Caro Testimone di Geova…

ti ringrazio moltissimo per esserti fermato da me per lasciarmi degli opuscoli. Al mondo di oggi, caratterizzato da un modo di vivere dal quale Dio è escluso, molti, senza dubbio, sbattono la porta in faccia. Mentre io sono felice che tu sia venuto da me: mi interesso di cose spirituali e mi piace condividere le verità bibliche con gli altri.

Posso condividere con te alcuni argomenti importanti riguardo alla Bibbia? Avendoli qui sottoelencati, potrai considerarli attentamente e, sono certo, obiettivamente.

Prima di tutto devo confessare che ci sono diverse cose riguardo ai Testimoni di Geova che ammiro. Lo zelo e la partecipazione attiva in seno all’organizzazione sono incomparabili rispetto alla maggior parte degli altri gruppi religiosi; anche il vostro interesse per la Bibbia è lodevole. Suppongo che anche tu, come la maggior parte dei Testimoni di Geova, dedichi diverse ore alla settimana allo studio della Bibbia.

Tu ed io abbiamo diverse cose in comune: condivido la tua preoccupazione per l’apostasia religiosa in cui versa gran parte della Cristianità, condivido l’insegnamento contro la teoria dell’evoluzione e credo, come te, nella prossima battaglia di Armageddon per mezzo della quale Dio distruggerà ie forze di Satana per poi stabilire sulla terra il suo Regno, in cui ci saranno pace e giustizia universali.

Piuttosto che discutere su molti insegnamenti distinti e separati, suggerirei di considerare quello che forse è l’argomento più importante, cioè la persona di Cristo.

Sia io che tu crediamo che Gesù Cristo era un uomo perfetto e che è una persona distinta da Dio Padre. Però, tu insegni che prima della sua vita sulla terra, Cristo era una creatura celeste, l’arcangelo Michele, che fu creato da Dio e che divenne il Messia all’atto del battesimo. Secondo la famosa pubblicazione dei Testimoni di Geova “Sia Dio riconosciuto verace” (pag. 32), Gesù “è un dio potente e non onnipotente al pari di Geova Dio”. Secondo la versione di Giovanni 1:1 della tua Bibbia, traduzione del Nuovo Mondo, Cristo è “dio” e non “il Dio”. In altre parole, insegni che Gesù “era, è, e sarà sempre al di sotto di Geova” -e che “Cristo e Dio non sono coeguali” {la Torre di Guardia, 15 aprile 1957).

La Bibbia convalida queste affermazioni, oppure insegna che Cristo è Dio? Questa è una domanda estremamente importante.

Vorrei evidenziare i seguenti punti affinché tu li consideri col cuore in atteggiamento di preghiera.

1. Diversi versetti biblici affermano incontestabilmente la deità di Cristo. In Matteo 1:23, Cristo è chiamato “Emmanuele”, che significa: “Dio con noi”. Toma, di fronte alle ferite del Signore risorto, esclamò: “Signor mio e Dio mio” (Giovanni 20:28). Non c’è alcuna base per dire, come affermano alcuni Testimoni di Geova, che Toma si riferiva a Cristo quando disse: “Signor mio” e a Dio Padre quando disse: “Dio mio”. Toma, invece, chiamò Cristo sia suo Signore che suo Dio e Cristo non lo corresse!

Colossesi 2:9 conferma chiaramente la deità di Cristo quando dichiara che in lui “dimora corporalmente tutta la pienezza della qualità divina” (traduzione del Nuovo Mondo).

Stefano chiamò Gesù “Signore” (Atti 7:59,60) e noi dobbiamo confessare Gesù come Signore (Romani 10:9; 1 Corinzi 12:3). “Signore” in questi versetti è kurios, che è il termine greco per “Geova” nella versione greca dell’Antico Testamento. Non è piuttosto evidente da ciò che Cristo il Signore (kurios) è Geova Dio?

2. Diversi versetti mostrano che il Cristo del Nuovo Testamento è il Geova dell’Antico Testamento. Per esempio, Isaia scrisse di Geova in Isaia 6:1-10 e Giovanni nel suo vangelo (12:31-42) dice che Isaia vide la gloria di Gesù e parlò di lui.

