Dio ha fatto amicizia con me – 1/5

Dio ha fatto amicizia con me – 1/5

Mosè: Apprendere ciò che Dio considera adeguato

Mosè è uno più grandi e più imperfetti uomini della Bibbia – e rappresenta il punto di partenza ideale per iniziare ad esaminare come rispondere a Dio quando vuol essere nostro “amico”.

Chiamato dall’Onnipotente a condurre gli israeliti fuori dalla schiavitù alla Terra Promessa, la risposta iniziale di Mosè non fu positiva, piuttosto egli non ebbe “il coraggio di fare il primo passo”. Egli fu spaventato e si inventò delle scuse perché non credeva di essere al 100% l’uomo adatto per quel tipo di lavoro.

Quando Dio parlò a Mosè nel roveto ardente, Mosè offrì non meno di cinque scuse per sostenere che lui era la persona sbagliata:
- Non sono abbastanza bravo (Esodo 3:11),
- non ho tutte le risposte (Esodo 3 : 13),
- la gente non mi crede (Esodo 4: 1),
- sono un oratore terribile (Esodo 4:10) e
- non sono per niente qualificato (Esodo 4:13).

Dio offrì persino due miracoli per incoraggiare Mosè – dandogli la possibilità di trasformare il suo bastone in un serpente e di trasformare l’acqua del Nilo in sangue. Ma Mosè rimase reticente.

Ci siamo tutti sentiti come Mosè.  Tutti noi vogliamo Dio – ma vogliamo Dio nei nostri termini!
Mosè fu sopraffatto dall’enormità del compito a cui Dio lo stava chiamando. E così è con noi. Dio ci chiama ad immergerci audacemente nell’oceano vorticoso dei problemi della società, delle vite disordinate altrui, aiutando coloro che sembrano al di là delle nostre capacità – ma vogliamo rimanere nella sicurezza delle acque altre fino al nostro ginocchio. La nostra preghiera diventa: “Non mandarmi, Signore. Ma forse potrei inviare un assegno bancario? ”

Ma poi qualcosa accadde a Mosè dopo che Dio gli affidò Aaronne come alleato e portavoce. Le qualità di leadership che Dio ha sempre visto in Mosè iniziano ad emergere – niente più scuse, solo azioni definitive (inclusa l’affrontare senza paura il Faraone per la liberazione del suo popolo) e la competente amministrazione di coloro per i quali è stato reso responsabile.

Alla fine, Mosè comprese che Dio “non chiama i qualificati, Egli qualifica i chiamati”. Quando Dio ti “offre la sua amicizia”, ti permette di “amarlo” di nuovo.

Non abbiamo bisogno di sentirci o di agire da inadeguati perché abbiamo il Creatore dell’Universo come fonte della nostra adeguatezza. Era vero per Mosè, ed è vero anche per te.

“Or dunque va’; io ti mando dal faraone perché tu faccia uscire dall’Egitto il mio popolo, i figli d’Israele». Mosè disse a Dio: «Chi sono io per andare dal faraone e far uscire dall’Egitto i figli d’Israele?»” Esodo 3:10-11

“Una simile fiducia noi l’abbiamo per mezzo di Cristo presso Dio. Non già che siamo da noi stessi capaci di pensare qualcosa come se venisse da noi; ma la nostra capacità viene da Dio.” 2 Co 3:4-5



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