Imitiamo Maria

Maria, umile ragazza ebrea, condivideva la fede di Israele nelle promesse divine sulla venuta del Messia. Scelta per dare alla luce Gesù, si rese subito conto di essere stata oggetto di una particolare grazia di Dio, a cui bisogna rispondere con il libero assenso di fede (Lc. 1:26/33). Per tutto ciò Maria è, per noi, un grande esempio di fede, così come lo furono anche Sara, Deborah, Rut e tante altre pie donne d’Israele.

Per la sua particolare chiamata, nell’Evangelo Maria viene definita “beata”, e pertanto tutti noi credenti siamo chiamati a portarle il medesimo rispetto che ebbe per lei l’angelo della annunciazione. Maria, umile ancella del Signore, si riconobbe subito povera e bisognosa della grazia divina, lo confermano le parole del suo Magnificat: “Lo spirito mio esulta in Dio mio Salvatore” (Lc. 1:47); per questo indicherà Cristo dicendo: “Fate tutto quello che Egli vi dirà” (Gv. 2:5), dal momento che, come giustamente replicherà l’apostolo Pietro, “in nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati” (At. 4:12).

Sembrerebbe un controsenso, eppure in un mondo sempre più mariano e al contempo sempre meno cristiano, in cui diventa sempre più predominante la tendenza a voler fare di una creatura (per quanto bellissima e ammirabile) una divinità, se non superiore, almeno pari a Cristo Gesù, noi credenti, ubbidienti alla Parola di Dio, scegliamo di seguire l’esempio di Maria, colei che indicò solo in Gesù colui che bisogna seguire. A tal proposito S. Agostino, credendo al messaggio biblico e non alle tradizioni, che tutti siamo peccatori e bisognosi di salvezza (Rm. 3:23-24), dirà: “Quando troverai uno che non è nato da Adamo, avrai trovato uno senza colpa”.

Per questo ci fu una lotta fra i Francescani che volevano Maria “Immacolata, concepita senza peccato”, e i Domenicani, che fondandosi sulla Bibbia, si opponevano a tale dottrina. Vinsero i primi, col sostegno dell’autorità di Pio IX in persona nel 1854. A tal proposito S. Ambrogio dirà: “ Maria era il tempio di Dio, non il Dio del tempio” (1Cor. 3:16). E ancora S. Agostino: “Santa e benedetta è Maria; però è meglio la Chiesa, perchè Maria è una parte della Chiesa… ma il corpo intero vale più di un solo membro”.

Maria imparerà presto che i legami di sangue devono cedere il posto ai legami dello Spirito, infatti Gesù dirà: “Chi è mia madre, e chi sono i miei fratelli?” E, stendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Poiché chiunque avrà fatto la volontà del Padre mio, che è nei cieli, mi è fratello e sorella e madre»” (Mt. 12:49-50).

Contrariamente a questo, tradizioni, festività, riti e dogmi hanno gradatamente posto sempre più in enfasi la figura di Maria, la “creatura”, togliendo a Cristo, il “Verbo” fatto carne, il “vero Dio e vero uomo” la gloria che solo a Lui spetta. Oh, se oggi Maria potesse esprimere il suo parere a riguardo non potrebbe che esserne estremamente addolorata.

“La salvezza appartiene al nostro Dio che siede sul trono, e all’Agnello” (Ap. 7:10). Imitiamo Maria: teniamo dunque i nostri occhi sempre volti verso Cristo Gesù. Ne va della salvezza eterna.

nikscorsone.maranath@libero.it


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