In Esodo 34:14 è chiaro che non dobbiamo adorare nessun altro all’infuori di Geova. Eppure in Ebrei 1:6, gli angeli adorano Cristo. In Isaia 44:6 Geova è chiamato il Primo e l’Ultimo, ma in Apocalisse 22:13, Cristo è il Primo e l’Ultimo. Dato che non ci possono essere due primi e due ultimi, non è chiaro che Geova e Cristo debbano essere entrambi Dio? Ciò evidenzia che il nome “Geova” è usato non solo per Dio Padre, ma anche per Dio Figlio. Sebbene siano persone distinte, ciascuno dei due viene chiamato “Geova” perché ciascuno dei due possiede la deità.
3. Gli attributi di Cristo mostrano che Egli è Dio. Gesù Cristo sa tutte le cose (Giovanni 1:48; 2:25; 6:64; 16:30; 21:17); è eterno (Michea 5:1); è onnipotente (Matteo 28:18; Ebrei 1:3); è senza peccato (Giovanni 8:46); è immutabile (Ebrei 13:8). Dato che solo Dio possiede questi attributi, vuol dire che Cristo possiede la deità.

4. Certe azioni di Cristo mostrano che egli è Dio. Gesù Cristo ha il potere di perdonare i peccati (Marco 2:5-7; Efesini 1:7), di controllare la natura (Matteo 8:26), di dare la vita eterna (Giovanni 10:28; 17:2) e di giudicare il mondo (Giovanni 5:22,27). Dato che solo Dio puòfare queste cose, non ne consegue che Cristo è Dio?

5. Cristo ha ricevuto l’adorazione. Cristo viene adorato dagli angeli (Ebrei 1:6) e dall’uomo (Matteo 14:33) e tuttavia si deve adorare solo Geova (Esodo 34:14). Cristo stesso disse che l’adorazione è dovuta solo a Dio (Matteo 4:10), tuttavia ha accettato l’adorazione. Se Cristo nella sua preesistenza fosse stato l’arcangelo Michele, come avrebbe potuto ricevere l’adorazione, dato che agli angeli non è permesso essere adorati (Apocalisse 19:10; 22:8,9)? Se Cristo non fosse Dio, allora adorarlo significherebbe peccare di idolatria.

Che dire a proposito di Giovanni 1:1 ? Tu dici che “Cristo, la Parola è un dio, o dio, secondo la traduzione del Nuovo Mondo. I tuoi traduttori affermano che si richiede la “d” minuscola perché il termine greco per Dio (theos), non è preceduto dall’articolo determinativo “il” (ho).

Hai ragione a dire che in Giovanni 1:1 il termine greco per Dio non è preceduto dall’articolo determinativo; ma una buona conoscenza della lingua greca consente di affermare che ciò non significa che tale termine debba essere tradotto con la “d” minuscola. L’articolo determinativo viene omesso in virtù di una regola della grammatica greca: quando il predicato nominale precede il verbo, non richiede l’articolo determinativo. L’ordine delle parole greche dell’ultima frase di Giovanni 1:1 è il seguente: “Dio era la Parola” (theos en ho logos). Il soggetto della frase è “la Parola”, il verbo è “era” e il predicato nominale è “Dio”. Di solito il predicato nominale segue il verbo, ma in questo caso lo precede e dato che lo precede non è necessario alcun articolo.

Quando uno scrittore greco voleva mettere in risalto la qualità della persona o della cosa che grammaticalmente occupava il posto del predicato nominale, usava questa costruzione: predicato nominale e verbo anziché verbo e predicato nominale. Questo è quanto ha fatto Giovanni per mettere in rilievo il fatto che la Parola (Cristo) possiede le qualità della Deitè. Questo principio fondamentale della grammatica greca quindi sostiene la deità di Cristo e non dà alcun sostegno alla traduzione: “La Parola era dio”. L’intento di Giovanni potrebbe essere reso in italiano: “La Parola era pienamente Dio”. Posso anche farti notare che persino la traduzione del Nuovo Mondo non segue sempre la regola “niente articolo, ‘d’ minuscola”. Per esempio, in Giovanni 1:6,12,13 la parola “Dio” non è preceduta dall’articolo nel greco, tuttavia nella traduzione del Nuovo Mondo ha la “D” maiuscola. E’ corretto usare la “D” maiuscola in quei versetti suindicati, ma ciò è in contraddizione con la traduzione del Nuovo Mondo di Giovanni 1:1.

