Come un funambolo

La vita del cristiano «nato di nuovo» somiglia ad un cammino sulla fune. Un figlio di Dio non dovrebbe pendere né a destra né a sinistra, ma piuttosto stare attento all’equilibrio. L’autore ha a cuore di parlare ai lettori di questo importante obiettivo, così fondamentale per la vita nella fede.
di Samuel Rindlisbacher
tratto da “Chiamata di Mezzanotte”
n°9/2006

Il 28 maggio 2006 è stato riportato che:1 «Il tentativo di stabilire un nuovo record del mondo è fallito a Sàntis». Dopo un cammino di 600 metri sul cavo portante della teleferica del Santis, il funambolo Freddy Nock ha dovuto, sabato sera, rinunciare al suo tentativo di stabilire un nuovo record. Per delle ragioni non ancora ben chiare, il bilanciere è sfuggito al funambolo, al punto che egli non ha più potuto proseguire nella sua impresa. Nock ha potuto aggrapparsi al cavo d’acciaio e salire sulla teleferica che lo seguiva nel percorso. Freddy Nock, originario di Mullheim nel cantone della Turgovia (Svizzera), aveva appena percorso 600 metri sul cavo della teleferica che sale sul monte Santis».

La vostra vita cristiana non sembra a volte qualcosa di simile alla corsa sulla fune? Sotto di voi, l’abisso. Davanti a voi, un percorso incerto. Come un funambolo vi dirigete verso la sommità della montagna, andando verso l’incontro col Signore, avanzando passo dopo passo e sforzandovi di non perdere l’equilibrio.

Anche per il cristiano è importante trovare l’equilibrio tra la destra (il legalismo) e la sinistra (l’amore per il     mondo). Visti separatamente, i due aspetti non sono sufficienti, ovvero, se visti da soli. E’ solo nella misura in cui riuscirete a trovare l’equilibrio tra le due parti che lai gloria di Gesù potrà riflettersi in voi: «E noi tutti, a viso scoperto, contemplando come in uno specchio la gloria del Su gnore, siamo trasformati nella sua stessa immagine, di gloria in gloria, secondo l’azione del Signore, che è lo Spirito» (2 Corinzi 3:18). Viene detto anche in 2 Corinzi 2:15: «Noi siamo infatti davanti a Dio il profumo di Cristo fra quelli che sono sulla via della salvezza e fra quelli che sono sulla via della perdizione». Questa gloria non potrà essere raggiunta né per mezzo del legalismo né frequentando il mondo di peccato, ma prendendo a cuore questo consiglio: «Quelli che lo guardano sono illuminati, nei loro volti non c’è delusione» (Salma 34:5). Siete voi raggianti per Gesù?


Sia che viviate schiacciati dal legalismo sia che siate attirati dal peccato, la gloria sparirà dalla vostra vita! Il funambolo ha dovuto porre fine al suo tentativo di stabilire un nuovo record, perché bilanciere gli era sfuggito di mano. Allo stesso modo, vi sarà impossibile avanzare nella vita spirituale, se non mirate a mantenere un equilibrio tra il legalismo e l’amore per il mondo.
Il legalismo

Il legalismo, ovvero la convinzione di dover fare delle buone opere per ottenere la salvezza, è profondamente ancorata nel cuore dell’uomo. Questo atteggiamento era presente già nella chiesa primitiva, come leggiamo negli Atti degli Apostoli. Quando il carceriere di Filippi ha aperto il suo cuore al Vangelo, egli chiese innanzitutto: «Signori, che debbo fare per essere salvato?» (Atti 16:30). Questo bisogno, questa necessità di voler fare qualcosa è assolutamente umano e comprensibile, ed è qualcosa che ritroviamo più o meno in tutte le religioni e filosofìe. Il buddismo dice: «Fai il vuoto dentro di te, e allora entrerai nella pace eterna». L’islam insegna: «Segui le leggi del Profeta, e Allah ti sarà di aiuto». E la Chiesa Cattolica romana dichiara: «Ricevi i sacramenti e fai del bene, e allora tu entrerai nel Regno dei Cieli».

