Battesimo = immersione

Il tuo battesimo è quello richiesto da Gesù?

La parola  “Battesimo” trae origine dal greco: “Baptzein” che in italiano si traduce con “Immergere”. Un sub per essere veramente tale e fare pesca subacquea deve immergersi. Allo stesso modo, da più di 2000 anni, ogni vero cristiano per dirsi battezzato, deve essere stato immerso totalmente nell’acqua.   La parola “Aspersione” ha origine dal latino e in italiano vuol dire lavare una parte del corpo: la testa, una mano ecc… Cosicché alcune religioni, impropriamente, chiamano battesimo un po’ d’acqua sopra la testa d’un bimbo. Come dire che un sub si è immerso in un bicchiere d’acqua.

COSA È IL BATTESIMO IN REALTÀ?

Il battesimo è una manifestazione visibile di realtà interiori, invisibili e spirituali. I soli “ordinamenti” lasciati dal Signore sono il battesimo e la cena, impropriamente chiamati sacramenti (secondo la liturgia cattolica romana, il sacramento è un atto che conferisce grazia). Il battesimo e la cena però non conferiscono grazia; non si può ricevere la grazia, cioè la salvezza eterna dall’inferno e dalla morte, tramite riti e cerimonie, ma solo attraverso la fede nel sacrificio espiatorio di Gesù.
Gesù disse: “Andate a fare miei discepoli gli uomini di tutte le nazioni, battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo… Andate in tutto il mondo a predicare il Vangelo. Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato(Matteo 28:19 – Marco 16:15/16). L’ordine da seguire è: credere;la presenza di molta acqua, (se fosse bastata una ciotola di acqua, Gesù non sarebbe andato al fiume); essere battezzati nel nome del Padre, Figlio e Spirito Santo.
Nel nostro mondo cristiano tutti vengono “battezzati”. Dovremmo desumere che secondo la scala di valori sopra esposta da Gesù, sono stati battezzati perché hanno creduto e sono stati salvati? Se così fosse, come mai le carceri italiane sono piene e milioni di altri battezzati non credono in niente e non hanno nessuna certezza di andare in paradiso? L’apostolo Pietro precisava: “Il battesimo non ci salva togliendoci la sporcizia di dosso (il peccato), ma è l’impegno di una buona coscienza nei riguardi di Dio…” (1Pietro 3:21). Un nuovo impegno a non vivere più da “morti”, cioè con un cuore di pietra irrimediabilmente maligno, ma da “resuscitati”, con un cuore di carne che vive e che ama Dio e il prossimo (Ezechiele 36:26-27).
Possiamo pure battezzarci ogni mattina, ma se non abbiamo creduto e se non siamo stati salvati, ciò non vale a niente. Il LADRONE in croce, per esempio, non si battezzò, ma fu accolto lo stesso in cielo, perché si era pentito e aveva creduto che Gesù era il Salvatore, l’Unico che avrebbe potuto condurlo in paradiso, nonostante stesse morendo come lui e in realtà morì prima di lui.

CHI BATTEZZARE?

Gesù ha ordinato di battezzare solo coloro che credono. Non è possibile battezzare un bambino che è senza desiderio né volontà propria. Infatti in Samaria furono battezzati solo uomini e donne (Atti 8:12).
Quando un bambino muore (anche senza essere battezzato) va direttamente in cielo (Luca 18:15/17), come Gesù ha esplicitamente detto, e non nel limbo, come alcuni insegnano. Non esiste questo luogo, in tutta la Bibbia non lo troviamo. Sì!, è vero che la morte colpisce tutti, ma quanto sta scritto su una lapide, dove giacciono quattro bambini addormentati, ci illumina a riguardo: “Essi sono morti perché Adamo peccò, ma vivono perché Gesù morì!”
Una coppia dibatteva sul battesimo del loro primo bambino. La moglie religiosa era bramosa di compiere quest’atto, il marito però era di volontà contraria; alla fine acconsentì, ma a condizione che lui avrebbe scelto il padrino. Si rivolse ad un amico di nome Marco, al quale disse di non rispondere alle domande del prete rivolte al figlio che si chiamava Giovanni. Al momento dell’aspersione (impropriamente battesimo) il prete disse: “Giovanni, vuoi tu essere battezzato?” Non vi fu nessuna risposta e lo ripeté per altre due volte, ma poi si arrabbiò.
Il padre rispose che fino a quel momento era stato chiamato Giovanni, che essendo piccolo e non cosciente di quello che accadeva, non poteva rispondere, quindi non c’era motivo di arrabbiarsi; meglio aspettare che il bambino fosse cresciuto e che decidesse lui stesso la risposta. La moglie finalmente capì, si convertì e si battezzò come Gesù vuole.


QUAL È IL SENSO DEL BATTESIMO?