Potrebbe anche interessarti notare che il Giovanni 13:3, la parola “Dio” ricorre due volte ed entrambe le volte con la “D” maiuscola. Eppure nel greco, la prima volta questa parola non è preceduta dall’articolo determinativo, la seconda volta sì. Dato che entrambe si riferiscono ovviamente alla stessa persona, Dio Padre, sarebbe nuovamente erroneo pensare che la citata regola “niente articolo, ‘d’ minuscola” abbia qualche fondamento nella grammatica greca.

Un’altra osservazione è che senza articolo, theos significa essenza divina, mentre con l’articolo essa indica personalità divina (vedi Dana e Mantey, “A Manual Grammar of fthe Greek New Testament, pag. 139). Inoltre, theos è un sostantivo determinato e perciò non può avere l’articolo indeterminato “un”.

E’ importante tenere presente che quando Giovanni 1:1 afferma che “la Parola era Dio”, non significa “Gesù è Dio Padre” né “Gesù è la Trinità”. L’opuscolo dei Testimoni di Geova, “The Word, Who is He, according to John?” (pag.6) cerca erroneamente di asserire che questo è quanto i non Testimoni di Geova intendono con la loro traduzione: “La Parola era Dio”. Ma non è affatto così! Come già dimostrato, questo versetto mette in evidenza la qualità divina della Parola. Giovanni ci dice che nel principio la Parola esisteva, era con Dio Padre e possiede la piena Deità (era Dio nella sua essenza).

Dovresti anche sapere che ci sono dei versetti che sì riferiscono chiaramente a Cristo, in cui la parola “Dio” è preceduta dall’articolo determinativo (”il”), che dimostrano allora che Gesù è “il Dio”, cioè Geova.

(Matteo 1:23 per esempio, che afferma che Gesù è l’Emmanuele, nel greco è reso come segue: “Con noi è il Dio”. Gesù è perciò il Dio Geova).

Tu dici che Cristo è “dio”, secondo la vostra traduzione di Giovanni 1:1, uno che è stato creato da Geova. Come potrebbe Cristo essere “dio” se in Isaia 43:10 Geova dice che non c’è Dio prima o dopo di lui? Nessun dio sarebbe mai stato creato da Geova perché egli stesso ha affermato: “Prima di me non fu formato nessun Dio e dopo di me, con continuò ad essercene nessuno”.

Giovanni 1:1 afferma che la Parola (Cristo) era con Dio. Tuttavia in Deuteronomio 32:39, Geova dichiara: “…non v’è altro dio accanto a me”. Se Cristo non è Dio, ma “dio”, allora c’è contraddizione con Deuteronomio 32:39.

Certamente ti rendi conto che Isaia 9:5 chiama Gesù Cristo: “Dio potente”. Senza dubbio anche tu, al pari degli altri Testimoni di Geova, hai una pronta risposta a questo versetto. Spieghi che Cristo è “Dio potente”, ma non “onnipotente”. Dici che Cristo è il potente, mai l’onnipotente, e che Geova è l’onnipotente Dio, mai Dio potente. Comunque, Geremia 32:18 mostra che Geova è il Dio potente. Perciò, dato che Cristo è Dio potente (Isaia 9:5) e Geova è il Dio potente (Geremia 32:18), si può dedurre che entrambi sono Dio, entrambi possiedono la piena deità.

Che dire a proposito di Colossesi 1:15-17? I Testimoni di Geova si riferiscono a questo brano per sostenere l’insegnamento secondo il quale Cristo è stato creato da Geova (es. “Sia Dio riconosciuto verace”, pag. 32), il che è basato soprattutto sulle parole “il primogenito di tutta la creazione” del versetto 15.

Comunque, se questo versetto insegnasse che Gesù Cristo è il primo essere creato da Geova, sarebbe stato usato a proposito di Gesù il termine “primo-creato” e non “primo-nato”. Questi sono due termini diversi nel greco e hanno due diversi significati. “Primo-creato” è protoktistos e “primo-nato” è prototokos.

