Pasqua – anno 2009

Da quel lontano anno zero del festeggiamento della prima pasqua cristiana, ne abbiamo fatta di strada, siamo alla 2009ª. In verità però, anche se siamo al 2009° anno, le feste pasquali festeggiate sono molte di più. Sin dalla prima, festeggiata con Gesù stesso, e nel modo come Lui l’ha istituita, ad oggi, saranno circa 104.755. Se calcoliamo poi che i primi discepoli spesso la festeggiavano quasi ogni giorno, arriveremo ad un numero maggiore.

Il fulcro di questa festività è il ricordare la morte e la resurrezione di Gesù per la salvezza di un’umanità perduta. Questo ricordo, Gesù insegnò di renderlo vivo, in adorazione e ringraziamento, prendendo il pane e il vino, che rappresentano il Suo corpo straziato sulla croce e il sangue versato.

“Mentre mangiavano, Gesù prese del pane e, dopo aver detto la benedizione, lo ruppe e lo diede ai suoi discepoli dicendo: «Prendete, mangiate, questo è il mio corpo». Poi, preso un calice e rese grazie, lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue, il sangue del patto, il quale è sparso per molti per il perdono dei peccati. Vi dico che da ora in poi non berrò più di questo frutto della vigna, fino al giorno che lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio»” (Mt. 26:26/29).

Nel corso dei secoli però, mentre Gesù insegnò che i credenti dovevano prenderne tutti, si e arrivati che il vino lo beve solo il clero, e i fedeli prendono solo una specie di pane. Altri, i simboli del pane e del vino, li riservano soltanto ad una casta speciale di 144.000 uomini; tutti gli altri, detti simboli, se li fanno passare davanti ma non ne prendono.

Semplici gesti e insegnamenti di Gesù, fatti diventare irraggiungibili e complicati. Nel prendere questi simboli, diciamo al Padre con sospiri ineffabili per Lo Spirito Santo: “Grazie che ci hai salvati, dal Giudizio, dalla morte e dall’inferno, per mezzo del sacrificio del Tuo unico Figlio Gesù”. Infatti Pasqua vuol dire “Passaggio“.  Il passaggio dalla morte spirituale alla resurrezione con Gesù.

Se non si è stati realmente salvati, con la conseguente certezza del paradiso, diventa un gesto senza valore. Un altro bel significato della Pasqua è il seguente: “Poiché ogni volta che mangiate questo pane e bevete da questo calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga” (1Cor. 1-1:26).

L’annuncio del vicin ritorno di Gesù, quando, come disse Lui stesso, berremo di nuovo insieme il frutto della vigna nel regno del Padre Suo. Senza la piena consapevolezza di esserci quel giorno (o peggio ancora non credere al Suo ritorno), rimane solo una funzione senza vita. Il ladrone in croce, dopo la sua morte, festeggiò la sua prima Pasqua col vivente Salvatore in paradiso. Presto, a quella Pasqua celeste ed eterna ci saremo pure noi.

Ci sarai anche tu?
Questo è il nostro migliore augurio dal cuore: Buona Pasqua con Gesù!


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