante li orienta verso oggetti di venerazione, di adorazione, che la Parola di Dio chiama “idoli”; tutto ciò che può prendere il posto di Dio nel nostro cuore è un idolo.

E noi, in nome della larghezza di vedute o per spirito settario, attaccato alle tradizioni umane, dovremmo forse accettare un insegnamento estraneo o addirittura opposto alla Bibbia?

Quale ricompensa promette Gesù a chi rimane saldo nella fede? Una parte con lui nel governo del suo regno futuro e, fin d’ora, la gioia della speranza. Anzitutto, la speranza del suo ritorno.


tratto da “il buon seme”


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