A noi esseri umani risulta difficile accettare qualcosa gratuitamente, senza dover dare niente in cambio nel momento in cui riceviamo un dono. Ci sentiamo subito in dovere di dover contraccambiare in egual modo. Un missionario raccontò una volta che allo scopo di sensibilizzare i cuori delle persone al Vangelo, un giorno si sedette per terra su una zona pedonale molto frequentata e piena di gente. Davanti a lui, un contenitore pieno di monete recante la scritta: «Ho ricevuto tantissimo, servitevi per favore!». La gente che passava e vedeva quella curiosa scena scuoteva la testa. Nessuno osava prendere qualche moneta. Sicuramente ognuno di loro pensava: «Come potrei mai prendere quei soldi senza aver fatto il minimo sforzo? Sicuramente è una truffa, o c’è qualcosa sotto. Quell’uomo ci sta prendendo tutti in giro!».


E la salvezza? Non è la stessa cosa? Possiamo ottenerla gratuitamente! Qualcun altro ha già pagato il nostro biglietto d’ingresso per il cielo, e questo qualcuno è Gesù Cristo! Noi non dobbiamo fare nulla! Né digiunare, né fare degli estenuanti esercizi di meditazione, né fare una vita ascetica senza vizi e contatti umani per ottenere la salvezza! Contrariamente a quanto ci è stato sempre insegnato! Dobbiamo solo aprire il cuore e accettare ciò che Dio ci sta offrendo.

Purtroppo la maggior parte delle persone cerca di arrivare alla salvezza con i propri mezzi, stabilendo delle regole, dei precetti, cercando di essere perfetta nelle azioni. «Alcuni, venuti dalla Giudea, insegnavano ai fratelli, dicendo: “Se voi non siete circoncisi secondo il rito di Mosè, non potete essere salvati”» (Atti 15:1). All’epoca la Chiesa di Cristo esisteva solo da pochi anni. E tuttavia era già presente lo spettro del legalismo. Ma saggiamente l’Apostolo Paolo si oppose da subito a questa tendenza di alcuni credenti: «Guardate che nessuno faccia di voi sua preda con la filosofia e con vani raggiri secondo la tradizione degli uomini e gli elementi del mondo e non secondo Cristo;. … Nessuno dunque vi giudichi quanto al mangiare o al bere, o _ rispetto a feste, a noviluni, a sabati, … Se siete morti con Cristo agli elementi del mondo, perché, come se viveste nel mondo, vi lasciate imporre dei precetti, quali: “Non toccare, non assaggiare, non maneggiare” (tutte cose destinate a scomparire con l’uso), secondo i comandamenti e le dottrine degli uomini? Quelle cose hanno, è vero, una parvenza di sapienza per quel tanto che è in esse di culto volontario, di umiltà e di austerità nel trattare il corpo, ma non hanno alcun valore; servono solo a soddisfare la carne» (Colossesi 2: 8,16,20-23). V’è un passo in Galati che è ancora più esplicito in questo senso: «Infatti tutti quelli che si basano sulle opere della legge sono sotto maledizione; perché è scritto: “Maledetto chiunque non si attiene a tutte le cose scritte nel libro della legge per metterle in pratica”» (Galati 3:10).


Il legalismo ci porta a cambiare strada, perché ci fa perdere la libertà che abbiamo in Cristo! Non vi sono più meriti: la Grazia di Cristo deve avere ogni merito e onore. La vita eterna è solo un dono, e non un qualcosa dato in cambio dei nostri sforzi.

L’amore per il mondo

La Parola di Dio è molto chiara su questo argomento: «Non sapete che l’amicizia del mondo è inimicizia verso Dio? Chi dunque vuol essere amico del mondo si rende nemico di Dio» (Giacomo 4:4). E’ pericoloso per un cristiano giocare col peccato…! Vivendo nel peccato facciamo inevitabilmente esperienze che non ci aiutano a stare in equilibrio sulla corda della fede. «Beato l’uomo che non cammina secondo il consiglio degli empi, che non si ferma nella via dei peccatori; né si siede in compagnia degli schernitori; ma il cui diletto è nella legge del Signore, e su quella legge medita giorno e notte. Egli sarà come un albero piantato vicino a ruscelli, il quale dà il suo frutto nella sua stagione, e il cui fogliame non appassisce; e tutto quello che fa, prospererà» (Salmo 1:1-3).
Non ingannate voi stessi. Dio è santo! Non potrà mai approvare una vita vissuta nel peccato, anche se essa viene accettata dalla società e da alcuni cristiani. Camminando nel peccato dovremo assumerci la responsabilità delle conseguenze… «Non vi ingannate; non ci si può beffare di Dio; perché quello che l’uomo avrà seminato, quello pure mieterà» (Galati 6:7).