Colossesi 1:15 non usa il termine protoktistos, “primo-creato”, usa invece prototokos. Quest’ultimo termine significa l’erede, l’iniziatore, il primo per posizione, il più elevato. Allora, l’insegnamento di Colossesi 1:15ò che Cristo è il primo per posiziona su tutta la creazione; egli è l’erede di tutte le cose; gode di priorità su tutta la creazione e di superiorità sulla stessa come Signore.

La traduzione del Nuovo Mondo aggiunge il termine “altre” per ben quattro volte in Colossesi 1:15-17, in modo che il brano venga a significare che Cristo ha creato “tutte le altre cose”, cioè ogni cosa eccetto se stesso. Non c’è comunque alcun fondamento per l’inserimento del termine “altre”; esso non ricorre nei manoscritti greci. I traduttori della Bibbia Nuovo Mondo ammettono questo fatto, infatti il termine “altre” è messo in parentesi. Ovviamente tutto ciò viene fatto per secondare la supposizione che primogenito significhi primo-creato. Ma, come abbiamo visto, non è questo il significato di primogenito, perciò è altrettanto errato aggiungere il termine “altre”. Non c’è alcun versetto nella Bibbia che dichiari che Cristo è stato creato da Geova!

Alcuni potrebbero sollevare un’obiezione a proposito di Apocalisse 3:14, che dichiara che Cristo è “il principio della creazione di Dio”. Il termine greco, arche, può anche essere tradotto con fonte o origine, come leggono diverse traduzioni della Bibbia. Ciò è in piena armonia con quanto si afferma in Colossesi 1:16 e Giovanni 1:3, cioè che tutte le cose sono state fatte per mezzo di Gesù Cristo o hanno avuto la loro origine o fonte in Gesù Cristo. Dato che tutte le cose sono state fatte per mezzo di Cristo (Giovanni 1:3), e tutte le cose sono state fatte per mezzo di Geova (Ebrei 3:4), entrambe le persone che possiedono questa potenza creatrice onnipotente sono Dio con piena deità.

Che dire a proposito di Filippesi 2:6? La traduzione del Nuovo Mondo asserisce che Cristo non era uguale a Dio e non voleva esserlo: “il quale, benché esistesse nella forma di Dio, non la considerò una cosa da afferrare, cioè che dovesse essere uguale a Dio”. Questa è un’infelice traduzione del testo greco. Il Phillips nella sua Versione, offre una traduzione di gran lunga superiore, più fedele al testo originale: “Colui che era sempre stato Dio per natura non si afferrò alle sue prerogative in quanto pari di Dio”. Il testo letterale è: “Non ritenne rapina l’essere uguale a Dio”. La revisione della Riveduta porta cosi: “…non considerò l’essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente”.

E’ importante ricordare che in Filippesi 2:5-8 si discute intorno all’incarnazione di Cristo, al fatto che Gesù lasciò la gloria del Cielo e venne sulla terra. Affermando che Gesù non si afferrò alle sue prerogative e al suoi diritti in quanto Dio, Filippesi 2:7 sostiene che egli volontariamente scese in terra. E’ anche importante non trascurare la prima parte del versetto 6: “essendo in forma di Dio”. Il termine “forma” significa attributo essenziale, la natura stessa. Perciò dato che Cristo era in forma di Dio, cioè possedeva gli attributi o la natura stessa della Deità, è errato sostenere che egli non voleva essere uguale a Dio; Cristo era già ed è Diol L’idea che il suo essere uguale a Dio fosse qualcosa che Gesù dovesse afferrare è esclusa dal fatto che egli già esisteva in forma di Dio.

Che dire a proposito di Giovanni 10:30? Suppongo che anche tu, come gli altri Testimoni di Geova, creda che questo versetto: “lo e il Padre siamo uno”, significhi che Cristo era uno con Dio Padre in quanto allo scopo e non alla natura e all’essenza. Comunque, se era questo tutto ciò che Cristo intendeva dire, perché i Giudei volevano lapidarlo? Essi stessi pensavano che il suo scopo fosse uguale a quello di Dio. Il versetto 33 di Giovanni 10 spiega che volevano lapidarlo perché lo accusavano di bestemmia in quanto dichiarava di essere Dio! La traduzione del Nuovo Mondo usa la parola “dio” (’d’ minuscola), ma come è stato spiegato precedentemente, theos è un sostantivo definito e senza articolo denota essenza divina. Come dimostra Giovanni 5:18, il fatto che Gesù chiamasse Dio suo Padre significò per i Giudei farsi “uguale a Dio”.

