Dare la propria vita?

Morire volontariamente per trascianare con sé nella morte delle persone innocenti è un crimine atroce. L’uomo non deve disporre né della sua vita né di quella deglia altri. Essa appartiene a Dio. Lui solo la dà e la riprende.

Un comportamento simile è agli antipodi dell’evangelo.

Dio, dall’alto della gloria, ha visto lo stato di perdizione in cui erano caduti gli uomini. Niente lo con costringeva ad occuparsi di loro tranne il fatto che la sua santità e la sua giustizia esigevano un giusto giudizio. Ma dio è amore. Invece di condannare ha voluto salvare. Ha tanto amato gli uomini da mandare il proprio Figlio nel mondo per espiare i peccati di tutti quelli che avrebbero creduto in lui. Gesù, entrando nel mondo ha detto: “Ecco… vengo per fare, o Dio la tua volontà” (Ebrei 10:7).

Questa volontà aveva un doppio aspetto: il Dio Salvatore voleva salvare dei peccatori e la giustizia di Dio esigeva un sacrificio.

Cristo ha offerto se stesso per essere quel sacrificio. Lui, che era senza peccato, ha preso sul suo conto i peccati di tutti quelli che credono e li ha confessati come suoi.  Ha così conosciuto l’ira di Dio e, con questa offerta di se stesso, ci ha liberati dall’ira che noi meritavamo.

Ha salvato quelli che erano perduti, ha dato la vita a quelli che meritavano la morte. Non solo li ha “liberati dal potere delle tenebre”, ma li ha anche trasportati nel regno del suo amato Figlio” (Colossesi 1:12-13). Fin da oggi il credente conosce una stretta e indistruttibile relazione con il Figlio di Dio che l’ha amtoe ha dato se stesso per lui (Galati 2:20).

“Cristo…. offrì se stesso puro di ogni colpa a Dio”
Ebrei 9:14
Cristo… dopo essere stato offerto una volta sola per portare i peccati di molti, apparirà una seconda volta, senza peccato, a coloro che lo aspettano per la loro salvezza.”
Ebrei 9:28


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