Le regole

Nell’Antico Patto ciò che prevaleva su tutto era la Legge data da Dio a Mosé: «Maledetto chi non si attiene alle parole di questa legge, per metterle in pratica!” E tutto il popolo dirà: “Amen”» (Deuteronomio 27:26).
L’Antico Patto esige. Il messaggio è uno: «Tu devi!».
Il Cristiano, invece, è chiamato alla libertà: «Ora, il Signore è lo Spirito; e dove c’è lo Spirito del Signore, li c’è libertà» (2 Corinzi 3:17).
«Cristo ci ha liberati perché fossimo liberi; state dunque saldi e non vi lasciate porre di nuovo sotto il giogo della schiavitù» (Galati 5:l).

La libertà

La Chiesa di Gesù vive per il fatto che «Poiché Cristo è il termine della legge, per la giustificazione di tutti coloro che credono» (Romani 10:4). I credenti del nuovo patto non sono più sottomessi alla Legge, ma gioiscono, o dovrebbero farlo, della libertà in Cristo. «Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete veramente liberi» (Giovanni 8:36). Ecco la parola chiave del Nuovo Testamento: libertà! Noi siamo liberi dal peso della legge, liberati dalla schiavitù del peccato, liberi per servire Dio nel modo migliore! Tuttavia la Bibbia ci mette in guardia. Col pretesto della libertà non dobbiamo condurre una vita nel peccato! «Fate questo come uomini liberi, che non si servono della libertà come di un velo per coprire la malizia, ma come servi di Dio» (1 Pietro 2:16).
Paolo aggiunge alla libertà qualcosa da rispettare. Questo qualcosa è l’amore. «Perché, fratelli, voi siete stati chiamati a libertà; soltanto non fate della libertà un’occasione per vivere secondo la carne, ma per mezzo dell’amore servite gli uni agli altri; poiché tutta la legge è adempiuta in quest’unica parola: “Ama il tuo prossimo come te stesso”» (Galati 5:13-14). Gesù stesso ci dice: «Io vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. Come io vi ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri» (Giovanni 13:34). E’ l’amore che fissa i limiti e mette i paletti nella nostra vita.

La parola «amore» come viene intesa nella Bibbia non è quella parola che oggi nel mondo ha una valenza totalmente diversa. Per il mondo l’amore corrisponde esclusivamente a «eros», ovvero a qualcosa di legato alla sfera sessuale. L’amore, invece è molto di più che un sentimento tra un uomo e una donna: «L’amore è paziente, è benevolo; l’amore non invidia; l’amore non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s’inasprisce, non addebita il male, non gode dell’ingiustizia, ma gioisce con la verità; soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa» (1 Corinzi 13:4-7).

Il cristiano nato di nuovo che desidera muoversi entro i limiti dell’amore sa bene fino a dove può arrivare e dove deve fermarsi. E questo vale per tutti i campi, i pensieri, le nostre frequentazioni, l’attitudine nei confronti dei figli, i divertimenti e tante altre cose. La Bibbia ci dice a riguardo: «quando però sarà venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annuncerà le cose a venire» (Giovanni 16:13). Noi non dovremmo domandarci se possiamo o non possiamo fare una certa cosa, ma piuttosto: «Mi sto facendo veramente guidare dallo Spirito Santo?». Lo Spirito Santo, se è in noi, non ci permette di allontanarci dall’amore, e non ci darà mai dei consigli contrari alla Parola di Dio. Imparando a vivere all’interno dei paletti fissati dalla libertà in Cristo, vedrete compiersi le parole del Salmo 34:5: «Quelli che lo guardano sono illuminati, nei loro volti non c’è delusione».
Mosè dopo aver ricevuto le tavole della Legge si coperse la faccia. Questo fu da parte sua un gesto simbolico che annunciò la scomparsa della ragione umana rispetto alla legge. La legge ha reso schiavi gli uomini. Essa poi ha dovuto lasciare il posto a qualcosa di superiore, ovvero al Vangelo che conduce alla libertà. «Infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito di servitù per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione, mediante il quale gridiamo: ” Abbà! Padre!” Lo Spirito stesso attesta insieme con il nostro spirito che siamo figli di Dio» (Romani 8:14-16).

