C’è un verme nel frutto

Il primo uomo ha disubbidito al primo comandamento e, per questo fatto, ha rotto la sua relazione con Dio. L’uomo vuol rendersi indipendente da Dio. Possiede delle qualità, ma c’è il male in lui, come un verme penetrato in un frutto sano: passioni, cupidigia, ambizione, violenza, corruzione, rifiuto di Dio…

Questo peccatore, quest’uomo decaduto dal suo primo stato, che merita la morte, Dio lo abbandonerà? Eseguirà la sua sentenza senza indugio? No. Dio non cessa di amarci così come siamo. Allora ci dà una possibilità, per strapparci a quest’allontanamento infinito ed eterno da Lui.
Per stabilire una nuova relazione tra Lui e noi, Dio offre la salvezza per la fede in Gesù Cristo. Egli è venuto per prendere su di sé la condanna, dovuta al peccato, di tutti coloro che credono in Lui. Il castigo che noi meritavamo è lui che l’ha subito. E’ dunque in piena giustizia che Dio forma un nuovo legame con i credenti.

Dio inoltre concede ai credenti una nuova dignità. “Ha dato loro il diritto di diventare figli di Dio” (Giovanni 1:12).
La famiglia di Dio è come una famiglia felice: il Padre ama i suoi figli e si rallegra nel vederli cercare la sua compagnia; si compiace nell’ascoltarli; si occupa di loro con amore; essi avranno parte all’eredità.

Ma questa è solo una debole figura: in realtà sulla terra non c’è niente di più grande come i privilegi della famiglia di Dio. Ogni credente li possiede già ora e per l’eternità.

“Per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo,
e per mezzo del peccato la morte, e così la morte è passata su tutti gli uomini”
Romani 5:12

“Il salario del peccato è la morte”
Romani 6:23

tratto da “il buon seme”



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