Il passo biblico che segue ne dà la spiegazione. “Siamo dunque stati sepolti con Lui (Gesù) mediante il battesimo nella Sua morte, affinché come Cristo è stato risuscitato dai morti mediante la gloria del Padre, così anche noi camminassimo in novità di vita”. (Romani 6:4). In realtà quando il credente viene battezzato, cioè immerso, assume la posizione che Cristo ebbe nella tomba: morto al peccato, all’egoismo e alla malvagità umana.
L’emersione dall’acqua si identifica con l’uscita di Cristo dalla tomba, cioè risorgere a nuova vita con Lui, il che non si realizza al momento dell’immersione nell’acqua, ma raffigura quello che già è avvenuto interiormente. Ogni uomo nello stesso istante in cui crede al sacrificio di Gesù compiuto per la salvezza del mondo acquista gratuitamente l’unione con Dio che Adamo perse quando peccò. Conseguentemente il peccato produsse la morte che vuol dire separazione. Adamo passò quindi dalla vita (unione con Dio) alla morte (separazione da Dio). Con Gesù tutto viene ribaltato, passando dalla morte alla vita, cioè all’unione eterna con Dio, ossia una nuova vita, senza peccato e senza malvagità, in completa ubbidienza a Dio.

QUADRI FALSI

I religiosi hanno cambiato i semplici significati del battesimo in qualcosa di complicato e contraddittorio. Pensando al battesimo di Gesù, possiamo immaginare che Giovanni Battista nel dire a Gesù: “Io ti immergo” si sarà chinato immergendoLo nelle acque del fiume Giordano. Purtroppo, ormai influenzati dalla tradizione e da tante opere di pittori sul battesimo di Gesù (in particolare come le troviamo sui libri di scuola), abbiamo perso di vista la verità e la lingua italiana.
In questi disegni vediamo Giovanni Battista con una ciotola in mano. Questo è illogico! Immaginando la scena da questo punto di vista, vedremo Giovanni che nello stesso tempo in cui dice a Gesù “io ti immergo”, gli versa sul capo un po’ di acqua. Versando alcune gocce d’acqua sul capo non si attua il vero battesimo ma un’aspersione (ordinamento umano). Se il tuo battesimo è stato così, per tutta la vita ti illuderai di essere stato battezzato come Gesù vuole.
È come se uscendo di casa, dopo aver fatto lo shampoo, incontrando un amico gli dici di aver fatto il bagno. Ciò è da illusi e non è coerente con la lingua italiana. È logico chiamare il “batiscafo” così, dal greco Baptzein, perché è uno scafo che si immerge, altrimenti l’avremmo chiamato motoscafo. Immaginiamo un re che ordina ad uno dei suoi servi di portargli un batiscafo, e questi, pensando non faccia differenza, ritorna con un motoscafo. Quel servo ha onorato la parola del suo re?
Se il nostro battesimo è stato fatto come Gesù vuole e siamo stati immersi come un batiscafo, e non bagnati in parte come un motoscafo (figura di un’aspersione), allora abbiamo onorato la Sua Parola, dichiarandoLo nostro Signore. Ma se non facciamo quello che Egli comanda, chiaramente non è il nostro Signore. Essere nella verità, vuol dire ubbidire solo a Lui. Spruzzando un po’ di acqua in testa, fa perdere al battesimo la chiara figura della sepoltura e della resurrezione.
Sei tu passato dalla morte alla vita?

IL COSTO

Farsi o non farsi battezzare denota la scelta più grande e più importante del cuore, riconoscendosi ingiusti e peccatori di fronte ad un Dio giusto, accettando con gioia la Sua volontà a discapito della propria. Il versetto che segue dimostra purtroppo che non tutti abbandonano il trono del proprio egoismo: “Tutti quelli che hanno udito la predicazione di Giovanni Battista, anche i più malvagi, hanno riconosciuto la giustizia di Dio, facendosi battezzare; ma i farisei e i maestri della legge, non facendosi battezzare da lui, hanno respinto la volontà di Dio per loro” (Luca 7:29/30).
Per Gesù il battesimo fu un uscire allo scoperto per iniziare la Sua testimonianza come Messia, Figlio Unigenito di Dio. Per il credente ha un significato analogo, lanciare al mondo la sfida della sua fede. Il battesimo portò Gesù alle sofferenze della croce; per molti cristiani significò essere mangiati dai leoni. Oggi, dalle nostre parti, il costo maggiore è essere derisi. Al confronto dei primi cristiani non c’è paragone, ma per entrambi Gesù esterna questa bella promessa:“Beati voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno. Rallegratevi e giubilate, perché il vostro premio è grande nei cieli” (Matteo 5:11/12).
Avere un grande premio in cielo… Quale più grande beatitudine! Perciò non ti vergognare di Gesù e del Suo insegnamento che è santo, poiché per questo un giorno Egli si vergognerà di Te (Marco. 8:38).

CONCLUSIONE

■  I capi religiosi dicono: Aspergere (falsamente detto battesimo).

Gesù dice: Battezzare (cioè, immergere).

■  I capi religiosi dicono: “Prima battezzare e poi credere”.
Gesù dice: “Prima credere e poi battezzare”.

Gesù nel Suo amore promette ancora:
Voi siete miei amici, se fate le cose che vi comando” (Giovanni 15:14).

Sì! Per questa grande amicizia eterna conviene scegliere oggi di ubbidire a Dio anziché agli uomini.

“Chi mi ama osserva la mia Parola…” (Gesù)
(Giovanni 14:15)

nikscorsone.maranath@libero.it


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