Libertà divina

La nostra libertà finisce dove inizia la libertà altrui. Altrimenti essa diventa prevaricazione e può diventare violenza, e portare all’anarchia e all’insubordinazione. Paolo spiega in quale modo potremo mettere in pratica nella nostra vita di tutti i giorni la libertà che abbiamo ricevuto in Cristo. « …Mariti, amate le vostre mogli come anche Cristo ha amato la chiesa e ha dato sé stesso per lei, per santificarla dopo averla purificata lavandola con l’acqua della parola» (Efesini 5:25-26). La relazione tra noi e il Signore Gesù dovrà essere molto simile a quella esistente tra un uomo e una donna che si sposano per amore: «Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diverranno una carne sola. Questo, mistero è grande; dico questo riguardo a Cristo e alla chiesa» (Efesini 5:31-32).

Le regole della libertà

1. Lasciare

Due persone che si amano profondamente non hanno altro desiderio se non quello di lasciare prima possibile la casa dei loro genitori per poter vivere una vita insieme. Entrambi desiderano vivere ogni momento l’uno a fianco dell’altro. L’amore sposta le montagne, è vero! Non sareste voi pronti a lasciare la vostra per raggiungere una persona di cui non riuscite a fare a meno? Alcune persone per amore hanno rinunciato a ruoli di potere o a grandi eredità. L’amore non esercita mai costrizioni. Quando si ama veramente non si lascia la vecchia vita per senso di colpa o senso di dovere, ma mossi da un desiderio ardente di farlo. E in quanto cristiani, noi dovremmo porci sempre questa domanda: «Amo Gesù allo stesso modo?». Se la risposta è si, non avrete grosse difficoltà ad abbandonare delle cattive abitudini, delle amicizie deleterie o dei luoghi di peccato. Se nostro cuore è riempito da un amore ardente per Gesù allora siamo già a buon punto. Gesù occupa il primo posto nella nostra vita?

2. Attaccarsi
Gli innamorati conoscono un grande problema: essi non riescono mai a lasciarsi. Io vado spesso a fare delle passeggiate di sera con mia moglie. Recentemente abbiamo incontrato camminando una giovane coppia. Erano talmente innamorati e vicini uno all’altro che non si accorgevano di quello che c’era attorno a loro. Attaccati uno all’altro erano inseparabili. E noi, siamo attaccati alla stessa maniera a Gesù? Gli innamorati si scrivono continuamente sms, passano ore al telefono e cercano ogni buona occasione per vedersi. E noi siamo così con Gesù? Durante il periodo del nostro fidanzamento, mia moglie mi scriveva delle lunghe lettere. E noi abbiamo così tante cose da dire a Gesù? Una sera eravamo a casa di amici. Il figlio di queste persone uscì dicendo che andava a fare una breve passeggiata con una ragazza della sua età. Breve? Dopo un ora e mezza ancora non era tornato a casa! E noi abbiamo la stessa voglia di stare con Gesù? Colui che è veramente attaccato a Gesù non può restare attaccato al mondo: «Nessuno può servire due padroni; perché o odierà l’uno e amerà l’altro, o avrà riguardo per l’uno e disprezzo per l’altro» (Matt 6:24).

3. Diventare una sola carne
Lo scopo di ogni relazione è di diventare uno donandosi reciprocamente. E noi, ci siamo donati completamente a Gesù? Quando due persone si donano uno all’altro, l’unione può produrre un buon frutto spirituale. Paolo ha scritto a questo proposito: «Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo; contro queste cose non c’è legge» (Gal. 5:22-23). Dio vuole che ognuno di noi dia sé stesso nella libertà. L’amor vero non conosce costrizione, perché è fondato su una libera decisione. Non si può e non si deve forzare gli altri ad amarci, lo si può sperare, ma non lo si deve esigere. Se questo è il vostro atteggiamento, allora aspettatevi grandi cose: «Le grandi acque non potrebbero spegnere l’amore, i fiumi non potrebbero sommergerlo» (Cantico dei Cantici 8:7).
E tu, caro fratello, ami veramente Gesù e sei pronto a donarti a Lui con tutto il tuo cuore?


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