I sette aspetti della pienezza dello Spirito Santo

I sette aspetti della pienezza dello Spirito Santo

Come la luce bianca del sole si spande in uno spettro di sette colori, così lo Spirito Santo, quando ci riempie, si manifesta attraverso sette manifestazioni simultanee nella nostra vita, con una ricchezza di variazioni così grande, come quella che troviamo in natura. Lo Spirito Santo non vuole essere ridotto ad una «formula»: Egli è Dio.

Egli testimonia — Prima di ogni cosa, «lo Spirito stesso attesta insieme al nostro spirito, che siamo figli di Dio» (Romani 8:16); «Chi crede nel Figliuolo di Dio ha quella testimonianza in sé» (1 Giovanni 5:10). Su questo si basa la nostra certezza, ma a sua volta, la testimonianza dello Spirito è basata sulla Parola di Dio, ch’Egli ha creato per questo preciso scopo. Lo Spirito, la Parola ed il Figlio di Dio non possono essere dissociati.
In secondo luogo, lo Spirito testimonia di Cristo per mezzo nostro: “Ma quando sarà venuto il Consolatore che io vi manderò da parte del Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli testimonierà di me; e anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio.” (Giovanni 15:26-27), come se autenticasse la nostra testimonianza con divina autorità, che gli uomini sanno riconoscere.

Produce in noi il frutto dello Spirito“Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo”. (Galati 5:22). Il frutto dello Spirito è il carattere di Gesù, sintetizzato in queste nove parole: amore, allegrezza, pace, pazienza, mitezza, bontà, fedeltà, dolcezza, moderazione. Tutte queste qualità riassumono gli aspetti dell’amore. Un uomo che non è ripieno dell’amore di Gesù, non lo è neppure dello Spirito, qualsiasi siano le sue pretese. Quando siamo ripieni dello Spirito, amiamo Dio con tutto il nostro cuore: “Gesù gli disse: «Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente (Mt22:37); il nostro prossimo come noi stessi: “Il secondo, simile a questo, è: Ama il tuo prossimo come te stesso (Mt 22:39) ed il nostro fratello con lo stesso amore che Cristo ha avuto per noi: “Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi” (Giovanni 15:12).

Crea la comunione“La grazia del Signore Gesù Cristo e l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi” (2 Corinzi 13:13). La parola greca originaria significa «partecipazione». Riempiendoci, lo Spirito crea una comunione intensa tra Dio e noi: partecipiamo ad ogni cosa di Dio, la condividiamo con Lui: “Ma se camminiamo nella luce, com’egli è nella luce, abbiamo comunione l’uno con l’altro, e il sangue di Gesù, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato” (1 Giovanni 1:7).
Egli mi appartiene, ed io Gli appartengo: abbiamo in comune tutto ciò che rappresenta Cristo. In seguito Egli crea una comunione profonda tra me e i miei fratelli: “quel che abbiamo visto e udito, noi lo annunziamo anche a voi, perché voi pure siate in comunione con noi; e la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo”(1 Giovanni 1:3); condividiamo insieme la vita di Cristo, come in Atti 4:32. Egli non divide mai i figli di Dio.

Intercede — Egli prega per noi «con sospiri ineffabili»: “Allo stesso modo ancora, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché non sappiamo pregare come si conviene; ma lo Spirito intercede egli stesso per noi con sospiri ineffabili; e colui che esamina i cuori sa quale sia il desiderio dello Spirito, perché egli intercede per i santi secondo il volere di Dio” (Romani 8:26-27); è il nostro secondo Avvocato: “e io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro consolatore, perché stia con voi per sempre” (Giovanni 14:16), (Il termine greco «Paracleto» di Giovanni 14:16, piuttosto che «Consolatore», sarebbe meglio tradotto con «Avvocato», cosi come avviene in I Giovanni 2:1, dove è appunto usato l’identico vocabolo). Inoltre lo Spirito ispira la nostra preghiera: “Ma voi, carissimi, edificando voi stessi nella vostra santissima fede, pregando mediante lo Spirito Santo” (Giuda 20) la «pienezza» si esprime in un’intensa vita di preghiera.

Ci insegna (I Giovanni 2:20, 27; Giovanni 16:13-15) — Lo scopo di tutto il Suo insegnamento è di rivelare il Signore Gesù Cristo e, attraverso Lui, il Padre.
Per farlo, si serve soprattutto della Parola di Dio: la Bibbia diviene per noi un libro luminoso.

Ci guida (Romani 8:14) — Come Israele fu condotto nel deserto per mezzo della nuvola della presenza di Dio, cosi noi, quando siamo ripieni dello Spirito, diventiamo sensibili alle Sue direttive. Per guidarci, Egli si serve di tre mezzi:

  • Le Scritture: Se nella Bibbia Dio ci dice chiaramente una determinata cosa, non dobbiamo compiere ulteriori ricerche al riguardo.
  • Le circostanze: Per i dettagli, Dio si serve spesso delle circostanze al fine di precisare la Sua volontà in una situazione particolare.
  • La Sua voce nella nostra coscienza: Una convinzione interiore.

In Atti 10, vediamo che Dio si è servito di questi tre mezzi per dirigere Pietro verso la casa di Cornelio. Quale benedizione ne risultò per il mondo!

Ci qualifica con i doni per il servizio di Dio. Lo Spirito Santo vuole soprattutto far conoscere Cristo al mondo intero. In vista di questo Egli agisce si da rivelare Ciesù attraverso noi. Solo Lui sa qual è, per ciascuno di noi, la miglior maniera per servirlo. Dio non fabbrica gli uomini in serie!  Tu sei un’anima unica, creata da Lui e per Lui, ha un tesoro di grazia particolare da confidarti e solo Lui può comunicartelo.
Nessuno di noi può servire Dio con i propri mezzi. La «carne» non può fare la volontà di Dio, piuttosto, può rovinare ogni cosa. Lo stesso Mosè dovette trascorrere quarant’anni di umiliazione nel deserto per comprendere questa verità. Ma quali risultati ottenne quando, con un solo bastone in mano e con la Parola di Dio nel cuore, ritornò dal suo incontro di Dio per affrontare il dittatore del mondo di allora! Chiedi dunque a Dio di qualificarti per il Suo servizio.



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