Ho dedicato molto tempo a discutere intorno alla deità di Cristo perché questo è il punto centrale delle Scritture. Dio stesso venne per salvare gli uomini dai loro peccati. La Bibbia insegna che dobbiamo rivolgerci a Cristo, quale Geova Dio per la salvezza. Il perdono dei peccati deriva: 1) da! riconoscerli peccatore bisognoso della grazia di Dio (Romani 3:10,23; Geremia 17:9; Ecclesiaste 7:20; Efesini 2:1,2; 1 Giovanni 1:8); 2) dal realizzare che Gesù Cristo è venuto sulla terra con l’esplicito scopo di morire al tuo posto (Isaia 56:6; 1 Pietro 2:24; 3:18), prendendo su di sé il castigo per i tuoi peccati; 3) dal ricevere Gesù Cristo nel tuo cuore come personale Salvatore (Atti 16:30,31; Giovanni 1:12; 3:16,36; 5:24; 6:47; Atti 4:12; Romani 10:13).

Cristo è venuto per fare di più che semplicemente espiare il peccato di Adamo e ripristinare “la perfetta vita umana, coi suol diritti e prospettive terrestri” (’Sia Dio riconosciuto verace’, pag. 111). Egli è venuto per perdonare i peccati (Efesini 1:7), per dare la vita eterna (Giovanni 10:28; 17:2), per giustificarci (dichiararci giusti) per mezzo della sua grazia (Romani 3:24), per morire per I nostri peccati (1 Pietro 2:24; 3:18; Romani 5:6,8), per riconciliarci cor sé (togliere l’inimicizia tra l’uomo e Dio, Romani 5:10), per redimerci (riscattarci o acquistarci) dalla punizione e dalla potenza del peccato (Galati 4:5; Efesini 1:7) e per renderci figli di Dio (Giovanni 1:12). Non si ha il perdono dei peccati cercando di superare la prova nella quaie Adamo fallì o di conservare “l’integrità” (vedi l’argomentazione sostenuta nella Torre di Guardia” del 15 agosto 1956). Col tentativo di conservare l’integrità e con le opere della legge “nessuna carne sarà dichiarata giusta dinanzi a lui” (Romani 3:20, traduzione del Nuovo Mondo).

Come può allora un uomo peccatore apparire giusto alla vista di Dio? Le Scritture dicono: “e è come gratuito dono che son dichiarati giusti per sua immeritata benignità con la liberazione mediante il riscatto (pagato) da Cristo Gesù. Dio lo ha stabilito come offerta per la propiziazione mediante la fede nel suo sangue” (Romani 3:24,25, traduzione del Nuovo Mondo). Sulla base dell’espiazione di Cristo, possiamo essere perdonati da tutti i nostri peccati e dichiarati giusti in Cristo. “Mediante lui abbiamo la liberazione per riscatto per mezzo del suo sangue, sì, il perdono dei (nostri) falli, secondo la ricchezza della sua immeritata benignità” (Efesini 1:7, traduzione del Nuovo Mondo).

Tu puoi avere il perdono dei peccati ed essere considerato perfettamente giusto agli occhi di Dio, accettando il sacrificio espiatorio che Cristo ha compiuto perte, ricevendolo come tuo personale Salvatore. Sebbene tu sia un peccatore che è venuto meno alla gloria di Dio (Romani 3:23), puoi essere perdonato dai tuoi peccati e dichiarato giusto in Cristo, riponendo in lui la tua fede. Milioni di persone che hanno fatto questo passo attraverso i secoli hanno esperimentato una trasformazione miracolosa del proprio cuore e della propria vita come Cristo ha promesso.

Vuoi rivolgerti a lui, ora, chiedendogli di perdonarti dai tuoi peccati e di essere il tuo Salvatore?



0 Commenti | Letto 1.420 volte


 
PessimoMediocreSufficienteBuonoOttimo (1 voti finora, media di: 5,00 su 5)
Caricamento ... Caricamento ...