Consolazioni e Consolatore

“Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore… Quando sarò andato e vi avrò preparato un luogo, tornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io, siate anche voi”.
Giovanni 14.2-3

Il capitolo 14 del Vangelo di Giovanni è quello delle consolazioni. Prima di lasciare i suoi discepoli, Gesù ha voluto dare, non solo a loro ma anche a noi, una sorgente inesauribile di risorse valide fino al momento del suo ritorno.

In primo luogo Egli ci mostra che il nostro futuro è la gloria, la Casa del Padre. Il Signore ritornerà a prenderci per averci presso di sé; il suo amore per quelli che ha salvato lo esige;
Poi ricorda la nostra relazione col Padre: siamo figli di Dio, cosa che ci permette di rivolgerci a Lui liberamente mediante la preghiera, presentandogli le nostre richieste nel nome del suo Figlio Gesù (v. 13-14).

Un’altra promessa del Signore ai suoi è la presenza di una persona divina che, durante il tempo della sua assenza, prenderà in mano i loro interessi: lo Spirito Santo, che sarà non soltanto con loro, ma in loro. Egli è definito il Consolatore; avere Lui è più che avere le consolazioni; è la certezza che queste non mancheranno mai.

Noi abbiamo anche la Parola del nostro Dio, la Bibbia. Lo Spirito Santo ci condurrà nella lettura di essa e ce ne darà il senso profondo, rivelandoci le diverse glorie della persona di Cristo.

Infine, il Signore, ci comunica la sua pace (v. 27). “Fatevi coraggio“, dirà loro al termine del discorso (Giov. 16:33). Il mondo nel quale stava per lasciarli era un mondo ostile, ma Lui aveva vinto.

tratto da “il buon seme”



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