L’evoluzione della vita

L’evoluzione della vita

di Nicola Andrea Scorsone

In Genesi 5:27 sta scritto: “Tutto il tempo che Metusela visse fu di 969 anni; poi morì.” Adamo 930 anni; Abraamo 165; Mosè 120… Purtroppo a causa del peccato l’involuzione degli anni è andata sempre in regresso, fino ad arrivare agli attuali 70-80-90 anni, per come sta scritto al Salmo 90:10 – “I giorni dei nostri anni arrivano a settant’anni; o, per i più forti, a ottant’anni; e quel che ne fa l’orgoglio, non è che travaglio e vanità; perché passa presto, e noi ce ne voliam via.”


La menzogna della falsa scienza evoluzionistica dichiara che prima l’uomo era peggio, anzi un animale, mentre con l’evoluzione è migliorato; la Bibbia invece afferma che prima era meglio, già creato uomo intelligentissimo, tanto che Adamo diede il nome a tutti gli animali, mentre oggi è peggio.Purtroppo come Metusela anche noi, qualsiasi siano i nostri anni ,dobbiamo morire.


A tal proposito questa ricorrenza dei defunti potrebbe essere per te una nuova occasione di seria riflessione. Forse in confronto alla morte non c’è dolore più grande. Quando ad un tratto una persona cara viene a mancare, provoca un grande vuoto, e il mondo ti crolla addosso. Sono sensazioni difficili da descrivere.


Nel giorno particolare dedicato ai nostri defunti, girando fra i viali del cimitero si respira un’aria solenne di compostezza, non c’è posto per il sarcasmo e la burla. Ad ognuno manca un pezzo di cuore, che seppellito con il proprio caro ti strugge l’anima. Mai le parole sono state sufficienti a riempire il vuoto di chi c’è venuto a mancare, eppure c’è una persona che più di chiunque altro può comprendere il nostro dolore nascosto, colui che paradossalmente è stato “rifiutato”, Gesù.


Anche Lui trovandosi in un cimitero, pianse; la morte aveva spezzato l’affetto che lo legava ad un amico (Gv. 11:35). Ma credo che più di tutto piangesse per un’umanità incredula e spiritualmente povera. Diverse volte, mentre parlava di resurrezione, tanti risero di Lui (Mt. 9:24).


Che consolazione potrebbe esserci se tutto, come moltissimi credono, finisse sotto due metri di terra? Se togliamo il suo messaggio di resurrezione dalla nostra vita, non vi è più alcuna consolazione nè speranza; chi risponderà allora al bisogno intenso di consolazione del cuore dell’uomo?


Chi colmerà questo bisogno, questo sospiro rivolto verso l’infinito? Solo Dio, Dio che esiste, Dio che ci ama. Giustamente le Sacre Scritture ammoniscono: “Se abbiamo sperato in Cristo per questa vita soltanto, noi siamo i più miseri fra tutti gli uomini” (1Cor. 15:19).


Dio non vuole che l’uomo sia un miserabile, ma vuole dargli la ricchezza grande del Suo regno eterno, il paradiso. Per tutti è facile credere che dalla vita si passi alla morte, perché lo si constata giornalmente, ma non è facile credere che dalla morte si possa passare alla vita.


Se Dio ci ha tratti dalla polvere una volta, non lo potrà fare una seconda?! Certo che lo potrà fare, per poi portarci nel Suo regno di gloria. Lì non si celebrerà più la festa dei morti, ma quella dei vivi, eternamente.


Che questa consolazione e speranza sia nel cuore di tutti.

nikscorsone.maranath@libero.it



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