Il rapimento dei credenti

Conoscete degli uomini che abbiano lasciato questo mondo senza passare attraverso la morte? Uno è il patriarca Enoc, l’altro il profeta Elia, che è salito al cielo in un carro di fuoco.

Il primo si distingue nella lista dei discendenti di  Adamo (Genesi cap.5), lista puneggiata dalla frase: “poi morì… poi morì“, perché di lui, settimo discendente, è scritto: “Camminò con Dio trecento anni… poi scomparve perché Dio lo prese” (Genesi 5:22, 24). Perché quest’eccezione? Per mostrarci che Dio ricompensa la fede, e perché il rapimento di Enoc annuncia in anticipo, come una profezia, quello dei credenti.


Come Enoc è stato preservato dal diluvio, così i credenti saranno rapiti prima delle terribili sciagure che avverranno sulla terra. Come i cristiani di Tessalonica, anche noi aspettiamo dal cielo Gesù, il Figlio di Dio (1 Tessalonicesi 1:10).

Ci avviciniamo al momento in cui, in un batter d’occhio, tutti i credenti insieme andranno ad incontrare il Signore, come strappati dalla terra da una potente calamita. I primi ad essere tolti via dalla terra saranno coloro che si sono “addormentati in Cristo”, i quali resusciteranno con dei corpi nuovi; poi sarà la volta dei credenti ancora viventi, i cui corpi verranno trasformati, adatti al cielo, resi gloriosi come quello del Signore dopo la sua resurrezione.


Attendere questo evento improvviso e meraviglioso comporta la necessità di prepararsi credendo in Lui, e renderne testimonianza: il Signore viene!

Siamo pronti al grande incontro? Abbiamo, per la fede, il perdono di Dio? Abbiamo fatto ordine nella nostra vita?

“Ecco io vi annunzio un mistero: non tutti, certo, moriremo, ma tutti saremo trasformati, in un istante, in un batter d’occhio… i morti risorgeranno incorrotti e noi saremo trasformati.”

1 Corinzi 15:51-52

tratto da “il buon seme”


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