Gesù: il perfetto servitore

lavanda_piedi“Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo, si alzò da tavola, depose le sue vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse.  Poi mise dell’acqua in una bacinella, e cominciò a lavare i piedi ai discepoli, e ad asciugarli con l’asciugatoio del quale era cinto. Si avvicinò dunque a Simon Pietro, il quale gli disse: «Tu, Signore, lavare i piedi a me?» Gesù gli rispose: «Tu non sai ora quello che io faccio, ma lo capirai dopo».  Pietro gli disse: «Non mi laverai mai i piedi!» Gesù gli rispose: «Se non ti lavo, non hai parte alcuna con me».  E Simon Pietro: «Signore, non soltanto i piedi, ma anche le mani e il capo!» Perché sapeva chi era colui che lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete netti».
Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio se ne tornava, Gesù gli disse: «Chi è lavato tutto, non ha bisogno che di aver lavati i piedi; è purificato tutto quanto; e voi siete purificati, ma non tutti».

Quando dunque ebbe loro lavato i piedi ed ebbe ripreso le sue vesti, si mise di nuovo a tavola, e disse loro: «Capite quello che vi ho fatto? Voi mi chiamate Maestro e Signore; e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, che sono il Signore e il Maestro, vi ho lavato i piedi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Infatti vi ho dato un esempio, affinché anche voi facciate come vi ho fatto io. In verità, in verità vi dico che il servo non è maggiore del suo signore, né il messaggero è maggiore di colui che lo ha mandato. Se sapete queste cose, siete beati se le fate”.
Giovanni 3:2-17

Era tutto pronto per l’ultimo pasto che Gesù avrebbe consumato insieme ai suoi discepoli; c’era anche la bacinella e l’acqua per il lavaggio dei piedi dei commensali, come era consuetudine a quell’epoca.

Ma prima di iniziare la cena, il Signore volle mostrare loro quale sia la vera grandezza del suo regno. “Sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio se ne tornava” (v.3), si alzò da tavola, si cinse di un asciugamano e iniziò a lavare i piedi ai suoi discepoli.

Che strana scena! Colui che con un solo gesto poteva chiamare al suo servizio milioni di angeli, colui che poteva con dolcezza designare uno dei suoi per compiere quel servizio, si mette al posto del servitore.

Con il suo gesto il Signore non rimprovera nulla ai suoi discepoli, ma vuole insegnare loro una grande lezione di umiltà; in più, lavando loro i piedi, simbolicamente li purifica e li prepara a comprendere meglio l’amore e i pensieri del Padre (Giovanni 14 a 17).

Amici credenti, se desideriamo aiutare gli altri dobbiamo essere sempre pronti a servirli, umilmente, con amore, senza cercare di metterci in evidenza, ma aiutandoli a vivere con purezza.
Una vita di devozione e al servizio degli altri si può imparare solo restando in comunione con il Signore Gesù; sarà così che il suo amore ci darà la forza per perseverare nel servizio.

Più prendiamo coscienza di quanto Egli ci ama, più saremo umili e disposti a servire coloro che ci stanno intorno seguendo semplicemente il Suo esempio.

tratto da “il buon seme”


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