Gesù aveva dei fratelli e sorelle carnali?

Gesù aveva dei fratelli e sorelle carnali?

I Vangeli, quando descrivono l’infanzia di Gesù, non parlano di alcun fratello o sorella. Vi è comunque, un riferimento al fatto che Giuseppe non ebbe rapporti sessuali con Maria finché Gesù non fu nato: “e non ebbe con lei rapporti coniugali finché ella non ebbe partorito un figlio; e gli pose nome Gesù”  (Matteo 1:25).

Questo non prova il fatto che essi ebbero altri figli oltre Gesù. Comunque, diversi riferimenti ai fratelli e alle sorelle di Gesù sono sparsi attraverso il NT e la più semplice via per capire questi riferimento è che questi figli fossero nati da Giuseppe e Maria.

E’ solo dopo, con lo sviluppo dell’insegnamento all’interno della chiesa romana della verginità di Maria, che la presenza di questi fratelli e sorelle divenne problematica da gestire.

Giacomo, il più noto fratello di Gesù

I più antichi riferimenti ai fratelli carnali possono essere trovati tra le lettere dell’apostolo Paolo i quali sono scritti circa 20-30 anni dopo la morte di Gesù. Paolo menziona uno dei fratelli di Gesù, Giacomo, e indica che lui era uno delle principali guide della comunità cristiana di Gerusalemme (Galati 1:18–2:14; 1 Corinzi 9:4–5; 15:7).

E’ anche chiaro che Paolo non fosse profondamente d’accordo con Giacomo. Paolo non pensava che i nuovi cristiani dovessero seguire la legge ebraica riguardante aspetti come la circoncisione e le regole alimentari mentre apparentemente Giacomo era dell’avviso opposto.

Gli Atti degli apostoli, scritti una coppia di decadi dopo Paolo, riportano che la famiglia di Gesù fece parte della primissima comunità dopo la resurrezione (Atti 1:14) e presenta giacomo come l’anziano della chiesa di Gerusalemme (Atti 12:17; 15:13–21; 21:17–26). Ciò suggerisce che Paolo e Giacomo giunsero ad un accordo circa le leggi giudaiche.

Anche lo storico ebraico del I secolo Giuseppe Flavio menziona Giacomo. Egli spiega che Anano, un uomo avventato che il procuratore romano Albino nominò incautamente sommo sacerdote, fece le seguenti cose:

Con il carattere che aveva, Anano pensò di avere un’occasione favorevole alla morte di Festo mentre Albino era ancora in viaggio: così convocò i giudici del Sinedrio e introdusse davanti a loro un uomo di nome Giacomo, fratello di Gesù, che era soprannominato Cristo, e certi altri, con l’accusa di avere trasgredito la Legge, e li consegnò perché fossero lapidati.

—Giuseppe Flavio, Antichità Giudaiche – Libro XX:200

Secondo Giuseppe Flavio, i Giudei di Gerusalemme si arrabbiarono per l’esecuzione di Giacomo nel 62 d.c. poiché pensarono che tale atto fosse ingiusto. Così, Giuseppe conferma che Gesù avesse un fratello di nome Giacomo il quale era ben conosciuto in Gerusalemme per la sua devozione.

Altri passi in cui ci sono i fratelli e le sorelle nel Vangelo

Quando gli autori del Vangelo si siedono per scrivere i loro libri, i fratelli e le sorelle di Gesù furono a malapena menzionati.

Infatti, nel Vangelo di Marco, i parenti di Gesù sono presentati sotto un aspetto abbastanza negativo. Per esempio, quando Gesù ritorna a casa ed è attorniato da una folla di persone, cercano di portarlo via poiché pensano che sia uscito di senno (Marco 3:20-21). E quando sua madre e i suoi fratelli (e anche le sorelle, in alcuni antichi manoscritti) arrivano dove era Lui, rimangono fuori (Marco 3:31–32; Matteo 12:46–47; Luca 8:20). Quando qualcuno dice a Gesù che essi erano fuori Lui risponde: “«Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?» Girando lo sguardo su coloro che gli sedevano intorno, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Chiunque avrà fatto la volontà di Dio, mi è fratello, sorella e madre»” (Marco 3:33-35).

Perché la famiglia di Gesù è dipinta così malamente? Potrebbe essere perché essi credettero in Gesù solamente dopo la resurrezione, non durante il più difficile periodo della Sua vita.

Il Vangelo di Giovanni dice apertamente che “i suoi fratelli non credevano in Lui” (Giovanni 7:1-13) e trasferisce la responsabilità delle cure di Maria, ai piedi della croce, da Gesù al “discepolo che egli amava”, come se i fratelli non esistessero più (Giovanni 19:26-27)!

Matteo e Luca “puliscono” ogni riferimento all’ostilità dei familiari nei loro Vangeli. Leggendo i loro resoconti delle interazioni di Gesù con i suoi fratelli, c’è a malapena un sentore di rivalità tra fratelli.

In Matteo 13:54-58, la sola cosa riportata sono i discorsi fatti dagli abitanti di Nazaret sul fatto che Gesù fosse “solamente” il figlio di Maria e del falegname, il fratello di Giacomo, Giuseppe (Jose nel vangelo di Marco), Simone, Giuda e di alcune non nominate sorelle.

Il rimprovero che Gesù fa alla fine “«Un profeta non è disprezzato che nella sua patria e in casa sua»” è lo stesso che si trova in Mc 6:4 privo della frase “fra i suoi parenti”, presente solo in Marco.

L’autore del Vangelo di Luca e degli atti degli apostoli elimina qualsiasi altra traccia di rivalità. Maria è raffigurata in maniera molto positiva (Luca 1-2), il rimprovero di Gesù non fa alcun riferimento né ai parenti né alla sua casa (Luca 4:24). Piuttosto Maria e i fratelli sembrano essere tra i seguaci di Gesù, specialmente dopo la resurrezione (Luca 8:19–21; Atti 1:14).

Infine, la memoria del ruolo dei fratelli di Gesù rimane abbastanza potente nella Lettere di Giacomo e di Giuda incluse entrambe nel Nuovo Testamento.



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