I 10 comandamenti, una legge per oggi?

“La legge è santa e il comandamento è santo, giusto e buono”.
Romani 7:12

“Apri i miei occhi e contemplerò le meraviglie della tua legge. Beati quelli… che camminano secondo la legge dell’Eterno”.
Salmo 119:18, 1

Il termine “legge” ci fa pensare ad un insieme di regole per la nostra vita in società. Le leggi possono essere diverse da un paese all’altro, ma non è ammesso che qualcuno ignori le leggi del paese in cui si trova.
Ma cosa dire della legge di Dio? Quanti conoscono ancora oggi quei dieci comandamenti che Dio aveva dettato al suo servitore Mosè oltre tremila anni fa per il popolo ebreo? Essi sono ancora un punto di riferimento per i paesi cristianizzati?

La legge di Mosè stabilisce le relazioni dell’uomo con Dio (i primi quattro comandamenti) e le relazioni dell’uomo con i suoi simili (gli ultimi sei):

  1. Io sono il SIGNORE, il tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla casa di schiavitù. Non avere altri dèi oltre a me.
  2. Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il SIGNORE, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l’iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso bontà, fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.
  3. Non pronunciare il nome del SIGNORE, Dio tuo, invano; perché il SIGNORE non riterrà innocente chi pronuncia il suo nome invano.
  4. Ricòrdati del giorno del riposo per santificarlo. Lavora sei giorni e fa’ tutto il tuo lavoro, ma il settimo è giorno di riposo, consacrato al SIGNORE Dio tuo; non fare in esso nessun lavoro ordinario, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo servo, né la tua serva, né il tuo bestiame, né lo straniero che abita nella tua città; poiché in sei giorni il SIGNORE fece i cieli, la terra, il mare e tutto ciò che è in essi, e si riposò il settimo giorno; perciò il SIGNORE ha benedetto il giorno del riposo e lo ha santificato.
  5. Onora tuo padre e tua madre, affinché i tuoi giorni siano prolungati sulla terra che il SIGNORE, il tuo Dio, ti dà.
  6. Non uccidere.
  7. Non commettere adulterio.
  8. Non rubare.
  9. Non attestare il falso contro il tuo prossimo.
  10. Non desiderare la casa del tuo prossimo; non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo servo, né la sua serva, né il suo bue, né il suo asino, né cosa alcuna del tuo prossimo
(Esodo 20)

In entrambe le relazioni è richiesto l’amore: amore verso Dio, amore verso il prossimo.
Un autore contemporaneo definisce questa legge “la dichiarazione universale dei doveri dell’uomo”. Ma questo ideale non si è potuto realizzare in nessuno società. Violenza, immoralità, sopraffazione contraddistinguono la storia dell’uomo.

Allora, questi comandamenti, che ci permetterebbero di vivere in quel mondo ideale al quale tutti aspiriamo, sono inapplicabili? Perché nel nostro terzo millennio, in cui assistiamo al travolgimento dei valori morali fondamentali, essi sono messi da parte e volutamente ignorati?

E per noi credenti, hanno perso il loro profondo significato?



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