L’Ateismo non è logico

L’ateismo è quella concezione del mondo che nega l’esistenza di Dio. In particolare l’ateismo tradizionale sostiene che mai ci fu e mai ci sarà un Dio. Questa posizione, però, è giustificabile razionalmente?
In realtà no: essa sottintende sempre pregiudizi non razionali, giustificazioni che tradiscono l’ostinata e vana volontà umana di sottrarsi all’autorità ultima di Dio, ad un ordinamento superiore ed alle responsabilità che questo comporta.

L’ateismo afferma categoricamente che non esiste alcun Dio. L’ateo, però, può davvero essere certo di questa sua affermazione? Di fatto per essere certi che un Dio non esista questo esigerebbe la perfetta conoscenza di ogni cosa (l’onniscienza). Per conseguire questa conoscenza bisognerebbe avere simultaneamente accesso ad ogni parte dell’universo e in ogni dimensione della realtà (onnipresenza).


Quindi, per un ateo, per essere certo di questa sua affermazione, sarebbe necessario possedere caratteristiche divine. Ovviamente la limitata natura dell’essere umano le preclude queste speciali capacità. L’affermazione dogmatica dell’ateo è quindi chiaramente ingiustificabile. L’ateo cerca di provare una negazione universale. In termini di logica, questa è chiamata una fallacia logica.

La concezione atea del mondo è inadeguata anche per molte altre ragioni. In primo luogo l’ateismo non può spiegare adeguatamente l’esistenza della complessa ed ordinata realtà del mondo. Come ogni altra cosa, il mondo in cui viviamo esige una spiegazione che vada oltre a sé stessa – l’ateo però, non è in grado di fornirne una. In secondo luogo la concezione atea del mondo non è in grado di fornire le necessarie condizioni preliminari per dar ragione alle stesse leggi della scienza ed a quelle universali della logica – come pure, naturalmente, degli standard morali assoluti che vorrebbe pure negare ma dei quali trae indubbiamente vantaggio e di cui certo non vorrebbe privarsene.


In breve, la concezione atea del mondo non può dar ragione delle realtà più significative della vita. Si sforza con infiniti sofismi di darne spiegazione, ma tutto ciò si rivela, in realtà una fuga continua da quelle evidenze che si ostina a non accettare.

Se davvero i singoli atei affrontano seriamente la questione di Dio, provino anche a considerare ciò che afferma Gesù Cristo. Egli affermò di essere nient’altro che Dio fattosi uomo (Vangelo di Giovanni 1:1). Questa stupefacente affermazione era confermata dal suo carattere personale senza pari, l’adempimento nella Sua Persona delle profezie, dalla Sua incredibile influenza sulla storia umana – inoltre, la cosa più importante, dal fatto storico della Sua risurrezione dai morti.


Vi sono al riguardo abbondanti evidenze a disposizione dello scettico. Come disse Francie Schaeffer, il noto apologeta, “Dio è là e non tace”. Dio era in Cristo riconciliando il mondo a Sé stesso (2 Co. 5:19).

Alla fin fine la creatura umana che nega Dio non lo fa sulla base di evidenze che mancano, ma perché non vorrebbe rendere conto di sé stesso al suo Creatore.



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